MAURITANIA. La pesca senza controlli sta uccidendo la risorsa ittica

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Greenpeace ha avvertito gli stati dell’Africa occidentale dei pericoli ambientali e sociali associati alla presenza della FV Margiris nelle acque della sub-regione. Il secondo peschereccio più grande del mondo, con un record negativo di pesca eccessiva cronica, è stato avvistato al largo della Mauritania.

Greenpeace Africa chiede l’immediata partenza della FV Margiris dalle acque della Mauritania. In un recente comunicato, riporta Afrik21, l’ong ha denunciato la natura distruttiva del più grande peschereccio del mondo. Con una capacità di catturare e congelare 250 tonnellate di pesce al giorno, il gigantesco peschereccio a strascico, che batte bandiera lituana, rappresenta una vera minaccia per la conservazione delle risorse ittiche della Mauritania e dell’Africa occidentale. «Il danno ambientale che la pesca eccessiva causa agli stock ittici e alla biodiversità è immenso. La Margiris utilizza una rete più grande di un campo di calcio con una capacità di stoccaggio di 6.000 tonnellate. Questa nave è un vero “mostro” e una minaccia per le risorse pelagiche già sovrasfruttate» dice Greenpeace Africa.

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, circa il 30% del pesce è sovrasfruttato o impoverito perché non viene catturato in modo sostenibile. Allo stesso modo, il 58% è stato sfruttato al limite. Ciò significa che circa il 90% delle popolazioni ittiche sfruttate commercialmente sono esaurite o in via di esaurimento.

Secondo l’Ong, la nave FV Margiris può navigare nelle acque della Mauritania grazie a un accordo tra l’Unione Europea e il governo della Mauritania. Solo che l’accordo è arrivato in un momento in cui i pescatori locali e chi lavora il pesce stanno affrontando una crisi senza precedenti a causa della scarsità di risorse ittiche. Una situazione che, secondo Greenpeace, sta portando all’insicurezza alimentare e alla perdita dei mezzi di sussistenza delle comunità locali.

Questa è la seconda volta che la FV Margiris naviga nelle acque della Mauritania. Il gigante dei mari era già lì nell’ambito dell’ultimo accordo di partenariato di pesca tra l’Ue e la Repubblica islamica di Mauritania. La nave si è poi diretta in Australia, dove le è stato permesso di catturare una quota di 18.000 tonnellate di pesce lungo le coste meridionali del paese. Ma dopo le proteste dei gruppi ambientalisti, il governo australiano ha approvato una legge che vieta al peschereccio di pescare nelle acque australiane per due anni.

Greenpeace dice che sta conducendo una campagna globale per ridurre la flotta da pesca industriale sovradimensionata e sovvenzionata del mondo, iniziando con le navi mostro che contribuiscono all’esaurimento degli stock e causano danni all’ambiente marino in generale, ma anche al tessuto sociale, economico e culturale delle comunità costiere.

Tommaso Dal Passo