VENEZUELA. Maduro fa pace coi privati perché PDVSA ha bisogno di miliardi

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La compagnia petrolifera statale venezuelana Petróleos de Venezuela, Pdvsa, potrebbe aver bisogno di ben 58 miliardi di dollari per riattivare la sua produzione di petrolio e tornare ai livelli visti nel 1998, un anno prima che il defunto presidente Hugo Chavez andasse al potere, quando la media era di 3,4 milioni di barili al giorno, bpd.

La divisione di pianificazione e ingegneria di Pdvsa ha detto in un documento intitolato Opportunità di investimento, riporta l’agenzia Reuters che stava cercando investimenti di capitale da partner locali e stranieri principalmente per recuperare e migliorare la sua infrastruttura di produzione di petrolio «sotto nuovi modelli di business».

Il modello di partnership richiesta si riferisce all’uso di Production Services Agreements, o Asp, attraverso i quali gli appaltatori finanzierebbero tutte le operazioni nei campi petroliferi in cambio di una quota del flusso di cassa del progetto come pagamento, con lo Stato che ha la piena proprietà dei campi petroliferi e delle relative infrastrutture, riporta Efe.

Secondo il documento ripreso da Reuters, i tre obiettivi principali dell’industria petrolifera venezuelana sono «stabilizzare e recuperare la produzione di greggio e gas», «ripristinare l’affidabilità, la sicurezza e la qualità delle operazioni» e «rifornire completamente il mercato interno di combustibili».

La proposta di business arriva in un momento in cui il presidente chavista Nicolás Maduro cerca disperatamente di trovare un modo per ricostruire l’economia oggi allo stremo della nazione sudamericana “facendo pace“ con il settore privato per attirare proprio gli investimenti.

Altri 11,3 miliardi di dollari sarebbero poi necessari per far rivivere i campi di gas onshore e offshore, anche se un comitato tecnico che lavora con l’Opposizione a Maduro ha detto l’anno scorso che il paese avrebbe bisogno di circa 98 miliardi di dollari solo per far arrivare la produzione a 2,2 milioni di bpd, cifra molto al di sotto dell’obiettivo del 1998.

Graziella Giangiulio