PORTOGALLO. Contro Daesh, Lisbona invia uomini in Mozambico

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Il ministro della Difesa portoghese, Joao Cravinho, ha annunciato che il Portogallo invierà oltre 60 uomini in Mozambico come parte di un nuovo accordo di cooperazione volto ad aiutare il paese ad affrontare un’insurrezione legata allo Stato Islamico. A riportare la notizia è Reuters.

L’accordo con il Portogallo, che durerà fino al 2026, vedrà il paese aumentare il numero di truppe in Mozambico che salirà a 80, con lo scopo di addestrare i soldati mozambicani ad affrontare l’insurrezione, condividere l’intelligence e aiutare il paese a utilizzare i droni per il monitoraggio dei movimenti dei militanti.

Il Ministro portoghese lunedì ha firmato a Lisbona un accordo di cooperazione militare con la controparte mozambicana, Jamie Neto, che prevede di aiutare la povera nazione africana ad affrontare la crescente minaccia jihadista, rafforzando l’addestramento delle forze speciali. Le truppe si vanno ad aggiungere ai 60 uomini delle forze speciali portoghesi già inviati per addestrare i soldati in Mozambico, un’ex colonia portoghese, a seguito di un grave attacco avvenuto a marzo nella capitale della città settentrionale di Palma.

Cravinho ha affermato che il piano, di durata quinquennale, si basa su precedenti accordi tra Lisbona e la sua ex colonia, a cui sono stati aggiunti nuovi elementi. Ad illustrarli è stato Cravinho durante una conferenza stampa: «Tra questi è incluso un progetto di addestramento per le forze speciali mozambicane che comporterà un aumento di quattro volte il numero del personale portoghese».

Le basi dell’accordo erano state poste già a dicembre, in occasione di una visita di Gomes Cravinho. La missione di addestramento di 60 persone è iniziata dopo che gli jihadisti sono sbarcati nella città di Palma il 24 marzo, uccidendo decine di civili e innescando un esodo che includeva i lavoratori di un progetto di gas naturale liquefatto e multimiliardario.

Il Mozambico è alle prese con l’insurrezione nella sua provincia più settentrionale di Cabo Delgado dal 2017. Nell’ultimo anno i militanti hanno intensificato in modo massiccio le loro violenze e un gruppo di jihadisti ha assalito la città al confine con la Tanzania. «Il paese – ha detto Neto in conferenza stampa – è attaccato da forze straniere e terroriste. Questa è la sofferenza di cui deve assumersi la responsabilità la comunità internazionale per sostenere gli sforzi delle forze di sicurezza mozambicane. Fino a oggi il conflitto ha causato la morte di circa 2.000 vittime tra truppe, civili e jihadisti, e ha provocato lo sfollamento di oltre 800.000 persone».

Il massimo diplomatico dell’Ue, Josep Borrell, in un’intervista alla radio portoghese Ranancenca ha fatto sapere che l’Unione Europea potrebbe inviare tra i 200 e i 300 soldati dell’UE in Mozambico in missione di addestramento.

Coraline Gangai