TURCHIA. Rotta commerciale del Maghreb per Ankara

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Mentre sta cercando di calmare gli animi statunitensi per via del sostegno e aiuto alla Russia, la Turchia si sta guardando attorno per cercare di risollevare una economia che va a pezzi in vista di elezioni che vedono Erdogan sotto del 12%.

A quanto pare l’Algeria, ma il Maghreb nel suo complesso, sono nel suo mirino. Secondo la stampa locale, la Turchia può anche creare un’architettura commerciale di attività economica integrata, che copre 18 paesi del Maghreb centrale e dell’Africa occidentale.

L’approfondimento della portata economica del Maghreb e dell’Africa occidentale offre alla Turchia l’opportunità di stabilire le condizioni per un nuovo modello interregionale di legami commerciali tra Europa e Africa.

Diverse testate riportano che: dopo la stabilizzazione della situazione in Libia e il completamento della costruzione delle rotte commerciali da Tripoli a sud, la presenza della Turchia in Libia potrebbe consolidare ulteriormente l’architettura commerciale del Maghreb e dell’Africa occidentale.

La capacità della Turchia di creare una nuova architettura commerciale interregionale dipende in gran parte da come gestisce le sue relazioni economiche con i partner africani per sviluppare imprese manifatturiere nelle regioni centrali del Maghreb e dell’Africa occidentale, creando catene del valore guidate dalla Turchia in cui altri attori internazionali.

Con la carenza di approvvigionamento nella costruzione di catene del valore multinazionali, la Turchia potrebbe ricorrere sempre più a utilizzare la cooperazione in materia di difesa con i paesi africani come leva per approfondire le sue relazioni economiche.

Un esempio della sua espansione è dettato dai suoi rapporti con l’Algeria. Commentando, infatti, l’influenza della Turchia in Algeria, vale la pena notare che la Turchia è ben integrata nell’economia algerina. Ankara è il più grande datore di lavoro straniero in Algeria, gestisce una grande acciaieria e ancora gestisce una delle più grandi fabbriche tessili del mondo.

L’azienda, nota in tutta l’Africa, si chiama TAYAL, un complesso manifatturiero da 1,5 miliardi di dollari che impiega 10.000 algerini. La produzione tessile totale dell’Algeria potrebbe raggiungere i 2 miliardi di dollari nel 2022.

Se si considera la crisi economica – energetica in arrivo i prodotti algerini a basso costo potrebbero essere una soluzione anche per l’Europa.

Lucia Giannini