CAMBIAMENTO CLIMATICO. Nuovo allarme: supereremo la soglia massima a breve

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Il cambiamento climatico sta accelerando e il mondo supererà la soglia di riscaldamento di 1,5 gradi Celsius in questo decennio, secondo una ricerca pubblicata recentemente che, secondo gli scienziati, dovrebbe dare l’allarme ai colloqui sul clima della COP28 di quest’anno.

I paesi si sono impegnati nell’accordo di Parigi del 2015 a mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C rispetto alle temperature preindustriali, ma il nuovo documento di un team di scienziati, tra cui la Nasa e la Columbia University, aggiunge prove che suggeriscono che questo obiettivo è già fuori portata, riporta Reuters.

La maggior parte degli scenari di emissione previsti dal Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) delle Nazioni Unite prevedono che il mondo supererà la soglia di 1,5°C nel corso degli anni ’30.

Il mondo si è già riscaldato di quasi 1,2°C rispetto alle temperature preindustriali. Lo studio ha ricevuto feedback contrastanti da altri scienziati del clima. Alcuni hanno messo in dubbio i suoi risultati, definendolo “molto fuori dal mainstream”.

Il nuovo rapporto arriva dopo mesi di shock meteorologici estremi in tutto il mondo, dalle ondate di caldo in Cina alle gravi inondazioni in Libia, con il 2023 destinato a essere l’anno più caldo mai registrato.

I paesi si riuniranno alla fine di questo mese a Dubai per il vertice annuale delle Nazioni Unite sul clima per discutere gli sforzi politici globali volti a contenere le emissioni di gas serra.

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Oxford Open Climate Change, derivano da due fattori.

Gli scienziati hanno sottovalutato la sensibilità del clima terrestre all’aumento dei livelli di anidride carbonica. L’IPCC ha fornito la stima più attendibile secondo cui il raddoppio dei livelli atmosferici di biossido di carbonio produrrebbe un riscaldamento globale di circa 3°C.

Una migliore comprensione dei dati climatici antichi, raccolti da fonti come carote di ghiaccio e anelli degli alberi, ha portato a una stima più alta di circa 4,8°C, afferma lo studio.

Finora, le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica sono aumentate da circa 280 parti per milione (ppm) nell’era preindustriale a circa 417 ppm oggi.

Un altro fattore citato dal rapporto riguarda i progressi della Cina nel ripulire l’inquinamento atmosferico, causato principalmente dal biossido di zolfo emesso dalle centrali a carbone, insieme agli sforzi globali per ridurre tali emissioni derivanti dal trasporto marittimo.

La pulizia dei cieli, oltre ad apportare benefici alla salute e a salvare vite umane, accelera il cambiamento climatico. Gli aerosol diffondono e riflettono la radiazione solare.

Un’altra recente ricerca pubblicata sulla rivista Nature Climate Change suggeriva che il mondo avrebbe bisogno di raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2034 per avere una probabilità del 50% di contenere il riscaldamento a 1,5°C, molto prima dell’obiettivo globale del 2050. 

Lucia Giannini

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