VENEZUELA. Le petroliere iraniane arrivano a Caracas: PDVSA vuole riprendersi

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Il presidente venezuelano Nicolás Maduro in un messaggio reso pubblico il 26 maggio ha definito la spedizione di carburante iraniano in Venezuela un segno di solidarietà tra Teheran e Caracas. «La fine del Ramadan ci porta l’arrivo della nave della Fortuna, segno della solidarietà del popolo islamico dell’Iran con il Venezuela», ha scritto Maduro nel suo account Twitter. «In tempi in cui il governo dell’Oppressione cerca di imporre le sue regole con la forza, solo i fratelli in cerca di libertà ci salveranno», ha aggiunto Maduro.

La prima petroliera iraniana di nome “Fortune” ha attraccato il 25 maggio al porto venezuelano di El Palito, riporta l’agenzia di stampa AhlulBayt. La petroliera iraniana aveva caricato 43 milioni di litri di benzina dal porto iraniano meridionale di Shahid Rajaei a metà marzo.

Si tratta della prima di cinque petroliere iraniane che hanno attraccato nel nord del Venezuela nonostante gli avvertimenti e le sanzioni degli Stati Uniti. La seconda petroliera iraniana di nome “Forest” è già arrivata nel Mar dei Caraibi. Altre tre petroliere iraniane sono la “Faxon”, la “Petunia” e la “Clavel” che stanno attraversando l’Oceano Atlantico per raggiungere il Venezuela.

Secondo i dati di Refinitiv Eikon, ripresi da Reuters, la terza nave iraniana che trasportava carburante per il Venezuela quasi senza benzina è già nei pressi della zona economica esclusiva venezuelana mentre le due precedenti stanno scaricando.

La Fortune ha raggiunto la raffineria statale El Palito di Pdvsa e il ministro del Petrolio venezuelano Tareck El Aissami ha ringraziato l’Iran per il suo sostegno durante la crisi, che ha costretto i venezuelani ad fare lunghe code per la benzina.

Con queste importazioni, che includono benzina e componenti per la produzione di carburante per motori, Pdvsa sta lavorando per recuperare una parte della capacità di raffinazione nazionale che ha perso negli ultimi anni a causa della cattiva gestione, della mancanza di personale qualificato e dei ritardi di manutenzione dovuti alle limitazioni previste dalle sanzioni statunitensi.

L’azienda venezuelana, la cui capacità di raffinazione raggiunge 1,3 milioni di barili al giorno, ha aumentato le lavorazioni di greggio per la produzione di combustibile a circa 215.000 barili al mese, dai 110.000 barili del mese di marzo, secondo i dati aziendali interni.

Antonio Albanese