ECONOMIA. La rivincita della “Old Economy”. In Cina shipping e carbone battono i giganti dell’IA

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Nel dinamico e spesso imprevedibile mercato azionario cinese, si sta consumando un clamoroso cambio della guardia. Mentre i riflettori globali restano puntati sulle promesse della tecnologia, gli investitori a Shanghai e Shenzhen stanno riscoprendo il valore concreto della “Old Economy”. Nell’ultimo periodo, le azioni legate ai trasporti marittimi (shipping) e all’estrazione del carbone hanno nettamente sovraperformato i titoli legati all’intelligenza artificiale, evidenziando una profonda divergenza nelle prospettive sugli utili societari.

L’andamento dei settori tradizionali è guidato da fattori geopolitici e macroeconomici strutturali. Le tensioni nel Mar Rosso e le instabilità in Medio Oriente hanno costretto le grandi navi cargo a rotte più lunghe, riducendo la capacità disponibile sul mercato e facendo impennare le tariffe di nolo. 

A beneficiare maggiormente di questo scenario sono i giganti della logistica marittima. I dati dell’ultima trimestrale di COSCO Shipping Holdings sono emblematici: nei primi nove mesi dell’anno, i ricavi operativi hanno raggiunto 187,61 miliardi di yuan (+11,94% su base annua). La vera accelerazione si è registrata nel terzo trimestre, dove i ricavi sono balzati a 75,69 miliardi di yuan (+29,39%) e l’utile netto di pertinenza dei soci è letteralmente decollato dell’80,73% su base annua (pari a 17,23 miliardi di yuan, circa 187 milioni di yuan di profitti al giorno). Le performance operative vedono il business dei container correre a quota 7,21 milioni di TEU movimentati nel solo trimestre, mentre il ramo COSCO Shipping Ports ha registrato una crescita del fatturato del 13% a 484,3 milioni di dollari. Parallelamente, il comparto del carbone continua a mostrare una solidità ferrea, sostenuto dalla domanda interna di sicurezza energetica e da prezzi delle materie prime che restano elevati. L’indice settoriale di riferimento ha registrato progressi significativi, offrendo un rifugio sicuro e dividendi attraenti.

Sul fronte opposto, il comparto dell’intelligenza artificiale e dell’alta tecnologia sta attraversando una fase di forte correzione. 

Lo STAR Market di Shanghai, il listino che ospita le principali promesse tecnologiche cinesi, ha subito una contrazione in doppia cifra, scivolando ai minimi da oltre un anno. A pesare sui titoli tech non sono solo le valutazioni giudicate eccessive, ma anche i primi segnali di rallentamento nella filiera hardware dell’IA. Società produttrici di componenti e server, come Dongshan Precision, hanno deluso le aspettative del mercato, innescando vendite diffuse.

Questa rotazione settoriale riflette un approccio più pragmatico da parte dei gestori di fondi. Di fronte alle incertezze sulla reale monetizzazione dei servizi legati all’intelligenza artificiale e ai timori per nuove restrizioni commerciali sui semiconduttori, il mercato sta premiando i flussi di cassa immediati e visibili delle aziende di trasporto e dell’energia. 

La tecnologia resta il futuro, ma per il momento, i bilanci della vecchia economia cinese offrono certezze finanziarie che l’algoritmo non può ancora garantire.

Maddalena Ingroia

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