LIBRI. Da debitore a creditore 

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Si legge tutto d’un fiato il libro di Mario Bortoletto, imprenditore, Saggista, Consulente Tecnico sul Contenzioso Bancario, membro dell’AssoCTL (Associazione Consulenti Tecnici Legali sul Contenzioso Bancario): Da Debitore a Creditore nei confronti delle banche, stampato da Mediagraf spa – Noventa Padovana, 2018. Il testo è un vero e proprio vademecum per districarsi nel caos delle regole bancarie, soprattutto quelle non scritte.

Un testo che nasce per aiutare persone e imprenditori in difficoltà a gestire le proprie relazioni con le banche, quegli imprenditori o singoli, per capirci, che si sono visti arrivare lettere in cui si chiedeva di saldare i debiti con i propri istituti affidatari, proprio in un momento di difficoltà che la banca ben conosce, tempi che di solito non sono ottemperabili per l’imprenditore o per il singolo. 

Il pamphlet, inoltre, fornisce un glossario “banchese” in grado di orientare i poveri comuni mortali che di banche non ne capiscono e non mancano poi i buoni consigli, come quello di conservare i documenti spediti dalle banche anche dopo vent’anni, di non buttare via nulla perché nell’analisi del rapporto con le banche ogni rapporto bancario deve essere molto ben dettagliato. 

Per chiunque si trovasse a dover gestire un brutto periodo economico e di conseguenza ad aver difficoltà, diciamo per questioni di lunghezza dell’articolo: di comunicare con il proprio istituto di credito, la parola chiave è perizia econometria, una perizia che potrebbe stupirvi perché nei vostri decenni di rapporti con le banche potreste essere diventati nel frattempo creditori e non debitori della banca, proprio quella che da voi vuole indietro tutti i “suoi soldi subito”. Sì, perché negli anni è possibile che l’Istituto di credito vi abbia fatto pagare commissioni, tassi di interessi o comunque somme non dovute che nel tempo hanno fatto di voi un creditore. 

A spiegare il meccanismo che porta dal debito al credito, nel libro, casi concreti con tanto di sentenze di tribunale e ancora tra i buoni consigli afferma l’autore: «Capisco perfettamente l’istinto che molte volte vuole attaccare la banca che ci ha tolto somme illegittimamente, che ci ha creato danni o sofferenze, ma è meglio a volte fermarsi, chiedere un’assistenza precisa e vedere di portare a casa il maggior risultato possibile. Ci vuole calma». 

E proprio quella stessa calma non deve farsi spaventare da una pratica, non scritta, ma a quanto pare applicata dello “stancheggiare” il cliente. Il termine emerge da una intervista ad un ex funzionario di banca che durante una riunione con il direttore venne erudito sul comportamento da tenere con il cliente: «a fronte dei reclami dei clienti, il nostro comportamento doveva essere quello di stancheggiare. Voleva dire che non bisogna fornire risposte immediate, che si dovevano eludere le domande, soprattutto quelle imbarazzanti, in base all’esperienza che su cento persone che protestano dopo qualche giorno ne rimanevano la metà e dopo qualche settimana ne rimaneva uno solo».

Graziella Giangiulio