VENEZUELA. Arrivate le petroliere iraniane, Washington minaccia sanzioni contro tutti

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La quarta petroliera iraniana con carburante per il Venezuela, è ormeggiata in un porto del paese sudamericano. Lo ha confermato il 30 maggio il sito specializzato di navigazione marittima Marine Traffic.

Secondo Prensa Latina, la nave Faxon, con bandiera iraniana, è ancorata in un bacino venezuelano seguendo quanto fatto dalle altre navi cisterna: Fortune, della Forest e Petunia. Una quinta nave, la Clavel, naviga verso la stessa destinazione e si trova nelle acque dell’Oceano Atlantico, ha detto Marine Traffic.

Le cinque petroliere iraniane trasportano 1,53 milioni di barili di benzina e i suoi additivi nell’ambito degli accordi tra Caracas e Teheran. E, per Teheran, «rappresentano anche un gesto di solidarietà e di sostegno al paese sudamericano che, come la Repubblica islamica, sta affrontando le sanzioni da parte degli Stati Uniti».

Cercando di scoraggiare ulteriori spedizioni di carburante iraniano in Venezuela, l’Amministrazione Trump ha avvertito i governi stranieri, i porti marittimi, le compagnie di navigazione e gli assicuratori che potrebbero dover affrontare nuove sanzioni statunitensi se aiutassero la flottiglia di petroliere.

Elliott Abrams, rappresentante speciale di Washington sul Venezuela, ha detto che la campagna di pressione contro i nemici americani, pesantemente sanzionati dagli Stati Uniti, l’Iran e il Venezuela, è stata condotta «per essere sicuri che tutti riconoscano che questa sarebbe una transazione molto pericolosa da aiutare», riporta Reuters.

Il governo del presidente socialista venezuelano Nicolas Maduro ha sbandierato l’arrivo delle petroliere per dimostrare di non essere stato piegato dalle pressioni. Gli Stati Uniti, che cercano la cacciata di Maduro, l’hanno definita una “distrazione”.

«Abbiamo allertato la comunità marittima di tutto il mondo, gli armatori, i capitani delle navi, gli assicuratori delle navi, e abbiamo allertato i porti lungo la strada tra l’Iran e il Venezuela», ha detto Abrams aggiungendo che avvertimenti diplomatici, noti come iniziative, sono stati inviati privatamente ai governi «di tutto il mondo».

Abrams ha poi detto: «Non credo che troveranno armatori, assicuratori, capitani ed equipaggi disposti ad impegnarsi in queste transazioni in futuro».

Luigi Medici