Opec addio? Le risposte Bp

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AUSTRIA – Vienna. L’Opec si troverà ad affrontare sfide importanti nel prossimo decennio vista la diversificata e crescente produzione di energia e la crescita dei consumi negli Stati Uniti.

Secondo le nuove proiezioni dell’ultimo rapporto Bp Energy Outlook 2030, gli Stati Uniti avranno l’autosufficienza energetica al 99% nel 2030, originata in parte dal grande aumento della produzione di petrolio da scisto, gas naturale e fonti rinnovabili. Questo fatto lascerà sì all’Opec una capacità di avere riserve nel prossimo decennio, ma creerà le condizioni per un ribasso sui prezzi e ridurrà le entrate per Paesi che hanno una popolazione molto giovane. 

Ma quale Paese Opec andrà a ridurre la produzione?

La gran parte dell’onere ricadrebbe in gran parte sull’Arabia Saudita e, in misura minore, sugli Emirati Arabi Uniti e sul Kuwait, descritti dagli analisti internazionali come più “disciplinati” rispetto ad altri membri del cartello. I sauditi, che attualmente pompano circa 9 milioni di barili al giorno, dovrebbero abbassare la produzione di 2-3 milioni di barili per mantenere i prezzi a circa 100 dollari al barile, con scivolamenti anche nei prezzi, 40 dollari al barile.

Secondo la Bp, le fonti energetiche «non convenzionali non-Opec», come l’olio di scisto, il biogas e le energie rinnovabili «registreranno una crescita netta della produzione mondiale nel corso di questo decennio, arrivando a oltre il 70% della crescita tra il 2020 e il 2030» Le riserve saranno superiori ai 6 milioni di barili al giorno entro il 2015, il dato più alto dalla fine del 1980.

Il rapporto continua che «se l’Opec dovesse mantenere la produzione attuale, il mercato subirebbe un aumento delle scorte non sostenibile», che porterebbero a un forte calo dei prezzi. 

Il rapporto aggiunge che « la coesione Opec è una chiave di incertezza del mercato del petrolio, soprattutto nel decennio in corso».

Mentre negli Stati Uniti la domanda sarà relativamente stabile per i prossimi due decenni, le economie in crescita contribuiranno ad un aumento complessivo della domanda di energia del 36% entro il 2030, secondo la Bp. Ma nuove forniture di energia, assieme alle misure di conservazione della domanda nei paesi sviluppati, pareggeranno la nuova offerta e la domanda.

Oltre a prevedere l’autosufficienza energetica degli Stati Uniti entro il 2030, Bp prevede importanti cambiamenti nel mix energetico degli stessi Usa.

Il gas naturale sostituirà il petrolio come combustibile principale degli Stati Uniti – passando dal 25% di oggi al 31% nel 2030. Le fonti rinnovabili aumenteranno anche notevolmente dal 3% del 2011 al 10% del 2030. Questo spostamento contribuirà a ridurre l’impronta ecologica degli Stati Uniti. Anche se «il carbone resterà la fonte di combustibile dominante nella produzione di energia, perdendo però quote di mercato, passando dal 48% di oggi al 37% nel 2030», ha detto la società. Tuttavia, disoccupazione e sottoccupazione sono sfide impegnative in Arabia Saudita che potrebbero aggravarsi se i proventi del petrolio scendessero. Altri membri dell’Opec potrebbero avere anche più problemi; la crescita dell’incertezza politica in Iraq porterà la produzione a 5 milioni di barili al giorno entro il 2020, dato inferiore alle previsioni irachene; a talproposito Bp posticipa questo traguardo al 2030. 

La capacità dell’Iran di aumentare la produzione e le esportazioni, attualmente bloccate dalle sanzioni, dipende dalla risoluzione della questione nucleare, che oggi bloccano le sue esportazioni.