USA. La FED combatte l’inflazione così

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Nonostante venga ancora indicata da molti analisti economici come un fenomeno collaterale transitorio dell’impetuosa ripresa post pandemica, l’inflazione non accenna a fermarsi.

Il Bureau of Labor Statistics statunitense ha registrato che a novembre negli Usa il tasso dell’indice dei prezzi è salito del 6,8%: si tratta dell’aumento più alto da giugno 1982.

Si tratta del nono mese di prezzi al rialzo, particolarmente al di sopra dell’obiettivo della Fed (circa il 2%).

Da segnalare che l’indice dei prezzi senza costi di cibo ed energia, che indica l’inflazione di fondo, è cresciuto dello 0,5% su base mensile, e al 4,9% annuo rispetto al 4,6 per cento di ottobre.

Come detto, per trovare un tasso di inflazione così elevato negli Stati Uniti bisogna andare indietro fino al primo mandato di Ronald Reagan alla Casa Bianca.

Ad influenzare l’aumento dei prezzi sono i costi dell’energia, cresciuti in un anno del 33,3% (il carburante auto del 58,1%), e quelli per generi alimentari (+6,4%) e ristoranti (+5,8%), le cause sono inoltre legate al rally globale delle materie prime, l’aumento della domanda, le pressioni salariali e le interruzioni della catena di approvvigionamento.

Il dato era particolarmente atteso dai mercati i quali si domandano su quale effetto la corsa dei prezzi sulle politiche dei tassi della Federal Reserve, che trovandosi di fronte ad una crescita impetuosa dell’economia, potrebbe decidere di accelerare il cosiddetto «tapering», cioè la stretta sugli stimoli monetari attraverso un rallentamento dell’acquisto di obbligazioni per evitare un ulteriore surriscaldamento dell’inflazione che inizia a non poter più considerarsi un fenomeno limitato e transitorio dagli addetti ai lavori. Il programma per ora prevede un taglio degli acquisti di asset al mese di 30 miliardi, rispetto al totale che ammontava ogni mese a 120 miliardi di dollari

Tuttavia, i dati sull’inflazione non hanno riservato grandi sorprese, essendo ampiamente previsti, non creando finora grosse scosse al mercato azionario.

Salvatore Nicoletta