
Lunga notte nel Golfo Persico. Gli stati Uniti, a seguito della perdita di un elicottero militare nel Golfo, per Trump vittima di attacco iraniano ma i pasdaran negano, hanno autorizzato un attacco contro le postazioni radar nel sud dell’Iran e nelle isole che sono nello stretto di Hormuz. Segno che l’idea di uno sbarco sulle isole iraniane non è del tutto svanita.
A sostegno delle parole dei Pasdaran le parole dell’ex agente Larry Johnson secondo cui se l’elicottero fosse finito sotto il fuoco iraniano, l’abitacolo sarebbe stato distrutto: “Se la cabina di pilotaggio o il rotore principale fossero stati colpiti… i piloti sarebbero MORTI”.
Un altro elemento che mostrerebbe l’intenzionalità USA di attaccare l’Iran, pianificata, è il fatto che nel pomeriggio del 9 giugno il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Israeliano ha detto: “L’attacco che abbiamo condotto in Iran è stato una preparazione per un colpo molto più significativo e duro. Siamo pronti a tornare e colpire nuovamente l’Iran, duramente e profondamente. Il tentativo dell’Iran di manipolare gli equilibri e cambiare la realtà fallirà”.
Infine prima dell’attacco come sempre Trump ha telefonato a Netanyahu, Channel 14.
A partire dalle 23:00 del 9 giugno ore italiane circa, Kuwait, Bahrein e Qatar hanno chiuso lo spazio aereo.
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi poco prima degli attacchi : “Lo Stretto di Hormuz non è acque internazionali, ma una via navigabile condivisa tra Iran e Oman. Un nome che si trova a migliaia di chilometri dalla costa americana”. Se gli accordi Iran Usa andassero a buon fine, “I rifornimenti attraverso lo Stretto di Hormuz non saranno completamente ripristinati prima del 2027”, fonte Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Il Dipartimento stima inoltre che i rifornimenti attraverso lo stretto potrebbero non riprendere prima del terzo trimestre del 2026.
In un Tweet del Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in seguito agli attacchi di rappresaglia odierni degli Stati Uniti contro siti di difesa aerea e missili antiaerei nel sud dell’Iran, in cui afferma: “Nonostante le sconfitte sul campo di battaglia, gli Stati Uniti hanno deciso di mettere alla prova la nostra determinazione. Le nostre potenti forze armate non lasceranno impunito alcun attacco o minaccia.”
Dettagli dell’operazione Nasr: da Nevatim a Tel Nof sotto il fuoco missilistico iraniano. “Durante l’ultima operazione missilistica iraniana contro il regime israeliano, sono stati attaccati obiettivi quali la base di Nevatim, la base di Tiberiade, uno dei centri di supporto corazzati nel nord, l’aeroporto militare di Ramat David e il centro droni di Tel Nof. Lo scopo dell’operazione Nasr è stato dichiarato essere la stabilizzazione dell’equilibrio di sicurezza “Dahiyeh-Teheran”, il rafforzamento dell’unità dei fronti e il supporto ai combattenti di Hezbollah.
In risposta all’attacco al complesso petrolchimico iraniano, il complesso industriale di Bazan, controllato da Israele, è stato preso di mira da attacchi missilistici. Durante l’operazione, una parte significativa degli abitanti dei territori occupati è stata evacuata a causa dell’attivazione degli allarmi di sicurezza e sono stati colpiti anche diversi obiettivi prestabiliti”. Fonti iraniane.
Il Gruppo di hacker Handala: “Le coordinate di tutte le forze militari […] americane nei paesi del Golfo Persico sono state trasferite al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Presto darete il benvenuto ai droni Shahed-136. Avete iniziato il gioco; noi decidiamo come finisce” .
Nella mattina del 10 giugno nuova dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri iraniano: “Non esiteremo a colpire la fonte delle aggressioni. Il regime statunitense, nelle prime ore di mercoledì mattina, con il pretesto dello schianto di un elicottero del suo esercito terroristico sullo Stretto di Hormuz, ha lanciato brutali attacchi contro aree del sud del Paese, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e del principio fondamentale del “divieto dell’uso della forza” nelle relazioni internazionali. Con queste azioni aggressive, l’autorità al potere negli Stati Uniti ha rivelato ancora una volta la sua natura criminale e guerrafondaia. Le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran, in risposta all’aggressione militare statunitense contro l’Iran e alla chiara violazione della nostra sovranità nazionale e integrità territoriale, hanno preso di mira con duri attacchi le basi e le infrastrutture statunitensi nella regione, fonte di queste aggressioni”.
L’Iran, condanna ai paesi del Golfo per l’appoggio gli USA e alle Nazioni Unite per l’inattività.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornati alle ore 15:00 del 10 giugno. Una fonte ufficiale americana ha dichiarato ad Al-Arabiya: “L’abbattimento dell’elicottero Apache è stato deliberato”. Almeno otto aerei cisterna KC-135R Stratotanker e KC-46A Pegasus dell’aeronautica statunitense visibili su Flightradar24 in tutto il Medio Oriente. Gli aerei cisterna, probabilmente scortati da caccia e aerei d’attacco, si trovano sopra Israele, Giordania, Arabia Saudita, Golfo Persico e Golfo di Oman. Intorno alle 23:15 ore italiane, Il Comando Centrale degli Stati Uniti conferma di aver lanciato attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache: “attacchi proporzionati in risposta all’abbattimento dell’elicottero”. Lo scopo degli attacchi statunitensi è quello di inviare un messaggio di avvertimento all’Iran. “Preparatevi a diverse ondate di attacchi”. Un alto funzionario statunitense ha dichiarato alla CNN: “I nostri attacchi non dovrebbero influenzare i negoziati. Si tratta di una sorta di avvertimento”. Alle 01:20 circa seconda ondata di attacchi contro l’Iran, Canale 12 israeliano: “questa fase includerà il targeting di sistemi di difesa aerea e installazioni radar”. Alle 02:10 circa ore italiane è partita la terza ondata.
Tuttavia, secondo fonti iraniane gli attacchi nella fase uno e due, gli americani hanno preso di mira serbatoi d’acqua, contraddicendo tale affermazione.
Nel frattempo si riscaldano gli animi anche in Turchia: il presidente Erdogan: “gli attacchi israeliani contro Siria e Libano hanno raggiunto un punto tale da minacciare anche la Turchia”.
Le immagini satellitari mostrano che un missile iraniano ha colpito con precisione un hangar all’interno della base aerea di Ramat David tre giorni fa. Mentre Iran e Stati Uniti si bombardavano, lanci da Hezbollah verso Kiryat Shmona.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver distrutto quattro obiettivi in una base in Giordania che ospitava aerei F-35 e di aver attaccato complessivamente più di venti obiettivi in basi aeree e navali statunitensi nella regione. L’esercito giordano ha riferito di aver intercettato cinque missili lanciati dall’Iran. Si tratterebbe della base di Al-Azraq. Utilizzati missili a lungo raggio, per gli iraniani gli obiettivi sono stati colpiti. Si attendono le foto satellitari per capire chi ha ragione.
Sono in corso anche attacchi israeliani su larga scala nel Libano meridionale. Stazioni radar di Hezbollah, unità del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e diverse unità dell’esercito iraniano sono attualmente sotto attacco. Tiro colpita più volte negli ultimi giorni da attacchi israeliani. I media libanesi riferiscono che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stanno concentrando i loro attacchi sulla zona costiera e intorno a Sur. Le IDF avrebbero attaccato, tra gli altri luoghi, i villaggi di Al-Baziria, Majdal Zon e Al-Mansouri.
Il quotidiano israeliano Maariv: “Dopo due incidenti che hanno causato la morte di due soldati dell’esercito israeliano e il ferimento di altri sei, tra cui il comandante di battaglione, l’esercito israeliano ha deciso di impedire ai soldati di dormire nei veicoli blindati all’interno del territorio libanese. In uno degli incidenti, testate esplosive montate su droni hanno penetrato la corazza di un veicolo blindato dell’esercito israeliano”.
Attività di aerei da combattimento segnalata in diverse aree dell’Iraq. Missili iraniani “Shahed” sull’Iraq. Due le serie di attacchi. Anche la Turchia starebbe attaccando obiettivi curdi in Iraq.
L’esercito kuwaitiano ha dichiarato il 10 mattina che i suoi sistemi di difesa aerea hanno neutralizzato bersagli aerei ostili. Gli iraniani hanno invece riferito di esplosioni in Kuwait, due le serie di lanci.
Un missile iraniano ha colpito la base della Quinta Flotta statunitense in Bahrein. Diverse le esplosioni filmate. Alle 03:15 ora italiana, la Quinta Flotta degli Stati Uniti è sotto attacco missilistico da parte della Repubblica Islamica dell’Iran. Almeno 16 le esplosioni segnalate dagli utenti. Alle 04:45 ora italiana seconda ondata di lanci dall’Iran contro la Quinta Flotta.
L’UKMTO ha ricevuto una segnalazione di un incidente a 88 miglia nautiche a sud-ovest di Balhaf, Yemen. Una nave mercantile ha segnalato di essere stata avvicinata da un’imbarcazione con a bordo 6 persone armate. C’è stato uno scambio di colpi tra la piccola imbarcazione e la squadra di sicurezza armata della nave mercantile, al termine del quale la piccola imbarcazione si è allontanata.
Il 9 alle 23:15 ore italiane, un gruppo di droni iraniani è stato lanciato verso lo Stretto di Hormuz. Secondo Axios, le forze americane hanno attaccato diversi sistemi di difesa aerea e radar iraniani nello Stretto di Hormuz. Al-Jazeera: Le “azioni di protezione” in Iran continuano, l’operazione è in corso.
Diverse imbarcazioni che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz continuano a utilizzare il sistema di separazione del traffico iraniano, senza alcun movimento visibile lungo la rotta meridionale attraverso le acque omanite stabilita dal Progetto Freedom.
Il British Maritime Trade Centre segnala che una petroliera è stata danneggiata al largo delle coste dell’Oman, di fronte allo Stretto di Hormuz. Almeno un membro dell’equipaggio è rimasto ferito, due risultano dispersi e i restanti membri dell’equipaggio stanno abbandonando la nave a causa di un incendio nella sala macchine.
Su ordine di Trump intorno alle 23:15 del 9 giugno è iniziato il bombardamento americano control’Iran. Almeno quattro esplosioni hanno scosso l’area del porto di Sirik, nella provincia iraniana di Bandar Abbas. È stata segnalata una forte esplosione in una base navale iraniana a Minab, nella provincia di Hormozgan. Colpito obiettivo sul monte Mobarakeh Jask. Esplosioni sull’isola di Qeshm. Secondo una fonte iraniana, nell’attacco sono stati utilizzati missili da crociera Tomahawk americani. Intorno alle 23:30 ore italiane erano state colpite le località di: Kohestak, Sirik e Minab, in Hormozgan, Iran. Esplosione ad Ahvaz sud ovest dell’Iran. Segnalate interruzioni dei segnali GPS e radio nell’Iran meridionale.
Intorno alle 00:08 è partita da Kermenshah la risposta iraniana all’attico americano verso il Golfo Persico. Distrutto un drone americano MQ-9. L’Iran ha negato che le sue forze abbiano abbattuto un elicottero Apache statunitense dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha affermato di aver condotto attacchi aerei contro l’Iran in seguito all’abbattimento di un suo velivolo da parte della Repubblica Islamica. L’Iran ha dichiarato di non aver condotto alcuna operazione nello Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, il che indica che l’aggressione statunitense è, ancora una volta, ingiustificata. Intorno alle 4 missili balisitici partiti da Isfahan.
Gli iraniani affermano che gli attacchi USA colpiscono due serbatoi d’acqua a Sirik. L’Inviato IRIB a Sirik: “A seguito dell’attacco di questa sera da parte del nemico americano a Sirik, due serbatoi d’acqua nel distretto di Bamani sono stati colpiti e l’acqua potabile in questo distretto è stata interrotta”.
Infine i Pasdaran hanno comunicato: “ Il regime […] statunitense ha attaccato questa mattina (10 giugno ndr) diverse postazioni a Jask, Sirik e Qeshm con falsi pretesti, danneggiando una torre di telecomunicazioni a Sirik e distruggendo due serbatoi d’acqua nel distretto di Bemani, in questa contea. In risposta a questo atto ostile del nemico, i combattenti della Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno attaccato la Quinta Flotta Navale del Bahrein con droni alle 2:30 del mattino. Gli scontri continuano e le coraggiose Guardie Rivoluzionarie iraniane stanno rispondendo alle aggressioni del nemico; se le ostilità dovessero persistere, seguiranno risposte più pesanti”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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