Blog dal Libano

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LIBANO – Beirut. Spinti dalla fame di cambiamento, i blogger libanesi sono alla ricerca di uno spazio per esprimere le proprie opinioni senza censura o giudizi. I loro temi non sono solo politici, come in Siria, Egitto e Tunisia: si concentrano sui diritti delle persone e sulle loro richieste di migliori condizioni di vita. I blogger sono anche i primi a segnalare problemi sociali che non otterrebbero la stessa attenzione nei media tradizionali,  lontani dal web. Esaminando oltre 350 blog della gioventù libanese, viene fuori un diverso sentire della società non basata esclusivamente su idee politiche, ma sulla  «situazione del popolo libanese e su uno stile di vita realistico e semplice», si legge in più di uno di essi. 

Questo fenomeno sociale è sempre più diffuso, al contrario del blogging politico, prevalente nel 2005 in seguito all’assassinio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri e nel 2006, in risposta all’aggressione israeliana contro il Libano.

Oggi, sembra che la maggior parte dei blogger si stiano concentrando su questioni più reali, come la libertà dagli sprechi, la corruzione e gli abusi dei diritti umani.

Come in altre parti del mondo, molti giovani libanesi non riescono a trovare un modo di esprimere le proprie idee al pubblico attraverso i media tradizionali, ecco quindi i blog che danno opinioni ispirate dalla realtà quotidiana e vera espressione del punto di vista giovanile. 

beirutspring.com, stateofmind13.com trattano, ad esempio, della vita libanese non politica in maniera critica 

Gli ostacoli non mancano: alcuni blogger affermano, ade esempio, che la loro famiglia sia stata minacciata dopo aver affrontato il problema della droga in una regione specifica del Paese. Tuttavia, questi ostacoli non sono visti come un motivo a fare marcia indietro. Al contrario. La politica, intesa come servizio alla cittadinanza è sempre e comunque al centro; le opinioni politiche, per i più, vengono fuori dalle discussioni con i tassisti e con la gente comune. I bloggers, ognuno a modo suo, trasmettono un’immagine diversa del Libano, utile per tastare il polso al Paese e consentono di percepire, di fronte al silenzio politico, il cambiamento sociale. Ottima chiave di lettura, ora che il Libano torna ad essere sotot i riflettori per la crisi siriana e i suoi riflessi.