
Secondo i calcoli della CNN, Trump ha già affermato 37 volte di essere vicino a un accordo con l’Iran. L’emittente ha ricordato che questa idea è stata espressa per la prima volta il 23 marzo. Il leader statunitense ha poi dichiarato lunedì che Washington e Teheran “raggiungeranno un accordo nelle prossime due settimane”. E quindi arriva la sua 38esima dichiarazione. Trump dichiara che gli Stati Uniti proclameranno la “vittoria totale” sull’Iran nelle prossime due settimane: “Penso che stiamo vincendo questa battaglia, ma la vinceremo davvero nelle prossime due settimane, quando dichiareremo la vittoria totale. Sarà una vittoria totale. Accadrà molto presto e i prezzi del petrolio crolleranno”.
In un’intervista telefonica con Axios lunedì, il presidente Trump ha affermato di aver avvertito il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu che se avesse iniziato una guerra con l’Iran, si sarebbe trovato a combattere da solo. Ciò in risposta all’attacco israeliano di domenica contro la capitale libanese Beirut, che ha innescato un importante scambio di missili tra Iran e Israele.
Nonostante l’ultima ondata di ostilità tra Iran e Israele, i trader su Polymarket rimangono ottimisti sul fatto che gli Stati Uniti dichiareranno una nuova pace, un accordo o un’estensione del cessate il fuoco fino alla fine di luglio. Con queste possibilità la percentuale che si avveri si è ridotta di circa il 14%, ma rimane comunque superiore al 60%.
L’Unione Europea ha imposto sanzioni a due cittadini iraniani e a un’unità del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche per il loro ruolo nel blocco dello Stretto di Hormuz. È la prima volta che l’UE impone sanzioni all’Iran per aver limitato la libertà di navigazione. Il comunicato ufficiale afferma che l’Unione Europea ha aggiunto alla sua lista di sanzioni il comando della provincia di Hormozgan delle forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, nonché Mohammad Akbarzadeh e Hamid Husseini. Akbarzadeh è il vicecomandante per gli affari politici delle forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, mentre Husseini è un rappresentante dell’Associazione degli Esportatori di Petrolio e gas e prodotti petrolchimici dall’Iran.
Le basi britanniche a Cipro hanno reagito all’indignazione per i piani di installazione di ulteriori antenne vicino ad Akrotiri. L’amministrazione difende il progetto, citando uno studio del 2007 che non ha riscontrato un aumento del rischio di cancro associato all’installazione di antenne militari. Cipro ha accusato aerei da guerra turchi di aver disturbato elettronicamente i segnali degli aerei che trasportavano i ministri della Difesa di Grecia, Francia e Paesi Bassi, diretti al vertice UE di Nicosia l’8 giugno, secondo quanto riportato da fonti cipriote.
Nonostante un precedente annuncio della sospensione dei voli presso l’aeroporto, un aereo non identificato proveniente dagli Emirati Arabi Uniti è atterrato all’aeroporto di Mehrabad. Secondo l’agenzia di stampa Fars, l’aereo è atterrato dopo aver ricevuto un permesso speciale e provenendo dallo spazio aereo iraniano orientale.
Il capo negoziatore iraniano, Mohammad-Baqer Ghalibaf: “Trasformeremo il blocco navale iraniano in un’altra sconfitta per il nemico”. Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera: “Washington ha modificato la bozza del memorandum d’intesa, cosa per noi inaccettabile. Non ci sarà alcun accordo finché i beni iraniani non saranno sbloccati e le sanzioni non saranno allentate”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:00 del 9 giugno. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha disabilitato la petroliera Marivex, battente bandiera di Palau, mentre transitava nelle acque internazionali del Golfo dell’Oman, diretta in Iran. Un F/A-18 Super Hornet della portaerei USS Abraham Lincoln (CVN 72) ha effettuato attacchi mirati ai sistemi di propulsione e di governo della nave, dopo che l’equipaggio non aveva obbedito agli ordini statunitensi. La petroliera Marivex non è più in rotta verso l’Iran. Le forze del CENTCOM hanno disabilitato sette imbarcazioni che non hanno obbedito agli ordini, respinto 134 imbarcazioni che invece li hanno rispettati e permesso il passaggio a oltre 42 imbarcazioni che trasportavano aiuti umanitari dall’inizio del blocco, il 13 aprile.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno riferito di aver eliminato nel fine settimana tre alti ufficiali della Jihad Islamica nella Striscia di Gaza centrale, tra cui il capo del dipartimento di ingegneria dell’organizzazione, il suo vice e il responsabile dell’unità anticarro nella Striscia di Gaza settentrionale.
In Libano nelle ultime 24 ore, i caccia israeliani hanno effettuato 28 raid aerei, cinque attacchi con droni e 23 bombardamenti di artiglieria in diverse aree del Libano meridionale. Alcuni bombardamenti di artiglieria sono stati condotti con bombe incendiarie al fosforo. Inoltre, diversi edifici nelle città di Khiam, Kounine, Al-Tayri e Bint Jbeil sono stati minati e fatti esplodere dalle forze israeliane. Finora 8 persone sono morte e 32 sono rimaste ferite, secondo il Ministero della Salute libanese.
In risposta Hezbollah il 9 giugno ha rivendicato: 16 diverse operazioni, impedendo all’esercito israeliano di avanzare sui fronti del Libano meridionale.
Fronte di Kouninne e Beit Yahoun: Dopo aver demolito Kouninne e Al-Tayri, le forze israeliane si sono dirette verso il villaggio di Beit Yahoun e sono entrate nei suoi quartieri. Hezbollah ha lanciato attacchi missilistici contro concentrazioni di forze israeliane in quest’area. Concentrazioni di soldati israeliani ad Al-Tiri sono state prese di mira da un drone kamikaze, mentre quelle nella città di Rashaaf sono state colpite da attacchi missilistici di Hezbollah.
Fronte di Yohmor al-Shaqif: Un veicolo per le comunicazioni militari e un veicolo logistico che trasportava munizioni vicino al castello di Al-Shaqif, così come due veicoli logistici Alpha e un Humvee nella zona sud-orientale di Yohmor al-Shaqif, sono stati colpiti da droni FPV.
Un bulldozer militare è stato colpito da munizioni di artiglieria e da un missile anticarro, e concentrazioni di forze israeliane nella zona sud-orientale di Yohmor al-Shaqif sono state attaccate con munizioni di artiglieria, razzi e un drone kamikaze.
Concentrazioni di soldati israeliani a Naqoura sono state prese di mira da un drone kamikaze, e concentrazioni di soldati israeliani nell’area di Ishraq ad Aynatha, così come una postazione di artiglieria dell’esercito israeliano nella città di Al-Adisseh, sono state colpite da attacchi missilistici. Le forze di difesa aerea di Hezbollah hanno inoltre impedito a un drone israeliano Hermes 450 di sorvolare la regione di Iqlim al-Tuffah lanciando missili terra-aria. Un video mostra un missile anticarro di Hezbollah che colpisce un carro armato israeliano Merkava vicino al castello di Al-Shaqif durante gli scontri del 4 giugno.
Incidente marittimo al largo delle coste dell’Oman – incendio su una petroliera, cause ancora ignote.
Secondo il New York Times, un elicottero d’attacco AH-64 Apache dell’esercito statunitense si è schiantato ieri nello Stretto di Hormuz e due membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo. Non è ancora chiaro se l’elicottero sia stato abbattuto dal fuoco iraniano o da un guasto tecnico.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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