INDIA. Aria meno inquinata a ottobre, si teme per Novembre

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La pioggia intermittente e i venti hanno portato a un raro calo dell’inquinamento nella capitale dell’India il mese scorso, con i residenti che hanno respirato l’aria più pulita da almeno quattro anni, ma le autorità avvertono che la qualità dell’aria è destinata a scendere bruscamente a novembre.

Una fine ritardata del monsone e una brusca ripresa della velocità del vento hanno fatto sì che la concentrazione di PM2.5 in un metro cubo d’aria fosse in media 72 nel mese di ottobre, quando la qualità dell’aria tipicamente peggiora, riporta Reuters.

Si è trattato di un netto calo rispetto a una concentrazione media di 126 registrata nell’ottobre 2020, 25 volte sopra il limite di sicurezza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, stando ai dati raccolti dal Central Pollution Control Board.

Ma i fattori che includono il calo delle temperature, la diminuzione della velocità del vento e gli agricoltori che danno fuoco alle stoppie delle colture, possono rendere l’aria pericolosa.

Al summit Onu COP26 il primo Ministro indiano Narendra Modi ha detto che l’India raggiungerà l’obiettivo di emissioni nette di carbonio zero entro il 2070; almeno due decenni di ritardo rispetto alle scadenze fissate internazionalmente.

L’India, il terzo più grande emettitore di gas a effetto serra del mondo dopo la Cina e gli Stati Uniti, aveva precedentemente respinto le richieste di annunciare un obiettivo di emissioni nette di carbonio zero, e il primo Ministro britannico Boris Johnson ha spinto Nuova Delhi a presentare un ambizioso obiettivo di riduzione delle emissioni.

L’India dovrebbe impegnarsi attivamente per una data anticipata di emissioni zero dopo aver rivalutato la situazione nei prossimi anni. Ad aumentare le preoccupazioni sulla qualità dell’aria a Nuova Delhi, il festival delle luci Diwali il prossimo 4 novembre: evento in cui gli indiani fanno esplodere i petardi come parte di un’antica tradizione indù. Delhi ha vietato la vendita di petardi, ma le autorità raramente applicano tali restrizioni.

Dal 2018, l’India ha dato ai singoli agricoltori una sovvenzione del 50% e alle cooperative agricole una sovvenzione dell’80% per acquistare macchine che smaltiscono le stoppie di riso lasciate sul campo dalle mietitrici meccanizzate.

Nonostante i sussidi, le macchine sono costose. I contadini si lamentano anche del fatto che devono pagare in anticipo e poi richiedere i sussidi in seguito, un processo che richiede circa 10 mesi.

In ottobre, la combustione dei rifiuti del raccolto è diminuita del 52% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, secondo i dati del governo.

Lucia Giannini