
Il presidente uscente della Colombia, Gustavo Petro, ha ordinato che nessuna struttura militare venga utilizzata per l’insediamento del suo successore, Abelardo de la Espriella, previsto per il 7 agosto. Il presidente eletto ha replicato che manterrà la sua intenzione di prestare giuramento in una caserma nel sud del Paese, inasprendo ulteriormente la tensione tra i due a meno di un mese dal passaggio di consegne.
“Le caserme militari e di polizia sono sotto il mio ordine fino al momento del giuramento del nuovo presidente, e fino ad allora io sono il comandante supremo delle forze armate”, ha scritto Petro su X. “Nell’esercizio dei miei poteri costituzionali e legali, ordino che nessuna struttura militare venga utilizzata per l’insediamento di un presidente della Repubblica”, ha aggiunto. Petro ha sostenuto che la Costituzione prevede che il presidente entri in carica davanti al Congresso in seduta plenaria e che le caserme svolgono funzioni di sicurezza e difesa, non sono sedi per atti legislativi, riporta MercoPress.
De la Espriella ha confermato la sua decisione in un messaggio pubblicato sui suoi social network. «Presterò giuramento nel sud del Paese, presso una caserma militare, per rendere solenne omaggio agli eroi della patria e al personale in uniforme che protegge la democrazia, la libertà e le istituzioni», ha dichiarato. Il presidente eletto, che durante la campagna elettorale ha adottato il saluto militare e lo slogan «Fermi per la patria», ha espresso l’intenzione di celebrare la cerimonia a Popayán, capoluogo del dipartimento di Cauca, regione colpita dall’intensificarsi del conflitto armato.
Di fronte al rifiuto del governo uscente, De la Espriella si è appellato al nuovo Congresso, che si insedierà il 20 luglio e in cui non detiene la maggioranza, affinché autorizzi il trasferimento della sede parlamentare. La questione giuridica rimane controversa. Il futuro ministro dell’Interno, Rodrigo Lara, sostiene che il Parlamento può riunirsi ovunque nel Paese, se lo ritiene opportuno. Dalla senatrice Isabel Zuleta, esponente del blocco di governo uscente, ha replicato che il Congresso non ha alcuna autorità sugli spazi amministrati dall’esecutivo e che un ufficiale che obbedisce agli ordini del presidente eletto prima del passaggio di consegne potrebbe commettere un reato grave.
La cerimonia deve inoltre affrontare ostacoli logistici. Il Ministero degli Esteri non ha ancora assegnato l’appalto per l’organizzazione dell’evento e per l’invito delle delegazioni straniere, a quattro settimane dalla data prevista, e gli esperti legali sottolineano la complessità del trasferimento di quasi trecento parlamentari e capi di Stato in visita in un’unità militare.
De la Espriella ha risposto alle critiche sui costi del trasferimento affermando che la sua cerimonia di insediamento sarà “austera, senza sprechi”. L’episodio si aggiunge alla sospensione della transizione tra i due governi e al rifiuto di Petro di riconoscere la legittimità delle elezioni.
Luigi Medici
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