
Lunedì 17 agosto, la compagnia petrolifera statale brasiliana Petrobras ha confermato la presenza di petrolio nel pozzo esplorativo Morpho, situato in acque ultraprofonde al largo della costa settentrionale dello stato di Amapá, nel bacino di Foz do Amazonas. La società ha precisato di non essere ancora in grado di stimare il volume trovato né la fattibilità di una produzione commerciale.
“C’è petrolio, c’è una scoperta. Non sappiamo ancora quanto”, ha dichiarato l’amministratore delegato della compagnia, Magda Chambriard, durante un evento a Oiapoque insieme al presidente Luiz Inácio Lula da Silva. L’annuncio conferma e precisa quanto comunicato venerdì scorso, quando Petrobras aveva segnalato l’identificazione di idrocarburi nel pozzo tramite registrazioni geofisiche e indicazioni geologiche, riporta MercoPress.
Chambriard ha affermato che restano da perforare circa mille metri per raggiungere il fondo del pozzo e che l’operazione sarà completata entro 15-20 giorni. Seguirà una fase di delimitazione, volta a misurare l’estensione del giacimento e il volume recuperabile. Un ritrovamento in un pozzo esplorativo non equivale di per sé a una riserva commercialmente sfruttabile. Il pozzo Morpho si trova a circa 175 chilometri dalla costa di Amapá e a circa 500 dalla foce del Rio delle Amazzoni, a una profondità di 2.886 metri. Petrobras gestisce il blocco FZA-M-59 con una partecipazione del 100%, acquisita nell’undicesima gara d’appalto dell’Agenzia Nazionale del Petrolio nel 2013, nell’ambito di un regime di concessione. Secondo Chambriard, la società ha investito circa 3 miliardi di dollari dall’inizio dell’attuale campagna esplorativa nella regione, iniziata nell’agosto dello scorso anno, con un costo operativo di quasi un milione di dollari al giorno.
Le trivellazioni in questo bacino sono state soggette a un lungo iter autorizzativo. L’Istituto Brasiliano dell’Ambiente ha inizialmente respinto la richiesta nel 2023, concedendo poi l’autorizzazione nell’ottobre del 2025. Petrobras prevede di trivellare altri tre pozzi nello stesso blocco e cinque in aree adiacenti, previa ottenimento di nuove autorizzazioni ambientali, e ha già presentato le relative domande.
Il Margine Equatoriale brasiliano appartiene alla stessa provincia geologica dei giacimenti sviluppati in Guyana e Suriname, il che spiega l’interesse dell’industria per la zona. Petrobras inquadra l’esplorazione nella sua strategia di ricostituzione delle riserve.
Lula, presente all’evento, ha sottolineato l’importanza della scoperta per la futura produzione petrolifera del Paese, ma ha affermato che non modifica la strategia brasiliana in materia di energie rinnovabili. “Il Paese continuerà a essere all’avanguardia nell’innovazione dei biocarburanti e continuerà a dare grande importanza alla questione dei combustibili rinnovabili”, ha dichiarato. Secondo il presidente, il Brasile manterrà gli investimenti nei biocarburanti e in altre fonti rinnovabili, valutando al contempo il potenziale di nuove aree petrolifere.
Lucia Giannini
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