SIRIA. Al via la costruzione di un nuovo tratto del Gasdotto Arabo: 186 chilometri per rafforzare la rete energetica

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La Syrian Petroleum Company ha avviato i lavori della seconda sezione della seconda fase del progetto Gasdotto Arabo (Arab Gas Pipeline). Il nuovo segmento porterà la rete siriana a circa 566 chilometri, che si estenderà dal confine giordano a quello turco e avrà una capacità di trasporto fino a 11 milioni di metri cubi di gas al giorno, destinata a raddoppiare in futuro.

La Siria avvia una nuova fase di sviluppo delle proprie infrastrutture energetiche con la costruzione di un tratto di 186 chilometri del Gasdotto Arabo, destinato a completare il collegamento della rete nazionale tra il confine giordano e quello turco. L’annuncio è stato diffuso il 29 settembre dalla Syrian Petroleum Company (SPC), in occasione dell’avvio dei lavori della seconda sezione della seconda fase del progetto.

La nuova condotta rappresenta un tassello importante nel potenziamento della rete di trasporto del gas naturale siriana. Secondo le informazioni diffuse dalla compagnia, l’infrastruttura consentirà di portare la lunghezza complessiva del sistema di trasporto del gas nel Paese a circa 566 chilometri, sommando i 186 chilometri della nuova sezione ai tratti già esistenti. Il nuovo segmento interessa il collegamento tra Homs e Aleppo, nell’ambito del più ampio corridoio energetico che attraversa la Siria da sud a nord. Uno degli elementi centrali del progetto è la realizzazione di una stazione di compressione nell’area di Furqlus, nella campagna orientale del governatorato di Homs. L’impianto sarà dotato di tre unità di compressione e permetterà di raggiungere una capacità di trasporto fino a 11 milioni di metri cubi di gas al giorno, con la possibilità di portarla a circa 22 milioni di metri cubi in futuro. 

La nuova condotta aggiungerà anche una capacità operativa di accumulo di circa 8 milioni di metri cubi di gas all’interno della tubazione stessa. Questo volume, noto come linepack, è il gas mantenuto nella condotta grazie alla pressione di esercizio e può contribuire a gestire le oscillazioni della domanda e dell’offerta, offrendo una maggiore flessibilità operativa alla rete. Non si tratta quindi di un impianto di stoccaggio sotterraneo separato, ma di gas contenuto nell’infrastruttura di trasporto.

Il nuovo segmento si inserisce nel più ampio progetto regionale del Gasdotto Arabo, infrastruttura che collega l’Egitto alla Giordania e prosegue verso la Siria, con collegamenti verso il Libano e un’estensione fino alla Turchia. La realizzazione originaria di questa infrastruttura, secondo il Fondo Arabo per lo Sviluppo Economico e Sociale, è stata articolata in tre fasi. La prima fase, completata nel 2004 per collegare l’egiziana al-Arish alla centrale di Aqaba in Giordania, è stata sostenuta finanziariamente dal Fondo Arabo (con un prestito di 17 milioni di dinari kuwaitiani), dal Fondo Kuwaitiano e dall’Egitto. La seconda fase, terminata nel 2007 per estendere la rete dentro il territorio giordano fino al confine siriano, è stata invece finanziata da un consorzio di investitori e banche egiziane e giordane. Infine, la terza fase riguarda la rete interna siriana verso il Libano e la Turchia: in questo contesto, i tratti tra il confine giordano e Homs e tra Homs e Tripoli sono già stati completati, la sezione tra Aleppo e il confine turco ha visto il sostegno finanziario del Fondo Arabo con un prestito di 10 milioni di dinari kuwaitiani, mentre i lavori sul tratto Homs-Aleppo sono stati affidati alla società qatariota UCC Holding, attiva nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture. Inizialmente il trasporto del gas tra le due città verrà gestito dalla rete nazionale siriana. La UCC Holding è coinvolta dunque nella realizzazione del tratto di 186 chilometri, per il quale è stato indicato un tempo di costruzione di circa 22 mesi. 

La cerimonia di avvio dei lavori ha visto la partecipazione di Yousef Qablawi, amministratore delegato della Syrian Petroleum Company, e di Marhaf Khaled al-Naasan, governatore di Homs, oltre a rappresentanti delle istituzioni e delle società coinvolte.

Il completamento della sezione tra Homs e Aleppo consentirà alla rete di operare in entrambe le direzioni, aumentando la flessibilità dei flussi tra il confine giordano e quello turco. Secondo le informazioni diffuse sul progetto, il tratto costituisce l’ultimo collegamento necessario a completare il corridoio del Gasdotto Arabo attraverso il territorio siriano. La possibilità di movimentare il gas in direzioni opposte può agevolare la gestione delle forniture in funzione della disponibilità del combustibile, della domanda interna e delle esigenze dei Paesi collegati. La rete siriana potrà così rafforzare il proprio ruolo di infrastruttura di transito regionale, pur restando la piena operatività del sistema subordinata alla disponibilità di gas, alle condizioni tecniche delle condotte e agli accordi commerciali tra gli operatori coinvolti.

La compagnia petrolifera nazionale ha indicato tra gli obiettivi del progetto il miglioramento dell’efficienza del trasporto del gas, il rafforzamento delle forniture alle centrali elettriche e agli impianti industriali e l’aumento della capacità di accogliere volumi aggiuntivi in futuro. Una rete più estesa e flessibile può facilitare il trasferimento del combustibile dalle aree di disponibilità ai principali centri di consumo, sostenendo la produzione elettrica e le attività industriali. 

Il completamento del Gasdotto Arabo in territorio siriano rappresenta un passaggio rilevante sia per la rete energetica nazionale sia per i collegamenti regionali. L’infrastruttura potrà offrire maggiore capacità di trasporto, flessibilità nella gestione dei flussi e nuove possibilità di collegamento con i mercati limitrofi. Il progetto si inserisce inoltre in un contesto nel quale il ripristino e il potenziamento delle infrastrutture energetiche sono fondamentali per sostenere la ripresa economica della Siria. 

Con una lunghezza complessiva prevista di circa 566 chilometri, una capacità iniziale di 11 milioni di metri cubi al giorno e la possibilità di raggiungere in futuro i 22 milioni, il Gasdotto Arabo si conferma dunque un’infrastruttura potenzialmente importante per il rafforzamento della sicurezza energetica siriana e per lo sviluppo dei collegamenti regionali del gas naturale.

Cristina Uccello 

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