YEMEN. Ecco come si finanziano gli Houthi

12

Un report dello yemenita “Centro Mokha per gli studi strategici” ha stimato che il sistema economico parallelo degli Houthi generi risorse e costi finanziari diretti e indiretti per un valore di circa 2,5 miliardi di dollari all’anno. Separatamente, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha affermato che gli Houthi generino oltre 2 miliardi di dollari all’anno attraverso il commercio illecito di petrolio.

Le stime si riferiscono ad attività diverse e non dovrebbero essere sommate, ma illustrano la portata delle reti finanziarie associate alla milizia. L’Iran rimane un importante sostenitore esterno degli Houthi, fornendo assistenza militare e, secondo le autorità statunitensi, contribuendo al loro finanziamento attraverso le forniture di petrolio, riporta Gulf News.

Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha dichiarato a gennaio che Teheran vende petrolio agli Houthi e fornisce spedizioni mensili gratuite tramite società iraniane o affiliate. Il petrolio può essere venduto all’interno dello Yemen, generando entrate per il gruppo. Funzionari statunitensi hanno anche accusato l’Iran di fornire armi, informazioni sugli obiettivi, consulenza militare e competenze tecniche.

Un rapporto del Congressional Research Service statunitense ha citato precedenti sanzioni Usa contro individui iraniani accusati di aver aiutato gli Houthi a ottenere missili balistici e competenze correlate. Gli Houthi hanno sempre negato di utilizzare carburante iraniano per finanziare le loro operazioni.

Da quando hanno preso il controllo della capitale yemenita, Sana’a, nel 2014, gli Houthi hanno creato un esteso sistema di riscossione delle entrate nei territori sotto la loro autorità. Secondo le stime del Mocha Center, il sistema finanziario comprende: 800 milioni di dollari derivanti da tasse e dazi doganali; 600 milioni di dollari derivanti da tasse e imposte aggiuntive; 300 milioni di dollari in contributi in denaro e in natura per lo sforzo bellico; 100 milioni di dollari legati alle attività di mobilitazione; 700 milioni di dollari di costi indiretti imposti alle imprese tramite trasporti, servizi e altri oneri.

Queste cifre descrivono la portata stimata del sistema, inclusi i costi imposti all’economia, piuttosto che un singolo conto delle entrate governative verificato.

Le imprese che operano nelle aree controllate dagli Houthi sono soggette a molteplici forme di tassazione e pagamenti aggiuntivi, tra cui le somme riscosse come contributi allo sforzo bellico. Secondo Al Jazeera, le autorità Houthi hanno revocato le licenze a 4.225 agenzie commerciali già esistenti, creando potenzialmente opportunità per le imprese affiliate al movimento; la ristrutturazione faceva parte di uno sforzo più ampio per reindirizzare l’attività commerciale verso reti allineate con il gruppo.

Un altro elemento importante della rete finanziaria coinvolge commercianti di petrolio, uffici cambio e società che operano all’interno e all’esterno dello Yemen. Secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, le reti legate agli Houthi hanno utilizzato intermediari finanziari per facilitare i pagamenti per acquisti di petrolio e materiale militare.

Stando alla società di ricerca sui rischi legati alle sanzioni Kharon ci sono collegamenti tra società di cambio affiliate agli Houthi e canali finanziari internazionali, inclusi i servizi di criptovaluta. Queste reti sono particolarmente importanti perché le sanzioni limitano l’accesso del gruppo ai tradizionali canali bancari e commerciali internazionali.

Il controllo territoriale riveste un ruolo fondamentale anche nella strategia finanziaria e militare degli Houthi. Il gruppo controlla ampi tratti della costa yemenita del Mar Rosso e i recenti progressi militari ne hanno rafforzato la presenza in prossimità delle rotte marittime strategiche. Il controllo del territorio costiero offre una leva strategica e un potenziale accesso alle attività commerciali, sebbene le sanzioni internazionali limitino la capacità del gruppo di sfruttare questi vantaggi attraverso accordi commerciali formali.

A marzo 2026, le Nazioni Unite hanno stimato che 22,3 milioni di persone in tutto lo Yemen necessitassero di assistenza umanitaria e protezione.

Luigi Medici 

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/