VENEZUELA. Una spesa si porta via tutto lo stipendio

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La lista della spesa dei venenzuelani si sta accorciando sempre più. Con i prezzi al chilo, che fanno piangere i consumatori, includere le verdure nella dieta è diventata una sfida; i prezzi cambiano “senza pietà” su base giornaliera, e sono aumentati in modo esagerato negli ultimi quattro mesi.

La rivista venezuelana Panorama dà alcuni esempi: un chilo di carote, che a settembre era a 10 mila bolivar, oggi è nell’ordine dei 45 e 50 mila; le cipolle, dai 6000 bolivar, oggi intorno ai 50 mila; i pomodori oggi sono a 20 mila al chilo, ma mesi fa costava tra 8 e 12 mila bolivar.

Le patate sono balzate in avanti: da 4.000 bolivar ai 10 e i 12 mila al chilo e, anche così, sono una delle verdure più “accessibili” per le famiglie.

Costi enormi stupiscono gli acquirenti quando fanno la spesa al mercato: la paprika sfiora i 50 mila bolivar, lo scalogno è a 15 mila e il coriandolo ha raggiunto i 30.000 bolivar; un chilo di cetrioli ne costa 10 mila e la lattuga 8000 bolivar, come il cavolo. La zucca va dai 3 mila ai 5 mila bolivar.

Con questi prezzi, una spesa al mercato che include un chilo di pomodori, carote, cipolla, paprika e patate, supera facilmente i 160 mila Bolivar, che rappresenta più del 90% del salario minimo nazionale, fissato a 177.507.

Al fine di portare le verdure a tavola, i venezuelani non comprano più al chilo, ma a minori quantità per avere in tasca un po’ di denaro per altri beni. I venditori hanno detto che i sacchi di verdura rappresentano un grande investimento: un sacco di carote vale 1 milione e 4 mila bolivar; l’ente di controllo governativo di difesa dei diritti socioeconomici, Sundde ha già detto, la settimana scorsa, che verrà applicato «un meccanismo di prezzi di riferimento per frutta e verdura».

A questa azione ha risposto Fercamaras, la Confcommercio di Caracas, dicendo che rifiuta le azioni arbitrariamente effettuate dalla Sundde contro le imprese, costringendoli a vendere sotto costo, a scapito del settore e, infine, dello stesso consumatore, riporta El Diario de Caracas.

Graziella Giangiulio