USA. Meno turisti scelgono gli USA da quando c’è Donald

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Il flusso turistico negli Stati Uniti è in calo da quando Donald Trump ha assunto l’incarico, portando ad una perdita secca di 4,6 miliardi di dollari e a 40.000 posti di lavoro. Nbc News riporta i dati di un rapporto del National Travel and Tourism Office secondo cui l’anno scorso si è registrato il 4 per cento in meno di viaggi negli Stati Uniti, un dato che si è tradotto nel 3,3 per cento in meno di spesa. Come risultato, la Spagna ha superato gli Stati Uniti come il secondo paese più visitato del mondo dopo la Francia, riporta Slate.

Lo scivolone del turismo deriva in parte dal linguaggio anti-immigrazione del presidente Trump; a cui vanno aggiunti l’elevato livello di sicurezza e un dollaro più debole; elementi che hanno probabilmente giocato un ruolo importante nel calo.  Un fattore probabilmente chiave di questo declino è il caotico divieto di immigrazione predeterminati paesi musulmani.

L’app turistica Hopper.com ha scoperto che il numero di ricerche settimanali di voli verso gli Stati Uniti è sceso da 61,5 milioni poco prima dell’entrata di Trump «a 56 milioni durante la settimana di inaugurazione di Trump, prima di scendere a 50,9 milioni dopo l’emanazione del bando». Si tratta di un calo del 17,7 per cento.

«È importante se le persone hanno i mezzi per permettersi un viaggio turistico. Ma è importante anche se il paese ha la volontà e la capacità di permettere ai clienti di entrare, elaborare rapidamente la loro uscita e l’ingresso, e in generale far sapere che il loro mecenatismo è gradito», riporta Slate.

Almeno una città degli Stati Uniti ha tentato di adattarsi alla contrazione creata da Trump (fenomeno del Trump Slump) realizzando annunci turistici con sfumature decisamente anti-Trump. Ora, a quanto pare, l’intero paese dovrà accettare lo stesso messaggio. 

Il Los Angeles Times e la U. S. Travel Association, un gruppo commerciale turistico industriale, stanno progettando la creazione di una cordata chiamata “Visit us” che mira ad inviare un messaggio di benvenuto ai visitatori internazionali e a «promuovere una retorica più equilibrata».

Luigi Medici