RUSSIA. Mosca accetta i passaporti dei ribelli

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Il governo tedesco ha condannato la decisione della Russia di riconoscere i passaporti rilasciati dai separatisti in Ucraina orientale. «Contraddice tutto ciò che è stato concordato a Minsk ed è quindi inaccettabile», ha affermato Steffen Seibert, portavoce del governo ripreso da Dw, riferendosi all’accordo di Minsk. «Il riconoscimento dei documenti di viaggio delle cosiddette Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk mina l’unità dell’Ucraina»”, ha poi proseguito.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva ordinato autorità russe il 18 febbraio di riconoscere i documenti di registrazione rilasciati nelle regioni separatiste, una decisione che Kiev ha definito una “provocazione”.
Anche il ministero degli Esteri della Francia il 20 febbraio ha definito la nuova politica della Russia inaccettabile e contraria allo spirito della pace di Minsk, affermando che «la Francia deplora questa decisione».

Parigi puntava su Mosca affinché usasse la sua influenza sui separatisti per garantire l’applicazione dei termini del trattato di pace di Minsk: »È l’unico modo per garantire una soluzione duratura alla crisi nella zona est dell’Ucraina», si legge in una nota del ministero degli Esteri francese.

Il portavoce di Putin Dmitry Peskov ha definito la decisione una mossa umanitaria, con lo scopo di risollevare le sorti dei residenti nelle regioni ribelli che soffrono il blocco dei trasporti imposti dagli ucraini. Le persone con documenti emessi dai separatisti sono ora autorizzate a recarsi in Russia senza visto. Il Cremlino ha detto che il decreto emesso dal Presidente Putin era solo “temporaneo” fino a quando non fosse trovata una “soluzione politica” sulla base degli accordi di Minsk.

Le autorità delle regioni separatiste hanno iniziato a rilasciare i propri passaporti circa un anno fa. Questi documenti sono molto simili a dei passaporti russi, muniti di un aquila a due teste su un sfondo rosso.

Dai primi mesi del 2014, il conflitto armato nella russofona Ucraina orientale è costato circa 10000 vite.
Nel 2015, i separatisti ucraini e filo-russa, hanno firmato l’accordo di pace di Minsk. Le due parti dovevano ritirare le armi pesanti dalla prima linea per creare una zona cuscinetto per portare la pace nella regione. Ma da allora l’accordo è stato infranto più volte.
Nelle ultime settimane, combattimenti hanno subito un’escalation nella regione; ciò ha indotto la Germania, la Francia, la Russia e l’Ucraina a chiedere nuovi sforzi per attuare l’accordo di Minsk.

Anna Lotti