UNGHERIA. Orban tassa gli extraprofitti per colmare i buchi di bilancio

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Il governo ungherese chiederà alle aziende di una vasta gamma di settori di contribuire con i profitti extra a due fondi che copriranno il costo dei sussidi per i prezzi delle utenze e lo sviluppo delle forze armate, ha annunciato il primo ministro Viktor Orban il 25 maggio dopo una riunione di gabinetto.

Queste tasse inaspettate sono destinate a colmare i buchi nel bilancio, dove il deficit è salito a causa della spesa sostenuta dal governo prima delle elezioni di aprile: «La guerra si protrae, la politica delle sanzioni di Bruxelles non migliora e insieme porteranno a un drastico aumento dei prezzi», ha sostenuto Orban. «Nel frattempo, le banche e le grandi multinazionali stanno accumulando maggiori guadagni e profitti extra attraverso l’aumento dei tassi di interesse e dei prezzi (…) Il governo ha deciso di istituire un fondo per la protezione dei servizi e un fondo per la difesa. Con questi fondi pagheremo i costi del sistema di prezzi regolamentati dei servizi pubblici e il rafforzamento delle forze armate», ha scritto il primo ministro in un post su Facebook, ripreso da BneIntellinews

Banche, compagnie assicurative, grandi catene di distribuzione, società energetiche e commerciali, telecomunicazioni e compagnie aeree dovranno versare gran parte dei loro profitti extra in questi due fondi. La misura sarà temporanea, limitata a due anni: 2022 e 2023. L’imposta supplementare non riguarderà le aziende manifatturiere, come quelle automobilistiche, che rappresentano un terzo della produzione industriale, o le aziende farmaceutiche.

Anche l’industria delle costruzioni sembra destinata a essere risparmiata dall’imposta. Il settore è dominato da aziende vicine al governo. Il più potente oligarca ungherese, Lorinc Meszaros, non dovrà preoccuparsi di contribuire a salvare il sistema di prezzi energetici regolamentati del governo.

Sei settimane dopo aver vinto le elezioni, il governo non ha ancora presentato un programma valido per la riduzione del deficit. All’inizio di questa settimana, la Banca Nazionale ha pubblicato un elenco di 144 raccomandazioni per accelerare la convergenza dell’Ungheria e ha chiesto una rapida riduzione del deficit. Il governo ha rivisto l’obiettivo per il 2022 di un punto percentuale, portandolo al 4,9%, rinviando investimenti statali per 755 miliardi di fiorini alla fine del 2021, ma gli analisti hanno chiesto misure più aggressive per mantenere il deficit di bilancio al di sotto del 5%.

Si prevede un deficit di bilancio del 7-8% senza aggiustamenti fiscali e un aumento delle partite correnti dello stesso ordine di grandezza nel 2022, mentre le bollette energetiche ungheresi sono destinate a peggiorare sensibilmente. Orban ha escluso con forza il varo di misure di austerità che colpiscano direttamente le famiglie e ha accennato a colpire le aziende straniere che realizzano profitti extra.

Questo annuncio è allo stesso tempo una conferma e la prima aperta ammissione da parte del governo sullo stato desolante delle finanze pubbliche.

Antonio Albanese