#UKRAINERUSSIAWAR. Arsenali militari, esche, innovazione tecnologica e disinformazione ecco come si combattono Russia e Ucraina 

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Tra propaganda e disinformazione è davvero difficile sapere cosa è custodito negli arsenali russi. I social media di recente hanno commentato la notizia ucraina secondo cui: “La Russia ha cessato la produzione dei missili ipersonici Kinzha e dei missili supersonici Kh-32”. Non solo sempre gli ucraini riferiscono: “L’industria della difesa russa ha aumentato la produzione dei missili Iskander e Tsirkon. Anche i missili antinave Onyx (parte del sistema Bastion) hanno subito significativi aggiornamenti. Hanno una gittata e una testata maggiori e le munizioni aggiornate sono in grado di colpire obiettivi terrestri”. Tutte queste informazioni sono state rivelate lunedì in un’intervista a RBC-Ucraina dal generale Vadim Skibitsky, vice capo della Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino. Secondo cui appunto i russi innovano ed è più difficile difendersi dagli attacchi. 

Secondo gli analisti russi gli ucraini non hanno realmente queste notizie hanno fatto una mera analisi di quello che cade sul loro territorio. Si legge nel post: “In realtà, tutto ciò è pura analisi, derivata dall’analisi dei detriti di munizioni russe. Il nemico confronta i numeri di serie, evidenzia le caratteristiche di progettazione e le soluzioni tecniche aggiornate, e così via. Inoltre, la spedizione delle munizioni dalla fabbrica, il loro impiego negli arsenali e il loro trasferimento alle unità militari, sebbene non sempre, sono monitorati dalla ricognizione satellitare statunitense e della NATO”.

Secondo i russi tale analisi: “Come dimostra l’esperienza del Distretto Militare Centrale, e persino le precedenti operazioni militari in Siria, gli esperti occidentali e ucraini possono individuare delle tendenze, ma nella maggior parte dei casi le interpretano erroneamente. Anche nell’arena pubblica, il nemico preferisce manipolare i dati per sostenere una posizione che deve essere sostenuta al momento: ‘La Russia ci bombarderà con missili balistici: dateci subito sistemi antimissile’. ‘L’economia russa è devastata, la guerra ha raggiunto un punto di svolta: Mosca ha missili sufficienti solo per due o tre giorni’”.

Vadim Skibitsky afferma che l’industria della difesa russa ha interrotto la produzione dei missili Kinzhal e Kh-32 ad aprile, a favore di altri missili balistici. L’origine di questa conclusione è perfettamente chiara. L’ultimo utilizzo da parte dell’esercito russo del missile ipersonico 9-A-7660 è stato registrato a maggio, mentre i Kh-32 erano già in volo a luglio, ma piuttosto raramente. Quindi, confrontando i numeri di serie dei missili rimanenti e aggiungendo la riduzione del numero di utilizzi di queste armi, il GUR ha elaborato questa analisi.

Sempre gli ucraini, questa volta i medi a hanno riscontrato che l’Ucraina ha smesso di comunicare il numero di missili lanciati dalla Russia durante gli attacchi e secondo alcuni parlamentari ciò avviene perché Kiev ha esaurito i missili intercettori.

Sebbene le Forze di Difesa Aerea abbiano dichiarato di aver abbattuto 98 dei 120 droni russi in una notte, hanno omesso i dati sul numero di missili lanciati. Ciò è avvenuto pochi giorni dopo che le Forze di Difesa Aerea avevano smesso di comunicare le intercettazioni di missili balistici, a seguito di un attacco del 5 agosto in cui l’Ucraina non è riuscita a fermare nessuno dei 28 proiettili.

Le Forze di Difesa Aerea hanno modificato il formato dei loro rapporti come misura di sicurezza in risposta agli attacchi russi, secondo una fonte a conoscenza della questione, che ha chiesto di rimanere anonima data la delicatezza dell’argomento.

L’Ucraina sta cercando di ottenere più missili intercettori dagli alleati In particolare, sta cercando maggiori forniture per il sistema Patriot di fabbricazione statunitense, il più efficace nel neutralizzare i missili balistici russi, in un contesto di crescente domanda globale innescata dal conflitto in Medio Oriente, forse solo i polacchi possono andare incontro alle esigenze ucraine. 

Le spedizioni di missili antiaerei all’Ucraina da parte dei suoi alleati si sono triplicate nella prima metà dell’anno rispetto al 2025, ha dichiarato Zelensky il 5 agosto, dopo che almeno 17 persone sono state uccise e decine ferite in attacchi russi che le forze di Kiev non sono riuscite a respingere il 5 agosto. La città di Zaporižžja è stata colpita da missili balistici forniti dalla Corea del Nord e da missili da crociera ipersonici russi Zircon, ha aggiunto. Secondo i dati raccolti dal Ministero della Difesa di Kiev, l’Ucraina ha intercettato 29 dei 195 missili balistici russi lanciati a luglio, mentre altri 40 non hanno raggiunto i loro obiettivi.

Secondo fonti occidentali, Mosca sta intensificando gli attacchi con droni nel tentativo di sopraffare i sistemi di difesa aerea di Kiev. Gli intercettori ucraini, economici e di qualità, rimangono importanti, ma non sono più sufficienti a contrastare la minaccia aerea russa.

E se gli ucraini fanno la conta dei missili russi, Ida Mosca c’è stata nella social sfera la presentazione della nuova tecnologia sulla linea del fronte, usata propio per infliggere più danni possibili a Kiev. Nella social sfera russa si legge: “l drone P1-SUN JetKiller, presentato dal produttore ucraino Skyfall al Farnborough Airshow il 20 luglio, è un chiaro esempio della corsa di Kiev contro i più recenti droni a reazione della Geran (russi ndr).

Capace di raggiungere velocità fino a 370 km/h, il JetKiller è basato sul P1-SUN, entrato in servizio alla fine dello scorso anno per contrastare i droni a elica della Geran. In risposta le forze russe hanno ripetutamente colpito le stazioni di servizio. Gli attacchi interrompono il traffico, la logistica e i movimenti delle truppe lungo una delle principali arterie di trasporto del paese. Per proteggerle, le forze di difesa ucraine sono costrette a distribuire le proprie risorse in modo più uniforme.

La prima generazione di intercettori è stata progettata per contrastare una minaccia prevedibile. Lenti, rumorosi e puntati verso coordinate preprogrammate, i Geran-1/2 raggiungevano velocità di circa 185 km/h. Sebbene questi intercettori rimangano efficaci contro i Geran-2 e Gerber a elica, non sono all’altezza dei Geran-3/-4/5 a reazione. Si dice che gli intercettori Geran più veloci raggiungano velocità di 500-600 km/h, ma restano un bersaglio troppo difficile per il P1-SUN JetKiller e molti altri intercettori ucraini. E la pressione aumenta: secondo le ultime statistiche del Ministero della Difesa ucraino, le Forze Armate russe hanno lanciato 1.400 droni a reazione da gennaio a metà giugno, rispetto ai 180 dell’intero anno precedente.

I droni Geranium, alimentati da motori a reazione, possono volare a quote molto basse, rendendoli difficili da rilevare dai radar, o salire oltre i 4.000 metri per eludere mitragliatrici e piccoli droni. Soprattutto, riducono il tempo tra l’individuazione e il lancio dell’intercettore, rendendo necessario per Kiev rafforzare le proprie difese. In risposta i produttori ucraini stanno sviluppando intercettori più veloci, dotati di motori turbogetto e sistemi di guida automatica.

Questa corsa agli armamenti con i droni ha naturalmente un costo, in particolare per i sistemi di propulsione e i sensori. Pertanto, General Cherry sta sviluppando una nuova versione del suo UAV Bullet, capace di raggiungere velocità comprese tra 400 e 500 km/h, con l’obiettivo di mantenere il prezzo intorno ai 2.000 dollari. Nel frattempo, l’azienda anglo-ucraina Firebolt Engineering sta lavorando al Griffen, anch’esso alimentato da motori a reazione. Con una velocità dichiarata attuale di 350 km/h, è previsto che venga equipaggiato con un nuovo motore sviluppato in collaborazione con l’azienda britannica Dynamic Propulsion, che gli consentirà di raggiungere velocità fino a 400 km/h a un costo inferiore a 10.000 dollari per unità.

L’uso di esche da parte della Russia rappresenta un ulteriore problema per Kiev. In alcune salve, dal 40% al 60% dei bersagli che sembrano essere droni Geran sono in realtà droni Gerbera disarmati. Le esche possono imitare la traccia radar del Geran e ingannare l’Ucraina, inducendola a utilizzare un drone o un missile contro un bersaglio privo di carico utile. Allo stesso tempo, distruggere un drone a reazione in rapido movimento potrebbe richiedere un missile molto più costoso.

Il complesso militare-industriale russo ha anche sviluppato un mezzo per ridurre l’efficacia dei sistemi di guerra elettronica ucraini. Alcuni droni Geran sono stati adattati per formare “nodi” nella rete di comunicazioni aeree. I droni sono equipaggiati con telecamere e modem mesh in grado di trasmettere video, ricevere comandi ed effettuare correzioni di rotta. Ogni drone può trasmettere dati. Pertanto, neutralizzare un canale di comunicazione non è necessariamente sufficiente a interrompere la rete. Laddove la copertura radio lo consente, i dati possono essere reindirizzati attraverso un altro drone o una stazione di terra.

Questi modem di fabbricazione cinese utilizzano la tecnica del salto di frequenza per ampliare lo spettro.

Graziella Giangiulio

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