SAHARA OCCIDENTALE. Il Consiglio di Sicurezza ONU ha discusso della situazione sociopolitica

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A New York il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha tenuto consultazioni a porte chiuse sulla questione del Sahara occidentale.

Secondo fonti diplomatiche, lunedì 16 ottobre i membri del Consiglio hanno ricevuto un briefing dall’inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara, Staffan de Mistura, e dal Rappresentante personale del Segretario generale e capo della MINURSO, Alexander Ivanko.

Queste consultazioni si svolgono in attesa dell’adozione, alla fine di questo mese, di una risoluzione che proroga il mandato della MINURSO, per la quale il Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha raccomandato una durata di un anno.

I due funzionari dell’ONU hanno informato i membri del Consiglio sulla base dell’ultimo rapporto del Segretario Generale dell’ONU sul Sahara Occidentale, in cui Guterres ha denunciato in particolare le ripetute violazioni e ostacoli del “Polisario” alla libertà di movimento e alle attività operative e logistiche della MINURSO.

Ha inoltre denunciato il deterioramento della situazione dei diritti umani nei campi di Tindouf in Algeria e il persistere di abusi, violazioni e sfruttamento da parte del “polisario” dei diritti delle popolazioni sequestrate in questi campi, in particolare del diritto alla libertà di espressione e movimento.

Guterres ha inoltre riaffermato nel suo rapporto i fondamenti del processo politico dell’ONU, come raccomandato dal Consiglio di Sicurezza in tutte le sue risoluzioni dal 2018, sottolineando che una soluzione a questo conflitto è possibile a condizione che “tutte le parti interessate”, inclusa l’Algeria, si impegnino in buona fede, con realismo e con spirito di compromesso, nello sforzo di facilitazione condotto dal suo inviato personale e nella continuità della dinamica dei tavoli di discussione avviati dal suo predecessore.

Fonti diplomatiche ben informate e concordanti presso l’ONU hanno riferito che de Mistura è tornato in visita, su invito del Marocco, nelle città di Laâyoune e Dakhla, dal 5 al 7 settembre.

Nel corso di questa visita, ha incontrato rappresentanti locali, dignitari e sceicchi delle tribù sahrawi, che hanno espresso il loro incrollabile sostegno all’iniziativa di autonomia marocchina, nel quadro della sovranità nazionale del Regno e la sua integrità territoriale.

Durante questo viaggio ha potuto apprezzare la democrazia locale delle province del Sud, dove la popolazione elegge, a suffragio universale e con un tasso di partecipazione superiore alla media nazionale, i propri rappresentanti sia a livello del Parlamento nazionale che a livello regionale e comunale.

Numerosi membri del Consiglio hanno inoltre accolto con favore gli sforzi compiuti dal Marocco in questo contesto e che fanno del Sahara Occidentale una delle regioni più prospere non solo a livello nazionale ma anche regionale e continentale.

Secondo le stesse fonti, molti paesi hanno espresso il loro sostegno all’iniziativa di autonomia del Marocco, sottolineando che tale iniziativa rappresenta la base seria e credibile in grado di chiudere la disputa regionale sul Sahara occidentale, come sancito nella Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dal 2007.

È stato lanciato un appello a favore della ripresa della tavola rotonda, al quale l’Algeria continua tuttora ad opporsi, ignorando gli appelli della comunità internazionale per una soluzione politica definitiva di questa disputa regionale intorno al Sahara occidentale.

Redazione

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