RUSSIA. Il gruppo di Navalny promette “guerra” all’estero contro Putin

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«Il nuovo indirizzo di lavoro per noi è quello riguardante la politica estera: faremo in modo che ogni leader straniero possa discutere con Vladimir Putin di nient’altro che della liberazione di Alexey Navalny (…) In modo che il nostro grande geopolitico scappi dagli incontri internazionali ad alto livello come un cagnolino scappa dal suo padrone dopo aver fatto una birichinata (…) Il nuovo indirizzo di lavoro per noi è quello riguardante la politica estera nell’ambito del quale toglieremo al portafoglio di Putin, e ai sui amici oligarchi, i loro beni in tutto il mondo (…) Le sanzioni contro il portafoglio di Putin e contro gli oligarchi non sono sanzioni contro la Russia, sono sanzioni contro Putin: l’indagine sul palazzo ha dimostrato che Putin, più di ogni altra cosa, ama il denaro. Il nostro piano consiste nell’aumentare la pressione su Putin, dunque usciranno nuove indagini e le sedi organizzeranno nuove manifestazioni pacifiche. Dobbiamo attirare 5 milioni di elettori al “voto intelligente” per sconfiggere Russia Unita nelle maggiori città del Paese alle elezioni di settembre», lo ha detto Leonid Volkov, responsabile della rete regionale del Fondo Anti-Corruzione e vice di Aleksey Navalny in un messaggio ai sostenitori, circolato l’8 febbraio e ripesò dalle maggiori agenzie.

Il voto intelligente è il meccanismo, guidato anche attraverso app e big data, secondo cui si vota il candidato alternativo che più a chance di battere il blocco ufficiale.

Lo scorso 5 febbraio, però, la più alta carica diplomatica dell’Unione Europea ha dichiarato alle autorità russe che il trattamento riservato a Navalny, rappresenta un punto molto basso nei loro legami.

Navalny, come è noto, è stato arrestato la scorsa settimana, e rimarrà in carcere per violazioni della libertà vigilata, accusa che lui stesso ha

definito ‘artificiosa’.

I colloqui tra Josep Borrell, Capo della Politica Estera dell’UE, e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, sono stati un fallimento , a detta dello stesso Borrell.

Lavrov in conferenza stampa si è lamentato dello stato dei legami tra Ue e Russia. In precedenza aveva tacciato l’Occidente di isteria e l’aveva accusato di adottare due pesi e due misure sul caso Navalny, mentre il Cremlino ha avvertito che avrebbe risposto a tono alle dure critiche dell’Ue. Nonostante gli stretti legami commerciali e l’interdipendenza energetica, le relazioni politiche della Russia con l’Unione europea si sono inasprite dopo che Mosca ha annesso la Crimea dall’Ucraina nel 2014.

Navalny è tornato in tribunale proprio il 5 febbraio, accusato di aver calunniato un veterano della Seconda guerra mondiale che avrebbe preso parte a un video promozionale a sostegno delle riforme dell’anno scorso che permetterebbero a Putin, se volesse, di candidarsi per altri due mandati al Cremlino dopo il 2024.

Navalny all’epoca descrisse le persone nel video come traditori e lacchè, ma ha negato l’accusa di calunnia. Rivolgendosi alla Corte ha affermato: «Questo caso in generale è stato inteso come una sorta di processo di Pr, perché il Cremlino ha bisogno di titoli sui giornali come “Navalny ha calunniato un veterano”. Lo trovo davvero disgustoso e insopportabile… State usando il veterano come se fosse un burattino. Vi state prendendo gioco di un uomo di 95 anni».

Sebbene l’accusa sia attualmente punibile con un massimo di due anni di carcere, i suoi avvocati dicono che non può affrontare una pena detentiva perché il presunto crimine è stato commesso prima che la legge cambiasse e lo rendesse un reato che prevede la reclusione.

C.G.