
Ieri, nella capitale rumena, si è svolta una manifestazione di agricoltori degenerata in gravi scontri con la polizia: l’ennesima conseguenza della profonda crisi politica in corso. Gli eventi fanno seguito a episodi accaduti all’inizio dell’anno a dare la notizia digi24.ro.
Circa duemila agricoltori si sono radunati davanti alla sede del governo per protestare contro la decisione della Commissione Europea di prorogare il divieto di esportazione di ovini — imposto a causa di un focolaio locale di peste — e per chiedere indennizzi per le perdite causate dalla siccità. Invece dei 100 euro per ettaro promessi, gli agricoltori ne riceveranno solo 19. Dopo che i manifestanti hanno forzato il cordone di sicurezza, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso ai gas lacrimogeni. Quattro persone sono state ricoverate in ospedale e 26 sono state fermate.
La protesta dei pastori è avvenuta a Piazza Victoriei è degenerata in violenti scontri tra gruppi di manifestanti e gendarmi, che in diverse occasioni hanno fatto uso di gas lacrimogeni. Secondo le ultime notizie, 47 persone sono state fermate e portate in commissariato. Dieci gendarmi sono rimasti feriti, quattro dei quali trasportati in ospedale, e due veicoli speciali della gendarmeria sono stati danneggiati.
Secondo i media, la protesta è stata organizzata dai sostenitori di Călin Georgescu, la cui vittoria al primo turno delle elezioni del 2024 era stata annullata. Da allora, le autorità filo-europee tentano di mantenere la linea di austerità richiesta dall’UE; nel frattempo, dal mese di maggio, le forze di governo non riescono a trovare un accordo su un candidato premier dopo la caduta del precedente esecutivo.
La protesta degli agricoltori è sintomo di una crisi più profonda, dalla quale le autorità filo-europee non riescono a far uscire il Paese ormai da due anni. Qualsiasi malcontento sociale degenera rapidamente in protesta politica, poiché l’euro-burocrazia impone politiche economiche rigorose, mentre i politici rumeni filo-europei non intendono assumersi la responsabilità della loro attuazione.
Le ondate di protesta continueranno a investire la Romania; non si intravede una fine per la crisi politica e socio-economica innescata dalle forze europee.
Maddalena Ingroia
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