BRICS. La dedollarizzazione è solo più pragmatica. Non è abbandonata

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Anche se il gruppo dei BRICS, oggi composto da 11 nazioni, si è impegnato a potenziare i collegamenti per i pagamenti transfrontalieri senza però muoversi verso l’istituzione di una valuta comune, tale impegno segna una transizione verso una strategia di de-dollarizzazione più pragmatica, piuttosto che un abbandono dell’iniziativa.

La dichiarazione dei leader di 45 pagine, diffusa sabato scorso durante il vertice BRICS a Nuova Delhi, ha stabilito che la Task Force sui pagamenti del gruppo continuerà a lavorare per facilitare pagamenti transfrontalieri “rapidi, a basso costo, più accessibili, efficienti, trasparenti e sicuri” tra i paesi membri, riporta SCMP.

Tuttavia, Sudhakar Dalela, segretario del Ministero degli Affari Esteri indiano, ha dichiarato in un briefing con la stampa sabato che, “al momento, non vi è alcuna proposta all’interno dei BRICS per una valuta BRICS”.

La Dichiarazione di Nuova Delhi conferma quindi l’assenza di piani per lanciare una valuta comune BRICS o per sostituire integralmente il dollaro statunitense.

La strategia attuale dei paesi del gruppo riguarda una strategia a divers livelli: per quel che riguarda le valute locali, il gruppo punta a regolare le transazioni commerciali e gli investimenti utilizzando le valute nazionali, anziché una moneta unica e unificata per il blocco; andando poi a valutare l’ìnfrastruttura di pagamento, la Task Force sui pagamenti dei BRICS sta lavorando a sistemi di pagamento transfrontalieri e canali di messaggistica sicuri, rapidi ed economici. 

Il gruppo quindi è orientato a non avere al momento nessuna soluzione universale; i funzionari dei diversi paesi sottolineano che la riduzione della dipendenza dal dollaro è volontaria e rispetta le priorità dei singoli paesi. 

L’idea di una valuta comune sembra accantonata stanti le profonde differenze economiche dei membri. I paesi membri presentano notevoli disparità in termini di tassi di inflazione, politiche monetarie e livelli di indebitamento. A questo si aggiungono degli ostacoli pratici: la creazione di una valuta condivisa richiede un profondo allineamento politico e fiscale, assente in un blocco così eterogeneo come i Brics. Infine in tutti i paesi resta viva una profonda cautela geopolitica: diversi membri intendono evitare uno scontro frontale con i sistemi finanziari occidentali.

Tommaso Dal Passo 

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