OBESITÀ. Italiani ciccioni e diabetici

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Obesità e sovrappeso affliggono milioni d’italiani. Il 16% degli over 18 residenti nel nostro Paese deve fare i conti con condizioni di obesità conclamata; mentre il 44% degli adulti è in situazione di severo sovrappeso.

I dati sull’eccesso ponderale risultano in parte “drogati” dalle norme di contenimento della pandemia per Covid-19: il lockdown ha, infatti, costretto molti a rinunciare all’attività fisica, a caricare l’organismo attraverso un’alimentazione sregolata e, in più, ha portato all’allontanamento forzato da palestre e centri sportivi.

Il confronto sul 2019 è fin troppo chiaro: due anni fa gli obesi over 18 erano “solo” il 13% e le persone in sovrappeso “solo” il 42%.

La colpa? «Stili di vita non salutari. E in particolare – spiega Silvio Settembrini, dirigente medico di Malattie Metaboliche e Diabetologia dell’Asl Napoli 1 Centro – l’eccesso verso cibi ad alto contenuto calorico e poveri di fibre. È dunque importante reperire nuove forme di trattamento capaci di condurre a sensibili miglioramenti per un ampia platea – crescente – di uomini e donne».

Come combattere l’innalzamento della glicemia e tenere sotto stretto controllo il peso corporeo, considerati da tempo immemore indicatori del livello di salute e benessere?

La prestigiosa rivista internazionale Journal of Diabetes Research ha da poco pubblicato uno studio, tutto tricolore, frutto della ricerca condotta su 505 pazienti, reclutati sul territorio nazionale. Ricerca dalla quale emerge una significativa riduzione del rischio cardiovascolare – pari al 27% – in quanti hanno potuto beneficiare della somministrazione dell’integratore nutraceutico – il Gdue – contenente alghe marine e cromo.

Il Gdue, infatti, ha dimostrato – nell’arco di sei mesi – la sua efficacia contro l’eccessiva circonferenza vita, l’ipertensione arteriosa, l’alterazione glicemica a digiuno o insulino-resistenza (pre-diabete e diabete) nonché l’alterazioni dei valori di colesterolo nel sangue.

«Dopo sei mesi di trattamento – dice Antonio Nicolucci, direttore di Coresearch (Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology e primo autore dello studio – il peso corporeo si è ridotto mediamente di 7 kg e la circonferenza vita è scesa di oltre 7 cm. Così la glicemia – diminuita di 16,3 mg/dl – e l’emoglobina glicata: -0,55%. Buoni i riscontri sulla pressione arteriosa – sistolica e diastolica – risultata più bassa e sul colesterolo buono (HDL) evidenziato invece in aumento».

Il Gdue è stato altresì sperimentato nei pazienti affetti da steatosi epatica (il cosiddetto fegato grasso) e a breve saranno pubblicate le evidenze pre-cliniche inerenti la patologia spesso associata alla sindrome metabolica (status che riguarda 1 italiano su 5).

L’ultima notizia riguarda infine l’avvio, online, del nuovo portale www.glicemiaepesosottocontrollo.it realizzato assieme a Aesculapius Farmaceutici. Contenitore d’informazioni utili e certificate – elementi da non sottovalutare in epoca di fake news mediche – sulle complicazioni correlate alla glicemia alta e ai chili in abbondanza.

Al progetto del portale contribuiscono alcuni dei più autorevoli esperti in materia di sindrome metabolica, diabete, steatosi epatica, obesità e sovrappeso. Al suo interno, anche video interviste e approfondimenti: gli utenti potranno inoltre interagire in presa diretta contattando gli specialisti.

Marco Valeriani