UE. Presentato il Rapporto europeo sulle droghe 2026

48

Il Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner, e l’Agenzia europea per le droghe (EUDA) hanno presentato il Rapporto europeo sulle droghe 2026, con gli ultimi dati sullo stato della situazione in materia di stupefacenti in Europa, il 9 giugno scorso. Eccone una breve panoramica. 

Basato su dati provenienti da 29 paesi (UE-27, Norvegia e Turchia), il rapporto mostra che le droghe hanno un impatto sempre più negativo sulla salute e sulla sicurezza europea, in quanto sono diventate più facilmente reperibili, più diversificate e più potenti, mentre le organizzazioni criminali ricorrono più frequentemente alla violenza. 

I mercati europei, sia per le droghe consolidate che per quelle nuove, continuano a evolversi e sono ulteriormente complicati dall’integrazione di prodotti farmaceutici deviati e contraffatti, con conseguente ampliamento della gamma di rischi e sfide senza precedenti ai modelli di risposta esistenti. In questo articolo forniamo un breve commento analitico sulle principali questioni relative alle politiche e alle pratiche in materia di droghe emerse dal rapporto di quest’anno.

La disponibilità di droghe illecite rimane elevata in Europa, con molteplici sostanze sul mercato, spesso ad alta potenza o purezza. Tra queste figurano nuove sostanze, per le quali la conoscenza dei rischi per la salute, sia da parte dei consumatori che della comunità scientifica, è limitata, insieme a droghe più potenti, che comportano una maggiore probabilità e gravità dei danni. Per droghe come la cannabis, sono ora disponibili diversi prodotti, mentre per gruppi di sostanze come oppioidi e stimolanti, è aumentata la varietà di sostanze vendute. Permangono le preoccupazioni relative all’aumento dei livelli di rischio, soprattutto tra i gruppi vulnerabili ed emarginati, inclusi avvelenamenti e decessi dovuti al consumo, talvolta inconsapevole, di droghe altamente potenti o di nuove sostanze, in miscele e compresse, in particolare nel contesto del poliabuso di sostanze.

Le incertezze geopolitiche, tra cui conflitti e destabilizzazioni statali in prossimità dell’Unione Europea e in altre regioni, e i loro effetti sul commercio e sull’economia, hanno un impatto ancora incerto sul mercato della droga e sulle modalità di consumo in Europa. La crescente complessità del fenomeno della droga è inoltre influenzata dagli sviluppi tecnologici, dal cambiamento delle rotte e dei metodi di traffico di stupefacenti e dall’evoluzione dei rischi per la salute derivanti dalla maggiore integrazione dei mercati delle droghe illecite e delle nuove sostanze psicoattive. 

Per eludere i controlli legali e normativi e le misure di contrasto mirate, i produttori di droga continuano a perseguire una strategia di sostituzione reattiva, cambiando le sostanze chimiche precursori e vendendo droghe più recenti. Nel complesso, ciò crea un contesto complesso per le politiche in materia di droga, che potrebbe mettere a dura prova i modelli e le capacità di risposta in ambito sanitario e di sicurezza. 

La risposta strategica dell’Europa prevede un approccio normativo rafforzato per il controllo dei precursori e un miglioramento del coordinamento, della cooperazione e dello sviluppo delle capacità con i partner internazionali. In questo contesto, l’EUDA continua a sviluppare nuovi strumenti e servizi a supporto della risposta europea ai rischi in continua evoluzione e alle nuove sfide in termini di preparazione.

La crescente sovrapposizione tra il mercato delle droghe illecite e quello delle nuove sostanze psicoattive, inclusi i farmaci contraffatti e deviati, contribuisce al potenziale di improvvisi cambiamenti nelle tipologie di sostanze disponibili al dettaglio. Ciò può aumentare l’esposizione delle persone a rischi imprevedibili per la salute derivanti dall’uso inconsapevole di sostanze altamente potenti che compaiono sul mercato. Esempi includono i cannabinoidi sintetici nei liquidi per sigarette elettroniche, le nuove sostanze psicoattive vendute erroneamente come oppioidi o stimolanti in polvere e in pillole, e i prodotti a base di cannabis naturale combinati con composti sintetici.

Il mercato europeo della droga è alimentato e plasmato da agili catene di approvvigionamento globali, con droghe illecite e sostanze chimiche precursori trafficate da diverse regioni del mondo. L’infiltrazione nelle catene di approvvigionamento commerciali rimane centrale per il traffico di massa che sostiene i mercati della droga, come dimostrano i continui sequestri di grandi carichi di droga nei porti europei. Le spedizioni commerciali in container rimangono vulnerabili allo sfruttamento da parte delle reti di traffico che utilizzano sofisticati metodi di occultamento fisico e chimico combinati con la corruzione. In seguito all’intensificarsi delle operazioni di contrasto e doganali nei principali porti europei e alla creazione dell’Alleanza dei Porti Europei, le reti di traffico di droga hanno diversificato rotte, metodi e occultamenti, utilizzando molteplici modalità operative. Il crescente utilizzo di trasferimenti in mare tramite diverse tipologie di imbarcazioni, semisommergibili, droni e occultamenti profondi ha creato un bersaglio più imprevedibile, frammentato e che richiede maggiori risorse per le forze dell’ordine e le dogane. Inoltre, le crescenti forme di traffico di droga facilitate dalla tecnologia, come l’uso di droni a vari livelli della catena di approvvigionamento illecita di stupefacenti, compreso il traffico nelle carceri, sono difficili da contrastare e sottolineano la necessità di una maggiore collaborazione intersettoriale.

Il traffico illecito di droga è associato a intimidazioni e violenze in tutta Europa. Sebbene sia difficile da monitorare, prove crescenti provenienti da diversi paesi suggeriscono che alcuni giovani, in particolare quelli che già vivono in comunità svantaggiate ed emarginate, potrebbero essere vulnerabili al reclutamento attivo nel traffico di droga. Particolarmente preoccupante è l’esternalizzazione della violenza ai giovani attraverso accordi di “violenza come servizio”. Ciò implica che i giovani compiano atti come intimidazioni, aggressioni e omicidi sotto la direzione di criminali che forniscono la pianificazione, le armi, il trasporto e il finanziamento. Le risposte dell’Unione europea a questo fenomeno includono quadri di contrasto al reclutamento supportati da partenariati per la sicurezza digitale con le piattaforme dei social media, misure di sensibilizzazione e di alfabetizzazione digitale. Le risposte delle forze dell’ordine hanno incluso l’interruzione di reti informate, prendendo di mira i principali connettori e facilitatori, una maggiore integrazione con le misure di sicurezza finanziaria e interna e azioni coordinate tra gli Stati membri dell’UE.

Maddalena Ingroia 

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/