Nuovo scenario economico norvegese

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NORVEGIA – Oslo. Negli ultimi 24 mesi, il prodotto interno lordo norvegese non ha smesso di crescere, dal 2,5% per il 2011, al 3,5% registrato per l’anno 2012.

L’incremento si è verificato sia nei beni che nei servizi; con un valore aggiunto del greggio da due anni pressoché invariato, che ha guidato un’espansione in linea con proiezioni nazionali che prevedevano una variazione positiva del 3,2%. Facendo una comparazione con il periodo precedente, l’espansione del Pil norvegese continentale in beni e servizi, tra il 2004 e il 2007, era stata nel totale pari a 4,7% punti percentuali, con un forte traino del settore edile.

Le costruzioni, da parte loro, hanno continuato la loro ascesa facendo registrare una crescita di settore del 7,4%; capace di indurre ad una variazione, tra il 2011 e il 2012 dello 0,5% del Pil nazionale. La produzione e la distribuzione dell’energia elettrica ha invece contribuito per lo 0,4%; mentre, l’allevamento ittico è cresciuto del 22%, a discapito della pesca tradizionale in mare aperto, in caduta libera da ormai due anni.

Il settore manifatturiero è salito del 2,4%, grazie alla produzione di macchinari industriali e alla cantieristica navale, che è andata oltre la compensazione della caduta del comparto di trasformazione delle materie prime.

Dal punto di vista delle aziende che erogano servizi, escludendo la parte governativa, il fatturato medio è salito nel 2012 del 3,3%; con evidenti riscontri per le figure qualificate, scientifiche, amministrative e di supporto ai servizi connessi all’estrazione petrolifera. 

Il valore aggiunto del governo centrale è salito dell’1,8%, con una ascesa nel rendimento delle amministrazioni locali alle volte superiore a quella centrale, vedendo le risorse di quest’ultime focalizzate su servizi sociali e assistenza all’infanzia. Nel globale, gli investimenti pubblici restano evidentemente indirizzati all’attività di estrazione del greggio.

Gli investimenti fissi lordi sono cresciuti per il 2012 dell’8,1%; ascesa dovuta soprattutto alla maggiore estrazione di greggio e gas naturale, correlata ad un aumento della quotazione degli idrocarburi. Il volume degli investimenti fissi lordi nel settore manifatturiero è rimasto infatti invariato; con investimenti immobiliari elevati nel 2010 e nel 2011, cresciuti del 7,4% lo scorso anno. 

Il tasso di occupazione in Norvegia nel 2012 è salito del 2,2%, con 58 mila nuovi posti di lavoro; mentre, l’adeguamento medio dei salari è in generale stimato al 4% nel 2012, rispetto al 4,2% registrato nel 2011. I consumi, da parte loro, hanno visto un incremento della spesa domestica del 3% lo scorso anno; con una crescita generale annua del 2,2% a partire dal 2004. Il consumo norvegese di beni è salito nell’ultimo anno del 2,1%, con riscontri positivi su generi alimentari, settore dell’abbigliamento e dell’energia elettrica. Dei servizi si è invece usufruito con una percentuale d’incremento del 3%.

In quest’ottica, la bilancia commerciale norvegese ha fatto riscontrare un incremento dell’avanzo pari a 20 miliardi di Corone norvegesi, correlato all’aumento delle quotazioni di petrolio e gas; ed è stimato che arrivi ad un totale di 385 miliardi di Corone alla chiusura delle pratiche pendenti registrate negli scorsi 12 mesi. In termini di volume delle esportazioni, la crescita è stata del 2.2% per lo scorso anno; con i prodotti tradizionali ittici, tecnici ed elettronici che hanno accresciuto il loro contributo del 2,6%. Anche l’export di servizi, salito del 6%, resta connesso all’indotto dell’estrazione petrolifera e al relativo trasporto trans-oceanico. Quanto alle importazioni, sono anch’esse incrementate del 3,3%, con un’accresciuta ricerca di prodotti tradizionali esteri, pari al 2,1%, e un sostanziale aumento della richiesta di servizi erogati da imprese straniere, corrispondente a ben 10,3 punti percentuali.