Maggiori perdite per i correntisti ciprioti?

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CIPRO – Nicosia. I correntisti con i depositi nella più grande banca di Cipro potrebbero perdere molto più di quanto inizialmente avevano temuto a meno di un pacchetto di salvataggio dell’Unione europea che possa salvare l’isola dal fallimento.

Secondo indiscrezioni filtrate sui media internazioali, con le condizioni che saranno annunciate il 30 marzo, i correntisti della Banca di Cipro otterranno azioni della Banca pari al 37,5 per cento dei loro depositi oltre i 100.000 euro, mentre il resto dei loro depositi non potrà mai essere restituito.

L’inasprimento dei termini lancerà un segnale chiaro: il piano di salvataggio implica la fine di Cipro come hub per la finanza offshore e potrebbe accelerare il declino economico dell’isola e portare a un crollo nell’occupazione. In precedenza si era parlato di una perdita per i correntisti più grandi del 30 al 40 per cento. Il presidente cipriota Nicos Anastasiades il 29 marzo ha difeso il piano da 10 miliardi di euro, concordato con l’Unione europea cinque giorni prima, dicendo che aveva contenuto il rischio di bancarotta.

«Non abbiamo intenzione di lasciare l’euro», aveva detto il leader conservatore ha detto in una conferenza stampa a Nicosia.

I ciprioti, tuttavia, protestano per il prezzo fissato per il salvataggio, lo smantellamento della seconda banca dell’isola, la Banca Popolare di Cipro, nota anche come Laiki Bank, e un prelievo senza precedenti sui depositi oltre i 100.000 euro.

Secondo i termini della transazione, il patrimonio della Laiki sarà trasferito alla Banca di Cipro.

Alla Banca di Cipro, circa il 22,5 per cento dei depositi oltre i 100.000 euro sarà privato degli interessi. Il restante 40 per cento continuerà a riceverli, ma non saranno rimborsati a meno che la banca non agirà per il meglio.

I depositi fino a 100.000 euro continueranno ad essere protetti con i depositi dello Stato. Anastasiades ha annunciato che le restrizioni sulle operazioni saranno abolite gradualmente ma non ha fornito limiti temporali; la banca centrale ha poi aggiunto che le misure saranno riviste quotidianamente.

Il salvataggio cipriota differisce da quelli degli altri paesi della zona euro, perché i corentisti hanno dovuto assumersi l’onere delle perdite, pur se i conti fino a 100.000 euro sono stati risparmiati. I moniti di una fuga precipitosa nelle banche cipriote dopo la riapertura si sono rivelate infondate.