#ISRAELIRANWAR. Teheran: 40 missili nella notte. L’attacco più vasto dallo scorso aprile. 63 missili intercettori terra-aria per fermare testate a grappolo iraniane

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L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni a 36 entità legate al settore dell’aviazione iraniano, inserendole nella lista dei “Specially Designated Nationals and Blocked Persons” (SDN). Le sanzioni colpiscono 27 compagnie aeree ed entità iraniane del settore aeronautico, nonché società straniere che, secondo le autorità, hanno sostenuto l’industria aeronautica iraniana fornendo servizi di trasporto merci, logistica, approvvigionamento e altro. Il Tesoro USA afferma che Teheran utilizza questo settore per trasportare armi, personale e carichi illeciti. Queste iniziative rientrano in una più ampia campagna dell’amministrazione Trump, nota come “Operation Economic Isolator”, volta a isolare ulteriormente l’Iran dal punto di vista economico.

Il deputato repubblicano Randy Fine ha minacciato le aziende britanniche di sanzioni ai sensi delle leggi della Florida contro il boicottaggio, qualora il Regno Unito dovesse procedere con il divieto di commercio con gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania. La risposta è arrivata dal Regno Unito: La Gran Bretagna annuncia un divieto nazionale sulle importazioni dagli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. In seguito all’annuncio della Gran Bretagna, 11 paesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta annunciando il divieto di commercio con gli insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi occupati: Francia, Canada, Danimarca, Norvegia, Spagna, Finlandia, Polonia, Irlanda, Islanda, Portogallo, Svezia.

Israele in risposta ai provvedimenti del Regno Unito annuncia la chiusura del Consolato britannico a Gerusalemme, vieta l’ingresso in Israele a 12 cittadini britannici e sospende il coinvolgimento britannico nella missione di pace a Gaza guidata dagli Stati Uniti. Il Presidente israeliano Isaac Herzog sui paesi che vietano il commercio con gli insediamenti israeliani illegali: “Le sanzioni non sono una soluzione. Il dialogo lo è. Dico a tutti i governi stranieri: fermatevi. Abbandonate la strada senza uscita delle sanzioni e dei boicottaggi e orientatevi verso un dialogo costruttivo e la cooperazione”.

Il Ministro degli Esteri israeliano: “Abbiamo deciso di vietare l’ingresso in Israele a 12 parlamentari e cittadini britannici e di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme (che fornisce servizi ai palestinesi). Non è più consentito alla Gran Bretagna partecipare alla missione di coordinamento per Gaza guidata dagli Stati Uniti”. Il comandante della Marina israeliana ha lanciato un avvertimento a Erdogan: “Stiamo monitorando le vostre azioni e ci stiamo preparando di conseguenza”.

Il Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich: “Dovremo andare in guerra in Cisgiordania, disarmare gli arabi presenti e lasciare le armi solo nelle mani dello Stato di Israele. Potranno gestire le proprie vite a patto di non avere alcuna arma — né esercito, né polizia — e di accettare Israele come Stato ebraico. Chiunque si dedichi al terrorismo dovrà andarsene o semplicemente morirà, perché l’esercito lo sconfiggerà. Gli arabi in Cisgiordania non diventeranno cittadini israeliani dopo che vi avremo applicato la sovranità israeliana; certamente non nei prossimi cinquant’anni. Non possiamo concedere loro ciò che non sono riusciti a ottenere con la forza: la sovranità, ovvero la possibilità di entrare nella democrazia israeliana e distruggerci dall’interno”. E ancora ha detto: “Abbiamo bisogno di una campagna imponente e dobbiamo mobilitare tutti gli ebrei nel mondo. È possibile creare una rete enorme, affinché tutti diventino una sorta di “esercito di rete. E qui in Israele, istituiremo una sala operativa per fornire risposte concrete”.

Fonti interne al governo statunitense hanno riferito all’emittente televisiva libanese Al-Jadid che i negoziati tra Arabia Saudita, Stati Uniti e Libano hanno portato a una de-escalation delle tensioni, grazie ai contatti intercorsi tra Stati Uniti e Israele nelle ultime ventiquattr’ore.

Il presidente degli Emirati Arabi Uniti ha avvertito Netanyahu di una grande operazione di Hamas prima del 7 ottobre. Secondo un’inchiesta pubblicata oggi in Israele, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, ha chiamato Benjamin Netanyahu circa una settimana e mezza prima del 7 ottobre, avvertendolo che Yahya Sinwar stava pianificando una mossa insolita e significativa contro Israele. Il rapporto afferma che gli Emirati avevano ricevuto messaggi riguardanti un “terremoto” e una “operazione orribile” pianificati da Sinwar.

Secondo rapporti provenienti dall’Iran si apprende che vi è un netto calo della velocità di internet in tutto il Paese nelle ultime ore. Il vice ministro delle Comunicazioni, Houshang Akrabi, ha dichiarato: “Le interruzioni dei servizi internet sono state causate da un malfunzionamento di un cavo in fibra ottica in Armenia”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 9 settembre. Secondo il Wall Street Journal, ieri l’Iran ha lanciato una serie di attacchi contro navi della Marina statunitense; attacchi che le forze armate USA non hanno ancora reso noti. Si tratta della seconda ondata di attacchi dopo il lancio, avvenuto sabato, di missili balistici iraniani contro una portaerei e un cacciatorpediniere statunitensi. Nessuna delle navi americane ha riportato danni durante questi attacchi; tuttavia, tali tentativi da parte dell’Iran destano preoccupazione a Washington, poiché gli esperti ritengono che Teheran stia cercando di intensificare il conflitto, utilizzando armamenti più sofisticati e ricevendo forse assistenza da Cina o Russia.

Fonti iraniane hanno dichiarato che il Paese sta impiegando nuovi missili dotati di capacità avanzate, progettati per colpire navi da guerra statunitensi. Si stima che tali missili siano equipaggiati con sistemi di guida elettro-ottica, in grado di manovrare verso un bersaglio in movimento analizzandone le immagini. Tuttavia, per sfruttare questa capacità, l’Iran deve comunque conoscere la posizione approssimativa delle navi da guerra USA all’inizio dell’attacco. Questo fatto desta preoccupazione tra i funzionari statunitensi, poiché Cina e Russia potrebbero assistere l’Iran nel tracciamento della posizione delle navi americane.

Una fonte dell’amministrazione statunitense ha riferito che le forze USA hanno attaccato diverse petroliere iraniane collegate al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran, in risposta a nuovi tentativi di colpire una nave da guerra statunitense con missili.

Velivoli AWACS statunitensi E-3C Sentry stanno arrivando in Medio Oriente dagli USA, segnale di preparativi per un conflitto su larga scala. Gli Stati Uniti stanno inoltre incrementando il numero di caccia e aerei da ricognizione nella regione. Il Comando Centrale USA: “Nessuna nave da guerra statunitense è stata attaccata; tutti i tentativi di attacco da parte del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica sono falliti”. Nel frattempo, le forze USA hanno distrutto con successo 10 navi cisterna iraniane nella sola ultima settimana. Tali imbarcazioni facevano parte di una rete occulta multimiliardaria che finanzia il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, e l’Iran non è in grado di proteggerle.

Nella notte dell’8 settembre missili antinave iraniani sono stati lanciati contro una nave da guerra statunitense. Il Comando Centrale USA in risposta ha dichiarato: “Abbiamo distrutto 5 petroliere iraniane dopo che le Guardie Rivoluzionarie hanno preso di mira una nave da guerra statunitense con missili per due volte negli ultimi due giorni”.

A differenza di CENTCOM il New York Times riferisce che soldati statunitensi sono rimasti feriti negli attacchi iraniani contro la Giordania. Un missile iraniano è caduto a pochi metri da un sistema di difesa aerea statunitense che stava lanciando intercettori contro i missili iraniani in arrivo.

Nella notte tra l’8 e il 9 di settembre i missili balistici iraniani hanno colpito la Giordania. Una base statunitense in Giordania è stata colpita da una testata a grappolo. Una fonte dell’amministrazione statunitense: “l’attacco iraniano a una base in Giordania è stato inefficace e non si sono registrate vittime tra il personale militare americano”.

Nel mirino iraniano la base aerea statunitense di Azraq, in Giordania. Fonti locali in Giordania segnalano un gran numero di missili iraniani diretti verso le basi aeree statunitensi nel Paese. L’esercito statunitense ha lanciato decine di intercettori per abbattere i missili iraniani. Impatti registrati presso la base aerea Muwaffaq Salti in Giordania durante gli attacchi missilistici iraniani. 

La Giordania contrariamente a quanto mostrato dai video ha riferito che afferma di aver intercettato 18 missili iraniani e che due missili sono caduti in “aree aperte”. Le immagini satellitari chiariranno l’accaduto. Nella due serie di lanci contro la Giordania sono stati usate testate a grappolo.

In Iraq un drone attacca una petroliera americana nel porto di Al-Amaya, nel sud dell’Iraq. La petroliera presa di mira trasportava 2 milioni di barili di petrolio iracheno.

Notizie non confermate parlano di un’esplosione in Bahrein.

Nella notte dell’8 settembre, lanci dallo Yemen verso l’Arabia Saudita. Le sirene di allarme aereo sono state attivate attacco missilistico su Najran. Nel mirino l’aeroporto internazionale di Gedda è sotto attacco!

Il 9 mattina gli Houthi hanno riferito di oltre 30 attacchi aerei condotti dall’aeronautica saudita durante la notte contro vari obiettivi in ​​Yemen. Le forze di Ansarullah hanno lanciato un’offensiva su più fronti contro aree del distretto di Al-Wazeah, a sud-ovest di Taiz. Nonostante i raid aerei delle forze armate dell’Arabia Saudita, nel giro di poche ore sono riuscite a prendere il controllo della strada Al-Wazeah-Al-Mukha, nonché delle aree di Al-Hania, Al-Aqama e Al-Gheil, nella parte settentrionale del distretto.

I combattimenti proseguono mentre le forze di Ansarullah tentano di espandersi ulteriormente verso sud e verso ovest all’interno del distretto.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran: “abbiamo sequestrato un veicolo sottomarino senza equipaggio statunitense all’ingresso dello Stretto di Hormuz”. Si tratta di un (UUV) statunitense Dive-LD. Segnalate tre esplosioni vicino allo Stretto di Hormuz. Gli iraniani hanno lanciato missili balistici verso lo Stretto di Hormuz.

L’Iran ha ordinato alle petroliere operative vicino al Kuwait e al Bahrain di lasciare immediatamente l’area, in seguito agli attacchi statunitensi contro petroliere iraniane. L’Iran ha lanciato almeno 40 missili; si tratta dell’attacco più vasto e potente dallo scorso aprile. Potrebbero essere stati impiegati almeno 63 missili terra-aria, dato il numero di lanci iraniani. Sono stati utilizzati missili terra-aria anche per intercettare testate a grappolo.

Gli Stati Uniti nella notte hanno appena colpito una petroliera iraniana al largo dell’isola di Kharg. E altre sono state prese di mira nello Stretto.

I lanci di missili dall’Iran sono partiti da: Kermanshah, Zanjan e Qom.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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