
Nella Repubblica Popolare Cinese un articolo pubblicato sul noto sito di notizie e commenti Guancha.cn analizza il risultato elettorale serbo. Il servizio pubblicato sul portale cinese comincia riportando le tappe che hanno portato a questo risultato elettorale partendo da crollo, il 1 novembre 2024, di una pensilina nella Stazione ferroviaria di Novi Sad che causò la morte di sedici persone. Come noto l’evento scatenò un’ondata di proteste popolari e studentesche in cui, come ricordato dal sito cinese, manifestanti e partiti di opposizione accusavano il governo di corruzione mentre l’esecutivo insinuava che agenzie d’intelligence occidentali stessero fomentando una “rivolta colorata”, affermando che le proteste fossero sostenute da “forze esterne”. L’articolo di Guancha.cn sottolineava che secondo “alcuni analisti occidentali” la vicenda può essere considerata come la “goccia che ha fatto traboccare il vaso, consentendo all’opposizione di estendere la propria influenza nel paese”. In merito alla perdita di consensi in seguito ai movimenti di protesa il sito cinese, citando fonti di stampa russe che avevano analizzato i risultati delle elezioni del 2023, riporta che “la percentuale di voti ottenuti dal Partito Progressista Serbo è diminuita significativamente, e altri membri della coalizione di governo, come il Partito Socialista Serbo, non sono riusciti a raggiungere la soglia di sbarramento del 3%”.
Analizzata l’ascesa politica della “Lista Studentesca”, il sito di notizie cinese passa a delinearne la composizione ponendo l’accento sulla sua natura eterogenea. Guancha.cn sottolinea, infatti, come il movimento non si configuri come un partito tradizionale e che i candidati da esso espressi non siano “studenti”, ma politici dell’opposizione ed esponenti della società civile tra cui professori, cantanti, ex giocatori di basket. Ed arrivati a questo punto l’articolo insiste sul fatto che “la maggior parte di loro non abbia le qualità per guidare il Paese”, evidenziando come un altro grosso ostacolo interno da superare per la “Lista Studentesca” sarà costituita da questa. sua stessa natura eterogenea. Sul punto Guancha.cn, citando la testata serba Politika, sottolinea che “sebbene un obiettivo comune possa celare temporaneamente i disaccordi interni durante una campagna elettorale, il nuovo governo, una volta al potere, dovrà inevitabilmente prendere decisioni concrete in merito al bilancio, all’economia e alla politica estera”. Inoltre, il sito cinese sottolinea come secondo alcuni analisti una possibile frammentazione del movimento possa trasformarsi in un elemento cruciale poiché, anche se non dovesse segnare la fine di questa esperienza politica, l’emergere di diverse entità da eventuali divisioni interne “potrebbe alterare in modo significativo gli equilibri di potere all’interno del Parlamento”.
Facendo ancora una volta riferimento a Politika, Guancha.cn riporta che i risultati elettorali, sebbene negativi, non segnino il crollo definitivo del Partito Progressista Serbo che, secondo la testata serba dovrebbe “trarre insegnamento dalla sconfitta, riesaminare le strategie passate, valutare come riconquistare il sostegno degli elettori ed elaborare un programma politico adeguato al nuovo scenario”. Il sito cinese aggiunge che Politika ritiene che dopo questa tornata elettorale la Serbia sia “entrata in una fase di «riallineamento politico»”, uno scenario in cui “resta da vedere se la Lista Studentesca riuscirà a trasformare il proprio successo elettorale in un governo stabile e funzionante”.
Anche la testata taiwanese Liberty Times (Ziyou Shibao) pone l’accento sul fatto che dei 250 candidati presentati dalla “Lista Studentesca” pochi abbiano una qualche esperienza politica, sottolineando come il movimento non abbia espresso “un leader chiaro e resta incerto come intendano designare un primo ministro o nominare figure in altri ruoli governativi chiave, necessari per portare avanti il programma di riforme”. La testata taiwanese poi si concentra poi sul fatto che la sconfitta elettorale Vučić a pochi mesi da quella dell’ex Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, segnerebbe la sconfitta di un altro “uomo forte”, e per la Russia la perdita di due alleati europei importanti nel giro di un solo anno. Il principale quotidiano di Taiwan aggiunge che la “recente estromissione di leader autoritari rimasti a lungo al potere, sia in Ungheria che in Serbia, potrebbe innescare sviluppi analoghi altrove” sottolineando , inoltre come in tutta l’Europa occidentale stiano emergendo ondate di protesta alimentate, anche in questo caso da movimenti studenteschi e cittadini insoddisfatti, che hanno come bersaglio l’inadeguatezza dell’élite politica e l’aumento del costo della vita.
Sia l’articolo pubblicato su Guancha.cn che quello del Liberty Times sottolineano, poi, che la sconfitta di Vučić non significhi per di sé un cambiamento di rotta nella politica estera serba. La testata taiwanese evidenzia, infatti, che la “Lista Studentesca” su molte questioni “delicate” quali “il rapporto di competizione e cooperazione con la Russia e l’UE, e lo status del Kosovo dopo la sua dichiarazione unilaterale d’indipendenza nel 2008” non si discosti dalle posizioni di Vučić, rimarcando come il partito europeista Serbia Europea non abbia superato la soglia di sbarramento al 3%.
Anche l’articolo di Guancha.cn evidenzia gli stessi aspetti ponendo, però, maggiormente l’accento sui rapporti tra Serbia e Cina. Il sito cinese ricorda, infatti, che i due Paesi hanno firmato nel 2024 un accordo di libero scambio, il primo siglato tra Pechino ed un Paese dell’Europa Centrorientale, sottolineando, poi, come la stessa “Lista Studentesca” abbia indicato la Cina come il più importante partner commerciale della Serbia in Asia ed indicato la volontà di sviluppare “un partenariato strategico globale con la Cina, cercando di ampliare la cooperazione agli investimenti nel settore dell’alta tecnologia”. Dal canto suo Pechino, fedele alla sua politica di non interferenza negli affari interni degli altri Paesi, ribadita il 26 ottobre dal portavoce de Ministero degli Esteri Guo Jiakun, secondo Guancha.cn, sarebbe disposta a mantenere relazioni amichevoli con il nuovo governo, senza che i recenti cambiamenti causino “inutili interruzioni alle relazioni economiche”.
Il sito cinese riferisce, infine, che anche secondo il politologo del King’s College di Londra, “la politica estera subirà probabilmente i minori cambiamenti tra tutte le politiche pubbliche serbe, poiché il nuovo governo non ritiene che assecondare l’UE porterà grandi benefici”, conclude sottolineando come attualmente il programma della “Lista Studentesca” si concentri soprattutto su riforme interne (un punto, questo, evidenziato anche dal taiwanese Liberty Times)tra cui un piano anticorruzione. Riportando il parere degli analisti, Guancha.cn conclude riferendo che “dopo l’insediamento del nuovo governo, la Serbia entrerà prima in un periodo di riforme interne e che il panorama geopolitico difficilmente cambierà in modo significativo nel breve termine”.
Giuseppe Cusano Lanzetta
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