
Il Ministro della Difesa Nazionale turco Yaşar Güler ha detto in una dichiarazione alla stampa in merito alla gestione della questione di Gaza e del Medio Oriente: “Credo che i nostri amici americani capiscano che l’unica potenza regionale in grado di garantire pace e stabilità nella regione dopo il ritiro degli Stati Uniti dal Medio Oriente è la Turchia”.
In risposta il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avviato un voto al Senato per revocare le sanzioni CAATSA contro la Turchia. Si dice che questo processo potrebbe essere completato a gennaio, comunque dopo Natale. In tal caso, la Turchia potrà acquistare armi americane senza restrizioni.
Secondo Reuters: il capo dell’intelligence turca, Ibrahim Kalin, ha incontrato a Istanbul una delegazione di Hamas guidata da Khalil al-Haya, mentre il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha commentato ai giornalisti i suoi negoziati sul piano di pace per Gaza a Miami: ”Le discussioni svoltesi e gli accordi raggiunti ispirano speranza. Poiché la prima fase (del piano per Gaza) è già stata completata, si stanno ora discutendo i parametri per la transizione alla seconda fase. Le violazioni israeliane del cessate il fuoco stanno rendendo il processo incredibilmente difficile. Tutte le parti sono d’accordo su questo. I lavori preliminari per la ricostruzione di Gaza sono in corso. Sono stati presentati. Abbiamo tenuto discussioni preliminari su questo tema. Gaza deve essere governata dai suoi residenti. Il suo territorio non deve essere diviso in nessuna circostanza. Tutto ciò che viene fatto a Gaza deve essere fatto per i palestinesi stessi. Abbiamo discusso la possibilità di trasferire la governance di Gaza a un comitato di tecnici. Sono in corso discussioni sul Consiglio di Pace e sui lavori correlati. Sono in corso discussioni parallele su come questo verrà implementato. Abbiamo avuto l’opportunità di condividere il nostro punto di vista e discuterne con altri. Questo è stato l’incontro di alto livello più importante dai tempi di Sharm el-Sheikh. La questione degli aiuti umanitari è molto importante. Anche il nostro presidente la prende molto sul serio. L’inverno si avvicina”.
Il primo Ministro greco Mitsotakis è stato oltre che a Tel Aviv anche a Ramallah, dove ha incontrato Mahmoud Abbas. Fonti del governo greco hanno dichiarato: “La Grecia, in qualità di partner coscienzioso dei paesi della regione, è pronta a contribuire al piano di pace per Gaza sia attraverso gli aiuti umanitari che partecipando agli sforzi di ricostruzione; sta anche valutando l’adesione alla Forza Internazionale di Stabilizzazione”.
Secondo fonti israeliane Benjamin Netanyahu starebbe pianificando di esortare il Presidente Trump a sostenere Israele nell’avvio di una guerra contro l’Iran, sostenendo che ciò è “nel migliore interesse dell’America”.
Il Capo di Stato Maggiore delle IDF, Generale Eyal Zamir, ha avvertito che l’esercito colpirà i nemici di Israele “ovunque sia necessario, sia sui fronti vicini che lontani”, secondo alcuni commentatori palestinesi la frase sarebbe riferita ad un nuovo attacco contro l’Iran. Zamir ha detto: ”Al centro della guerra più lunga e complessa nella storia di Israele c’è la campagna contro l’Iran. L’Iran ha finanziato e armato la morsa attorno a Israele ed era dietro i piani per la sua distruzione”, ha dichiarato durante la cerimonia di consegna del comando della Direzione di Pianificazione.
Nel suo discorso, Zamir ha anche lanciato un velato attacco al Ministro della Difesa Israel Katz, che sta ritardando le nomine militari di alto livello, compresi i piani per promuovere il capo uscente della Direzione di Pianificazione, il Vice Ammiraglio Eyal Harel, alla carica di Comandante della Marina. “Eyal, stai arrivando maturo e pronto a comandare e guidare la Marina nei prossimi anni, come spero ti verrà finalmente confermato nel prossimo futuro”, ha sottolineato Zamir.
Alti funzionari israeliani hanno dichiarato che gli iraniani stanno lavorando attivamente per ripristinare alcuni sistemi gravemente danneggiati durante la Guerra dei Dodici Giorni circa sei mesi fa. Il lavoro si concentra principalmente sui missili balistici e sui sistemi antiaerei, che sono stati gravemente danneggiati. Tuttavia, fonti osservano che le stime israeliane sono significativamente inferiori a quelle riportate dai media stranieri. Israele sta monitorando attentamente gli sviluppi in Iran, insieme agli americani.
Secondo Channel 12, un’altra escalation tra Israele e Iran è solo questione di tempo, niente di più.
L’Iran nella giornata del 22 dicembre ha confermato i test missilistici condotti in diverse località del Paese, cinque le aree coinvolte. I test missilistici sono stati effettuati da basi missilistiche bombardate da Israele, e secondo i commentatori israeliani: “inviano un messaggio a Israele”.
Secondo il senatore USA Lindsey Graham che lo ha detto al primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu: “La mia impressione è che Hamas non stia disarmando, ma riarmandosi. La mia impressione è che stiano cercando di consolidare il loro dominio a Gaza, non di rinunciarvi. E la mia impressione è anche che Hezbollah stia cercando di sviluppare nuove armi. Questo è un risultato inaccettabile”. Netanyahu ha risposto: “Ha ragione”. Graham ha effettuato una breve visita di 24 ore in Israele: ha incontrato il Primo Ministro, il Ministro della Difesa Katz, il Capo delle Operazioni e altri alti funzionari.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 16.00 del 22 dicembre. Nel fine settimana due gli attacchi statunitensi in Siria, uno ad Al Hassakah condotto da forze statunitensi e Irachene contro Daesh: attacchi aerei da parte dell’Aeronautica Militare statunitense e delle forze della coalizione contro obiettivi legati all’ISIS e il secondo vicino a Deir ez-Zor e Raqqa, nella Siria settentrionale supporto anche dalle forze giordane. Venerdì 19 dicembre, un sistema missilistico di artiglieria ad alta mobilità M142 (HIMARS) statunitense viene caricato su un aereo C-17 Globemaster III in una base in Medio Oriente nell’ambito dell’Operazione Hawkeye Strike, condotta nell’ambito degli attacchi di rappresaglia contro l’ISIS in Siria durante un’operazione notturna. E ancora velivoli d’attacco americani A-10C Thunderbolt II del 74° Squadrone Caccia (Flying Tigers) si sono preparati a decollare da una base aerea in Medio Oriente per colpire le posizioni dell’ISIS in Siria nell’ambito dell’Operazione Hawkeye Strike.
Nel fine settimana diversi gli attacchi di Israele in Libano: attacco contro una casa abitata nella città di Blida con due droni suicidi. Successivamente l’esercito libanese è entrato nella casa attaccata dagli israeliani. Il 20 dicembre un attacco con un drone israeliano vicino ad Adhseet Al-Qusayr
L’esercito libanese e le Nazioni Unite hanno ispezionato la casa a Blida. Non sono state ritrovate armi niente equipaggiamento, niente tunnel, niente persone
Attacco contro una motocicletta e un’auto nella città di Yatar, uccisa una persona. Le iDF ha hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermava di aver preso di mira membri di Hezbollah. Un attacco mirato israeliano contro un’auto nella zona di Qnaitra – Erky, nella provincia di Sidone, nella maggior parte settentrionale del Libano meridionale.
Scoperta di un dispositivo spia israeliano in Libano, si tratta di un dispositivo spia israeliano camuffato, dotato di una telecamera, poi distrutto nel sud del Libano. Il dispositivo è stato trovato nella zona di Yaron, parte del distretto di Bint Jbeil. L’esercito libanese, in una dichiarazione, ha esortato i cittadini del Paese a evitare di toccare oggetti sospetti e a segnalare i casi sospetti al centro militare più vicino.
Tre morti sono stati confermati sulla strada di Quneitra, nel distretto di Sidone, a seguito di un attacco israeliano. Un drone israeliano è stato osservato sopra le aree di al-Majdal, Mahrouneh e al-Shahabiyyah. Un secondo drone israeliano è stato monitorato mentre sorvolava al-Ghandouriyah, al-Tawari e al-Jawar.
In Cisgiordania i coloni stabiliscono un nuovo insediamento a est della città di Hebron.
L’artiglieria delle IDF ha bombardato il quartiere di Tel al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City.
Proteste dei gruppi haredi sono scoppiate vicino a Bnei Brak contro il reclutamento militare, con strade bloccate al traffico.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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