#ISRAELHAMASWAR. Si dimette il governo palestinese. Haniyeh in Qatar. Attaccato Baalbek. Borrell: catastrofe umanitaria a Gaza

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Secondo la CNN, all’interno dell’amministrazione Biden cresce la preoccupazione di non essere in grado di fermare gli attacchi Houthi nello Yemen, ed è addirittura evidente che stanno espandendo il loro arsenale di armi con l’aiuto dell’Iran. Uno dei problemi negli Stati Uniti sono i pesanti costi economici associati all’uso a lungo termine di missili che costano milioni di dollari contro le munizioni a buon mercato degli Houthi. L’esercito americano ha segnalato una marea nera lunga 18 miglia causata dall’attacco Houthi di questa settimana alla nave britannica Rubymar.

Il capo della comunità ebraica danese ha affermato che dall’attacco contro Israele del 7 ottobre 2023, il paese ha assistito a un’ondata di incidenti antisemiti, raggiungendo livelli mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha avvertito che un attacco israeliano a Rafah infliggerebbe un colpo fatale ai programmi di aiuto a Gaza, poiché gli aiuti umanitari rimangono “del tutto insufficienti”.

L’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell domenica 25 febbraio ha dichiarato che Israele abbia risposto in modo sproporzionato all’attacco dei militanti di Hamas e stia usando la fame come arma nella Striscia di Gaza. «Siamo già nel mezzo di una catastrofe – ha detto in un’intervista al quotidiano spagnolo El País – L’ONU è stata costretta a sospendere gli aiuti umanitari: Israele usa la fame come arma, e questo è contrario al diritto internazionale.» «Gaza è stata rasa al suolo: l’uso della forza è stato sproporzionato», ha concluso il diplomatico. Secondo lui, «Hamas è un’idea, e un’idea può essere combattuta solo con un’altra idea».

Amnesty International in una nota fa sapere che: “Israele” contesta la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia di prevenire il genocidio ostacolando l’arrivo degli aiuti a Gaza. ”Israele” non è riuscito ad adottare le misure temporanee minime per proteggere i palestinesi. “Israele” non è riuscita a garantire la fornitura di aiuti sufficienti alla popolazione esposta al genocidio e alla carestia a Gaza.

Il primo Ministro palestinese Muhammad al-Shaitey ha annunciato le dimissioni del governo. Mentre il Consiglio della Fatwa in Palestina ha lamentato che Israele accende la miccia della guerra religiosa: ha condannato le forze israeliane che hanno “eretto una torre sul muro occidentale della benedetta Moschea di Al-Aqsa e vi hanno posizionato telecamere di sorveglianza”.

Il Movimento del Jihad islamico in Palestina ha condannato l’incontro tenuto dal ministro del Commercio saudita, Majed Al-Qasabi, con il ministro israeliano del Commercio e dell’Industria, Nir Barkat, negli Emirati Arabi Uniti.

Fonti di sicurezza egiziane hanno rivelato che il Qatar ospiterà questa settimana i colloqui tra Hamas e Israele con l’obiettivo di raggiungere un accordo di tregua. Il primo incontro si è registrato nella Gionata del 26 di febbraio, il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh ha dichiarato: «Hamas ha risposto agli sforzi dei fratelli mediatori, ha accettato il corso dei negoziati per fermare l’aggressione e ha mostrato grande serietà e flessibilità, ma ritiene che l’occupazione sia in fase di stallo, cosa che Hamas non farà accettare in alcun modo, e il tempo non ci sarà a disposizione per questo».

Al Jazeera ha riferito che 200 nuovi combattenti si sono uniti al movimento Ansarullah nello Yemen, portando il numero totale dell’esercito Houthi a circa 500mila persone. Da molte settimane gli Houthi stanno chiedendo l’accesso all’Arabia Saudita l’accesso per poter raggiungere Israele. Ryad ha negato il passaggio. Nelle giornate di sabato e domenica lo Yemen riporta attacchi americani a Sanaa. Stessa scena si è ripetuta il 26 febbraio a Hodeidah: “l’aggressione americano-britannica ha preso di mira la zona di Ras Issa nel distretto di Al-Salif con 3 raid”. Altri due sono stati registrati dopo le ore 16:00 italiane. 

La compagnia internazionale di telecomunicazioni “Secom” annuncia un difetto nella sua infrastruttura nel Mar Rosso, che ha compromesso il suo sistema di cavi e il flusso di informazioni tra l’Africa e l’Europa, senza spiegare la causa del difetto.

L’IDF ha riferito della morte di un altro soldato nella Striscia di Gaza. Il numero delle perdite irrecuperabili riconosciute è aumentato a 578 persone. I soldati israeliani schiacciano il cibo con un carro armato per divertimento, prendendo in giro la carestia nella Striscia di Gaza. Il dipartimento di polizia israeliano ha avviato un’indagine dopo che è emerso un video in cui un agente di polizia picchiava un manifestante a Kaplan.

Situazione tra Israele e Hamas aggiornata alle ore 16:30 del 26 gennaio

Si intensificano i lanci di missili dal Libano sud verso Israele nord e anche i bombardamenti da Israele in Libano sud. 

Hezbollah è riuscito a lanciare un ATGM contro la finestra del quartier generale della 769a Brigata di fanteria dell’esercito israeliano nell’area di Kiryat Shmona, nel nord di Israele, provocando perdite.

L’esercito israeliano ha colpito due obiettivi a Baalbek per la prima volta dal 2006. Gli attacchi hanno ucciso almeno due persone. Funzionari della sicurezza libanesi hanno detto che l’aeronautica israeliana ha effettuato tre attacchi aerei alla periferia del villaggio di Budai vicino a Baalbek, prendendo di mira un convoglio di camion. Un portavoce di Hezbollah ha confermato che vicino a Baalbek sono avvenuti tre attacchi. L’informatore ha parlato a condizione di anonimato perché non era autorizzato a parlare con i giornalisti.

Lunedì sera sono ripresi i bombardamenti israeliani su diverse città del Libano meridionale a darne notizia Alma Center sul suo canale Israel_Alma_org: “Ieri (25 febbraio), Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di 6 attacchi contro Israele, che sono stati effettuati utilizzando fuoco ad alta traiettoria (compresi i razzi Burkhan e Falaq-1) e missili anticarro. Diverse comunità sono state attaccate: Kiryat Shmona, Manara e Malkia”.

“Da questa mattina (26 febbraio) Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di 5 attacchi contro Israele, compreso il fuoco anticarro contro la comunità di Shtula, dove una persona è rimasta ferita. Questa mattina (26 febbraio) Hezbollah ha rivendicato l’abbattimento di un drone israeliano del tipo Hermes 450 con un missile terra-aria sopra l’area di Iqlim Al-Tuffah”.

In risposta al lancio di un missile terra-aria contro un UAV Hermes-450 dell’IDF, gli aerei da combattimento dell’IDF hanno colpito i siti utilizzati dall’Array di difesa aerea di Hezbollah nella valle della Beqaa in Libano.

A Gaza nord la catastrofe umanitaria fa parlare più degli sporadici scontri in alcune zone residuali. Proseguono aspri combattimenti nelle aree dalle quali le truppe israeliane si erano precedentemente ritirate. Unità palestinesi stanno effettuando sortite nella zona costiera, ma la loro efficacia è ancora discutibile. Le Brigate Al-Quds: “i nostri mujaheddin hanno bombardato un gruppo di soldati e veicoli nemici sionisti a sud del quartiere di Al-Zaytoun nella città di Gaza con una raffica di colpi di mortaio”. Allo stesso tempo, le unità israeliane sono diventate più attive nell’area di Al-Zaitoun, dalla quale erano stati precedentemente evacuati alcuni civili.

Nella parte centrale dell’enclave, gli israeliani continuano il bombardamento degli insediamenti fuori dal controllo dell’IDF. Gli edifici residenziali a Deir al-Balah e Az-Zawayda erano sotto il fuoco concentrato: diverse decine di persone sono state uccise.

A Gaza Sud invece si registrano scontri tra la resistenza palestinese e Israele a Khan Yunis. Nel pomeriggio Israele ha bombardato edifici residenziali a Khan Yunis

Al momento, gli israeliani stanno effettuando massicci attacchi aerei e raid verso l’autostrada Salah al-Din. A Khan Yunis, le truppe israeliane stanno combattendo dure battaglie vicino all’ospedale Al-Amal. Allo stesso tempo, l’IDF ha chiesto l’immediata evacuazione della vicina scuola Harun al-Rashid, dove si rifugiano centinaia di rifugiati.

Allo stesso tempo, si è conclusa l’operazione israeliana, durata l’ultima settimana, all’ospedale Nasser. Il comando israeliano ha riferito dell’arresto di 200 persone e della confisca di armi sul territorio del complesso medico.

A sud-est, le truppe israeliane stanno combattendo nelle zone centrali della città di Abasan al-Kabira. Gli israeliani sono supportati dal fuoco dell’artiglieria e dagli aerei che colpiscono aree incontrollate.

Rafah continua a essere sotto un massiccio fuoco, mentre gli ospedali situati lì sono già sovraffollati. Nel frattempo, al confine, gli egiziani hanno eretto un altro muro di cemento per trattenere i rifugiati in caso di un’offensiva dell’IDF.

La Resistenza islamica in Libano afferma di aver Colpito con 60 razzi Katyusha il quartier generale della divisione israeliana nel Golan a Nafah.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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