
L’Unione Europea ha annunciato che consegnerà un sussidio di emergenza di circa 400 milioni di euro all’Autorità Palestinese entro settembre e ha affermato che il sostegno a lungo termine dell’Unione all’Autorità Palestinese dovrebbe riportarla in equilibrio fiscale entro il 2026.
Nella notte del 22 di luglio le fazioni palestinesi, tra cui Hamas e Fatah, hanno firmato l’Accordo di unità nazionale nella capitale cinese, Pechino. Il leader di Hamas Husam Badran: l’annuncio di Pechino è un ulteriore passo positivo verso il raggiungimento dell’unità nazionale palestinese. Sono state concordate le richieste palestinesi relative alla cessazione dell’aggressione, alla fine dell’assedio, al ritiro completo da Gaza, agli aiuti e alla ricostruzione.
I punti più importanti dell’accordo: “Formare un governo di consenso nazionale che gestirà gli affari di Gaza e della Cisgiordania, supervisionerà la ricostruzione e creerà le condizioni per le elezioni”. “Formare un governo che condivida la soluzione più adeguata alla situazione palestinese dopo la guerra, ponendo così una barriera impenetrabile contro tutti gli interventi volti a imporre fatti contrari agli interessi di due popoli”.
Il Portavoce del ministero degli Esteri cinese: Il presidente Xi Jinping ha sottolineato la necessità di raggiungere un accordo permanente sul cessate il fuoco a Gaza e di garantire l’ingresso degli aiuti. “ Stiamo lavorando per sostenere il cessate il fuoco a Gaza e affinché la Palestina ottenga la piena adesione alle Nazioni Unite. L’accordo tra le fazioni di Pechino indica la formazione di un governo di unità nazionale palestinese che lavorerà alla ricostruzione di Gaza.
L’Ufficio del Primo Ministro: Benjamin Netanyahu ha informato le famiglie dei “detenuti” nella Striscia di Gaza che presto sarà raggiunto un accordo per garantirne il rilascio. Israele classifica “UNRWA” come organizzazione terroristica, e i movimenti “Hamas e Jihad islamico” rifiutano la classificazione. Si apprende da media israeliani che vi sarebbe stato un attacco informatico al Ministero della Sicurezza di Stato israeliano.
L’MGB israeliano: “Abbiamo impedito un “attacco significativo” organizzato dal quartier generale di Hamas in Turchia: cinque membri della squadra, membri della cellula studentesca di Hamas all’Università Bir Zeit di Ramallah, sono stati arrestati”.
Brett Jonathan Miller, Vice rappresentante di Israele nel Consiglio di Sicurezza: “Siamo soggetti ad attacchi da parte degli Houthi, il cui arsenale militare è cresciuto negli ultimi anni. Dall’inizio della guerra a Gaza, gli Houthi hanno lanciato più di 220 attacchi contro#Israele con missili e droni, compreso l’attacco a Tel Aviv con un drone Samad”. “La mano degli “Houthi” è ora in grado di raggiungere i paesi della regione e oltre, e bisogna pensare a cosa accadrebbe se gli Houthi non venissero fermati adesso”. Il timore ora è per gli attacchi congiunti con la Resistenza Islamica Irachena e quindi di attacchi dallo Yemen e dall’Iraq.
Il delegato britannico al Consiglio di Sicurezza: “Confermiamo che non c’è stato alcun coinvolgimento del Regno Unito negli attacchi israeliani contro gli Houthi nello Yemen”.
In base alle immagini satellitari, l’attacco israeliano su Hodeidah potrebbe aver distrutto 33 serbatoi di petrolio. Accuse a Riad per aver aperto lo spazio aereo a Israele, ma Riad nega.
Nonostante l’attacco israeliano la direzione della Red Sea Ports Corporation conferma che il porto di Hodeidah funziona a pieno regime. Il Ministro dei Trasporti conferma il regolare ingresso delle navi nelle banchine del porto di Hodeidah e la stabilità della situazione nel porto. Nella giornata del 22 luglio gli Houthi hanno minacciato che l’Italia affermando: “Dovrebbe preoccuparsi anche ogni Paese che ha partecipato all’aggressione contro Hodeidah, anche se si tratta dell’Italia”.
In Yemen nel frattempo sono cominciate le richieste di adesione, nella zona controllata dagli Houthi per far partire la V fase dell’escalation contro Israele e alleati; il partito Islah ha riferito che “rassicuriamo Israele che non lo combatteremo per la sua aggressione contro Gaza o lo Yemen, ma piuttosto combatteremo coloro che lo uccidono per colpire il Fronte di sostegno yemenita da dentro”. I clan legato agli Houthi hanno dato il oro assenso all’aggressione. Tra gli obiettivi: “attaccare le riserve energetiche israeliane in seguito all’attacco al porto di Hodeidah nello Yemen”.
I media militari Houthi hanno mostrato alla stampa immagini del nuovo drone Houthi, Jaffa, che ha preso di mira un obiettivo importante per Israele nella regione di Giaffa.
Raggiunto un accordo tra Yemen e Arabia Saudita per affrontare alcune questioni umanitarie ed economiche, l’accordo prevede: “Annullare le recenti decisioni e procedure contro le banche di entrambe le parti e interrompere qualsiasi decisione o procedura simile in futuro. Yemenia Airlines riprenderà i voli tra Sanaa e Giordania e aumenterà il numero dei suoi voli a tre al giorno e opererà voli per il Cairo e l’India ogni giorno o secondo necessità. Si tengono riunioni per affrontare le sfide amministrative, tecniche e finanziarie che l’azienda deve affrontare. Iniziare a tenere riunioni per discutere tutte le questioni economiche e umanitarie in base alla road map”.
Ed ora uno sguardo all’aggravamento tra Israele – Hamas – Hezbollah aggiornato alle ore 14:00 del 23 luglio. Secondo fonti vicino a Hezbollah, vi sarebbe un miglioramento significativo nelle intercettazioni israeliane di droni dal Libano. Circa 7 droni sono stati lanciati oggi dal Libano, tutti intercettati dall’Iron Dome e da altri sistemi di difesa. Tre droni provenivano da Hemon, e 4 da diverse zone del Golan. Nella notte del 22 luglio, segnalati attacchi aerei israeliani nell’area di Al-Wizani, Aita al-Shaab e nel villaggio di Khiyam. Altri attacchi segnalata a Yatar e Shiheen. A Kfarkila si segnala un incendio causato dal bombardamento dell’artiglieria israeliana.
Nella mattina del 23 luglio, l’esercito israeliano ha attaccato con 3 missili un veicolo nel villaggio di Shaqra. Due civili sono rimasti feriti. L’IDF fa sapere che nella notte, l’IAF ha colpito un deposito di armi di Hezbollah nell’area di Ayta ash Shab, nel sud del Libano, nonché siti di infrastrutture usate da Hezbollah nelle aree di Houla e Ayta ash Shab. Lunedì notte l’artiglieria dell’IDF ha sparato per rimuovere una minaccia nell’area di Ayta ash Shab.
Hezbullah ha rivendicato un attacco alla base di al-Radar, danneggiando le attrezzature di spionaggio al suo interno. La base è gestita dall’unità 8200. Altre apparecchiature, secondo fonti Hezbollah, sono state attaccate nella base di Al-Rahib. Rivendicati attacchi che alle case di Metulla e Al-Manara. Hezbullah annuncia anche di aver attaccato l’insediamento di Tsuryal con razzi: “è la prima volta che viene attaccato questo insediamento e attaccheremo nuovi insediamenti ogni volta che l’esercito israeliano attaccherà e danneggerà i civili in Libano”. Ci sarebbero stati due feriti nell’attacco.
Sirene in funzione per l’allarme di droni e razzi a nord della Galilea, vicino a Meron e Qiryat Kleb. Esplosioni udite intorno a Qiryat Shmona. Nell’attacco a Meron lanciati 3 UAV. Nessuna segnalazione di intercettazioni.
Il lancio di un proiettile verso Israele da parte di Hamas è caduto all’interno della Striscia di Gaza e ha colpito una scuola.
Nella giornata del 21 di luglio le truppe dell’IDF hanno iniziato l’attività operativa nell’area di Khan Yunis, nel sud di Gaza, eliminando gli uomini di Hamas con attacchi aerei e carri armati. Nell’ambito dell’attività, gli aerei dell’IDF hanno colpito oltre 50 siti di infrastrutture di Hamas, inclusi depositi di armi, posti di osservazione e strutture utilizzate da uomini di Hamas, nonché percorsi di tunnel sotterranei nell’area. Le truppe dell’IDF stanno continuando un’attività operativa basata su dati dell’intelligence nell’area di Rafah. Durante l’attività, le truppe hanno eliminato decine di uomini di Hamas con attacchi aerei mirati e combattimenti ravvicinati. L’IDF ritiene che la leadership di Hamas sia ancora nascosta a Khan Yunis.
Le Brigate Al-Quds in un pos rivendicano: “Noi, insieme alle forze del martire Omar Al-Qasim, abbiamo bombardato gruppi israeliani sulla linea di rifornimento nell’asse “Netzarim” con una raffica di colpi di mortaio di grosso calibro”.
Le Brigate Al-Qassam prendono di mira un bulldozer sionista D9 con un proiettile Al-Yassin 105 vicino alla moschea Al-Zalal, a est della città di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.
Nella mattina del 23 luglio in un annuncio congiunto dell’IDF e dell’ISA si legge: “Durante la notte, l’IDF, l’ISA e la polizia di frontiera israeliana hanno condotto un’operazione antiterrorismo congiunta nell’area di Tulkarem, come parte di una serie di oltre 50 operazioni nell’area dall’inizio della guerra. I soldati hanno colpito diversi uomini armati in uno scontro a fuoco e hanno smantellato numerosi esplosivi che erano stati piazzati sotto le strade”. “Tra gli eliminati c’era Ashraf Nafa, il capo della sezione di Hamas nell’area di Tulkarem. Eliminato anche Muhammad Awad coinvolto negli attacchi contro i soldati dell’IDF”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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