#ISRAELIRANWAR. Attacchi hacker e criptovaluta sostengono la guerra dell’Iran contro gli Stati Uniti

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Gli investigatori federali americani stanno indagando sulla possibilità che hacker sostenuti dallo stato iraniano possano essere dietro una serie di attacchi informatici malevoli avvenuti la scorsa settimana contro i sistemi idrici di sette stati americani, tra cui il Minnesota. La CBS News ha riportato la notizia, sottolineando che il conflitto in Medio Oriente è entrato nel suo sesto mese.

Secondo Minnesota IT Services, oltre 30 sistemi idrici comunitari in Minnesota sono stati presi di mira durante una campagna di due giorni alla fine di luglio. Gli attacchi hanno colpito la tecnologia operativa utilizzata per monitorare e controllare le infrastrutture idriche, spingendo le agenzie statali e federali ad avviare una risposta coordinata. Tra le aziende colpite, la città di Braham ha segnalato che gli aggressori hanno temporaneamente disabilitato i controlli operativi computerizzati, chiudendo il pozzo e l’impianto di trattamento delle acque fino al ripristino del servizio da parte degli operatori. Altre comunità, tra cui Plymouth, South St. Paul e Maple Plain, hanno segnalato interruzioni ai sistemi di controllo automatizzati o alle comunicazioni, ma hanno mantenuto la fornitura di acqua potabile e il trattamento delle acque reflue attraverso procedure manuali. I funzionari di ciascuna comunità hanno affermato che l’acqua potabile è rimasta sicura e non si è verificata alcuna contaminazione.

Gli incidenti si sono poi estesi oltre il Minnesota. Le autorità del Michigan hanno recentemente rivelato che anche nove sistemi idrici dello stato hanno subito attacchi informatici, sebbene gli operatori abbiano mantenuto la sicurezza del servizio e non siano stati segnalati impatti sulla salute pubblica. L’FBI, l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) e la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) stanno indagando sugli incidenti insieme alle agenzie statali.

E se gli attacchi hacker danneggiano la criptovaluta si usa per pagare gli hacktivistio o per fare acquisti in maniera da eludere i controlli e le sanzioni. Reuters aha scritto un servizio in cui accusa il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane di utilizzare utilizzato siti di scommesse per movimentare circa 4 miliardi di dollari.

Secondo un’inchiesta di Reuters, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iranianeha utilizzato per anni una rete di migliaia di siti di scommesse in lingua farsi e una piattaforma di scambio di criptovalute con sede a Dubai per trasferire fondi ed eludere le sanzioni. Secondo l’agenzia, l’ammontare dei fondi trasferiti attraverso questo sistema è stimato in circa 4 miliardi di dollari.

L’inchiesta ha anche menzionato personaggi online come Sasha Subhani (figlio dell’ex ambasciatore iraniano in Venezuela, noto sui social media per il suo stile di vita sfarzoso) e Pouyan Mokhtari (un blogger iraniano citato in pubblicazioni che promuovono siti di scommesse online).

La sede di Dubai appartiene a Shelbit, una piattaforma di scambio di criptovalute senza licenza, gestita dall’emigrato iraniano Siavash Keyvanpour. Tra i suoi principali clienti figura una rete di casinò online con oltre 2.000 siti. La società è rappresentata pubblicamente da due influencer iraniani con legami con alti funzionari.

Nel 2023, un tribunale iraniano ha ritenuto gli influencer, così come Keyvanpour, complici in un caso relativo a un’attività di gioco d’azzardo illegale. Il gioco d’azzardo è vietato in Iran, ma questa rete di gioco d’azzardo, secondo Reuters, ha accesso al sistema di pagamento elettronico iraniano, controllato dalla banca centrale del paese.

I proventi derivanti da attività di gioco d’azzardo illegali vengono inviati a Shelbit, dove vengono convertiti in criptovaluta e trasferiti attraverso piattaforme di scambio internazionali, rendendo così occulta la provenienza dei fondi. I registri blockchain mostrano che Shelbit ha trasferito centinaia di milioni di dollari a importanti operatori del mercato delle criptovalute, tra cui il più grande exchange al mondo, Binance.

Secondo Reuters, la rete di scommesse è solo uno dei clienti di Shelbit. La piattaforma facilita anche le transazioni per la Banca Centrale iraniana e altre organizzazioni sanzionate, consentendo così di utilizzarla come strumento per eludere le sanzioni internazionali.

Shelbit interagisce anche con portafogli di criptovalute che il governo israeliano ha collegato al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Un’indagine ha accertato che diversi anni fa l’IRGC ha preso il controllo dei più grandi siti di gioco d’azzardo presenti in Iran e da allora li ha utilizzati per trasferire fondi all’estero. Il volume totale delle transazioni di Shelbit da maggio 2024 ammonta ad almeno 4 miliardi di dollari.

Reuters osserva che l’afflusso di fondi nella piattaforma di scambio è continuato anche prima della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Le criptovalute hanno continuato a fluire anche dopo che l’Iran ha ripetutamente attaccato gli Emirati Arabi Uniti, incluso un drone atterrato a meno di un chilometro dalla sede della piattaforma”, afferma l’inchiesta.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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