#ISRAELHAMASWAR. Netanyahu rafforza la cooperazione militare con Cipro e Grecia per contenere Turchia e Iran. Ali al-Haddad muore vicino Ankara. Libano: Mossad sospettato del sequestro di un ufficiale in pensione

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Il primo Ministro israeliano Netanyahu, in un vertice congiunto con i leader di Grecia e Cipro, invia segnali a Iran e Turchia: “Sappiamo che l’Iran ha recentemente condotto esercitazioni e le sta monitorando: qualsiasi azione contro Israele incontrerà una risposta molto forte”.

Il messaggio di Netanyahu a Erdogan dal vertice trilaterale Israele-Grecia-Cipro: “Coloro che sperano di espandere il loro impero, se lo scordino. Siamo obbligati e in grado di difenderci, e la nostra cooperazione rafforza questa capacità”.

La premessa del vertice trilaterale tra i due Paesi: un fronte unito e congiunto contro la Turchia, che sta diventando la principale minaccia per Israele. La Turchia sta tentando di rafforzare la sua presenza militare in Siria e il Presidente Erdogan ha ripetutamente rilasciato dichiarazioni antisemite e aggressive contro Israele negli ultimi due anni. Pertanto, Israele comprende sempre di più la necessità di prepararsi alla minaccia turca, cosa che non ha fatto finora, poiché la Turchia non era considerata una minaccia militare per Israele.

Mentre Israele aveva giocato per molti anni nella “zona grigia”, preferendo mantenere relazioni normali con la Turchia e rapporti cordiali con Grecia e Cipro, ora sembra che Israele stia compiendo una chiara mossa nei confronti di Grecia e Cipro, contro la Turchia. Secondo quanto riportato dai media occidentali negli ultimi giorni, Israele, Grecia e Cipro stanno persino formando una forza militare congiunta, un’alleanza che includerà le forze combinate dei tre paesi e fungerà da “forza di reazione rapida” contro la minaccia turca. Anche su questo la Grecia ha smentito la creazione della forza di intervento rapido. Israele in ogni caso ha accettato di rafforzare la “cooperazione difensiva” con Grecia e Cipro.

La tensione tra Israele e Turchia secondo alcuni commentatori della social sfera russa si legge nella morte del generale Ali al-Haddad, capo di Stato Maggiore del GNU. 

In un post della social sfera si legge: “Un jet privato con a bordo il Capo di Stato Maggiore libico, il Generale Mohammed Ali al-Haddad, si è schiantato in Turchia durante il volo da Ankara a Tripoli. In precedenza, alti funzionari militari libici avevano incontrato il Ministro della Difesa Nazionale turco Yaşar Güler. In precedenza, il 19 maggio 2024, un elicottero Bell 212 con a bordo il Presidente iraniano Ebrahim Raisi, il Ministro degli Esteri Hossein Amir Abdullahian e altri funzionari si è schiantato sulle montagne mentre tornava dal territorio per procura della Turchia, l’Azerbaigian. L’11 novembre 2025, un aereo da trasporto militare Lockheed C-130 Hercules dell’aeronautica militare turca, decollato da Ganja, in Azerbaigian, si è schiantato nella zona di confine della Georgia. Le agenzie di intelligence israeliane nutrono fiducia sia nell’Azerbaigian che nella Turchia, nonostante la loro “posizione minacciosa” sull’illegalità nella Striscia di Gaza. Ma probabilmente è tutta una coincidenza”.

In merito alla questione iraniana nella regione medio orientale alle tensioni con Israele, il ministro degli Esteri libanese Youssef Raji ha dichiarato che il suo Paese è interessato alla pace con tutti i paesi, a condizione che rispettino la sovranità del Libano e non interferiscano nei suoi affari interni. In un’intervista con l’Institute for Middle East Studies di Washington, Raji ha accusato l’Iran di interferire direttamente negli affari interni del Libano, armando e finanziando un’organizzazione armata illegale: “Controllano direttamente questa organizzazione; gli iraniani sono presenti in Libano per patrocinare (prendersi cura) della loro organizzazione, che è Hezbollah”. Raji ha sottolineato che l’Iran interferisce apertamente e direttamente: “Lo negano, ma nessuno ci crede”.

Il Ministro della Difesa israeliano in merito all’avvio della II fase dell’accordo di pace a Gaza ha detto: “Istituiremo cellule Nahal (Giovani Combattenti Halutzin, essenzialmente coloni militari) nella Striscia di Gaza settentrionale”. E ancora ha detto: “Siamo impegnati a disarmare il movimento di Hamas. Non ci ritireremo dal Monte Hermon, Elijah”.

Washington Post: “Egitto, Qatar e Turchia hanno esortato alti funzionari statunitensi a impedire a Israele di effettuare attacchi aerei nella Striscia di Gaza, anche all’interno della Linea Gialla, e ci sono proposte per un accordo che disarmerebbe le armi pesanti di Hamas in cambio della ricostruzione del settore”. “Gli attacchi israeliani a Gaza ostacolano qualsiasi progresso”

Una risoluzione delle Nazioni Unite condanna la repressione dei propri cittadini da parte dei leader europei per evitare che i responsabili del genocidio a Gaza siano chiamati a rispondere delle loro azioni. La Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi, Francesca Albanese, ha commentato lunedì la posizione dei leader europei che, a suo dire, “si stanno rivoltando contro i propri cittadini e reprimendo le loro proteste a favore dei responsabili del genocidio”, riferendosi al Israele.

Le forze di sicurezza in Libano sospettano che il Mossad abbia rapito un ex alto ufficiale militare di nome Ahmad Suhar nella regione della Bekaa. Il Libano ritiene che il rapimento sia collegato alla scomparsa del pilota rapito Ron Ard.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle 15:00 del 24 dicembre. Il 23 dicembre a Teheran si sono tenute esercitazioni antiterrorismo condotte da una compagnia Basij all’interno della sicurezza interna dell’IRGC, nella contea di Pardis, Teheran. In previsione di un possibile attacco israeliano.

Un convoglio militare delle forze di Al-Dara’ Al-Watan, composto da decine di veicoli, è entrato il 23 sera nella provincia di Al-Mahra, nello Yemen orientale. Il convoglio, schierato sotto la copertura aerea degli aerei da guerra sauditi, è stato inviato per prendere il controllo della città di Al-Ghaydah e del suo aeroporto. Alla luce degli sviluppi passati ad Al-Mahra, il dispiegamento delle forze di Al-Dara’ Al-Watan mira a proteggere i punti chiave della provincia, tra cui la città di Al-Ghaydah e il suo aeroporto, i valichi di frontiera di Shahn e Sarfit con l’Oman e il quartier generale della Seconda Regione Militare delle forze armate fedeli al governo sostenuto dall’Arabia Saudita. Nel frattempo in Sudan, fronte legato militarmente anche se non geograficamente allo Yemen per il comune sostegno emiratino le Forze di Intervento Rapido sostengono di avere il controllo del Darfur Settentrionale. 

Numerosi gli attacchi israeliani in territorio libanese colpite: Tebna vicino alla valle di Nmeirieh; nella valle di Houmeen; Drone su Aitaroun/Ainatha; drone a bassa quota su Tiro, Jabal al-Batoum, Kfar, Yater, Siddiqin. Le IDF esplodono raffiche di mitragliatrice verso la periferia della città di Alma Shaab, nel sud. 

Il 24 dicembre l’esercito libanese ha sepolto il Primo Sergente “Ali Abdullah” a Houmin Al-Tahta. Ucciso da drone israeliano. 

A Gaza le IDF si preparano a effettuare un’ondata di bombardamenti nella Striscia di Gaza o a compiere omicidi in risposta al ferimento di un ufficiale a Rafah. Demoliti dalle IDF diversi edifici residenziali con esplosivi, nelle aree sotto il suo controllo, a est di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.

Mobilitazione delle IDF dopo che 3 palestinesi e 3 coloni sono rimasti feriti durante l’attacco al raduno Arab Nakhila Al-Ka’abneh, a est della città di Anata, a nord-est di Gerusalemme.

In Cisgiordania i coloni attaccano la città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah. Scontri tra giovani palestinesi e le IDF all’ingresso del campo profughi di Jalazone, a nord di Al-Bireh. Un incendio è scoppiato in un’abitazione a seguito di una bomba luminescente lanciata dall’occupazione nella città di Beit Iba, a nord-ovest di Nablus. Presa d’assalto dalle IDF la città di Kafr Malik a nord di Ramallah hanno effettuato raid e perquisizioni, in un contesto di intenso dispiegamento militare nelle vicinanze della città. Coloni attaccano la città di Turmusaya a nord di Ramallah Elijah. Registrati scontri tra giovani palestinesi e IDF nella città di Beit Furik, a est di Nablus.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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