#ISRAELHAMASWAR. Netanyahu: abbiamo eliminato 500 terroristi. La nostra guerra continuerà a Gaza fino ad una chiara vittoria

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Hamas e il Fronte Popolare mettono un macigno sull’opportunità di scambio dei prigionieri in cambio di una tregua temporanea: «Nessuno scambio di prigionieri prima della fine dell’aggressione contro Gaza». «Il ritiro di Israele da Gaza prima del processo di scambio sulla base del “tutti per tutti”». «Condanniamo fermamente la campagna di incitamento israeliana-occidentale contro l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA)». Il consigliere per i media del capo dell’ufficio politico di Hamas, Taher Al-Nono, conferma che il cessate il fuoco a Gaza è la premessa fondamentale per ogni passo successivo e sottolinea che la resistenza ha ancora qualcosa con cui sorprendere l’occupazione.

Secondo i media israeliani, i negoziati di Parigi infiammano il governo di Netanyahu. Si registra una forte opposizione da parte dei ministri del governo a quanto raggiunto nella riunione di Parigi, riguardo all’accordo sullo scambio di prigionieri e al cessate il fuoco, e minacce di sciogliere il governo. Israele sta valutando la possibilità di inviare la sua delegazione di sicurezza, rappresentata dai capi del Mossad e dello Shin Bet, in Qatar nei prossimi giorni per accelerare i negoziati.

Più positivo il primo Ministro del Qatar: «I colloqui in corso potrebbero portare a un cessate il fuoco permanente a Gaza». Il primo Ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdul Rahman, afferma che l’attuale fase dei colloqui potrebbe portare a un cessate il fuoco permanente a Gaza. 

La partecipazione di ministri e membri della Knesset della coalizione di governo a una conferenza che chiedeva una soluzione a Gaza ha scatenato un’ondata di reazioni rabbiose a “Tel Aviv” perché danneggia l’immagine di “Israele” nel mondo nel mezzo della sua aggressione contro Gaza. Secondo i media israeliani la conferenza per il ritorno degli insediamenti: ha causato un danno strategico a “Israele”. Commentando l’incontro di colonizzazione tenutosi ieri nella Gerusalemme confermano questo incontro che ha causato un danno strategico irreversibile a “Israele” sulla scena internazionale.

John Kirby ad Al-Mayadeen ha dichiarato: «Rifiutiamo il trasferimento forzato dei palestinesi fuori dalla Striscia di Gaza». Parlando ad Al-Mayadeen, il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha affermato che gli Stati Uniti «non sostengono la rioccupazione israeliana della Striscia di Gaza». 

A contraddire le parole di John Kirby, il Jihad islamico secondo cui: «Le politiche di insediamento del nemico rappresentano una seria minaccia alla pace regionale. Il Movimento del Jihad Islamico in Palestina ha confermato che lo svolgimento della conferenza di ieri sull’espansione e l’annessione degli insediamenti, con la partecipazione dei ministri del governo israeliano, costituisce una chiara prova delle reali intenzioni di Tel Aviv». 

Il Segretario di Stato Blinken: ha dichiarato che la situazione in Medio Oriente non era così pericolosa almeno dal 1973. L’ex presidente della Camera Nancy Pelosi ha detto che spera di chiedere all’FBI di indagare sui manifestanti che chiedono un cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hamas e ha suggerito che alcune manifestazioni contro la guerra sono collegate alla Russia.

Anche l’Iran si è espresso in materia: «Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanaani conferma che la guerra a Gaza non è una soluzione e che fermare l’aggressione do Israele è ciò che può ripristinare la stabilità nella regione».

Dall’Iran però arrivano anche parole d’odio, il vice comandante delle guardie rivoluzionarie in Iran, generale di brigata Ali Fadavi, ha detto: «Gli americani e gli israeliani hanno paura e sono diventati certi che Israele non vedrà il suo ottantesimo anno». «Israele è sulla via dell’estinzione». 

L’ambasciatore iraniano in Siria, Hossein Akbari, nega la validità delle diffuse notizie secondo cui aerei israeliani avrebbero preso di mira un quartier generale consultivo iraniano a Damasco.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha difeso le sue posizioni per il no a un cessate al fuoco permanente, ha detto che «se Hamas vince a Gaza, l’Europa sarà la prossima».

Il ministro israeliano per la Sicurezza dello Stato Itamar Ben-Gvir il 28 gennaio ha fatto una visita in borghese alla stazione di polizia per controllare come stavano gli agenti. Si cerca in Israele di dare fiducia e di mostrare il volto umano dei vertici al comando. Ma nonostante le rassicurazioni molti israeliani non seguono i consigli dei militari. Contrariamente al consiglio degli ufficiali dell’esercito, i coloni si rifiutano di tornare nel nord, hanno troppa paura. 

Continua la querelle che coinvolge l’agenzia delle Nazioni Unite l’UNRWA secondo Reuters: Israele annulla un incontro con il commissario dell’UNRWA e lo invita a dimettersi. Il Ministero degli Affari Esteri israeliano annulla gli incontri con l’UNRWA e i militari israeliani prendono d’assalto i rifugi dell’organizzazione nel quartiere meridionale di Rimal, nel centro di Gaza City, e arresta dozzine di sfollati.

Osama Hamdan, Hamas libano ha detto che: «Sono più di 7.000 i casi urgenti che devono lasciare la Striscia di Gaza per essere curati all’estero, e rinnoviamo il nostro appello ad aprire i valichi per accoglierli e salvare loro la vita». «Denunciamo quanto affermato nella dichiarazione del Commissario generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) e la sua descrizione della resistenza del nostro popolo come terrorismo». 

«Chiediamo all’UNRWA di tornare a lavorare in tutte le aree della Striscia di Gaza e di assumersi le proprie responsabilità legali e umanitarie nei confronti di centinaia di migliaia di rifugiati».

Ed ora uno sguardo al confronto tra Hamas e Israele aggiornato alle 17:00 del 30 gennaio.

179 sarebbero le operazioni armate effettuate dalla Resistenza Islamica Irachena dall’inizio dell’operazione di Hamas “alluvione di Al-Aqsa”

Il leader dell’Alleanza irachena Fatah, Ali Al-Fatlawi, il 29 gennaio ha fatto sapere che è iniziata la seconda fase dell’escalation per l’asse della resistenza: prendere di mira le basi americane in alcuni paesi arabi è ha detto che l’asse della resistenza è in grado di distruggere le roccaforti delle forze americane ovunque si trovino.

Per tutta la giornata del 30 gennaio sono continuati i lanci di razzi e missili dal Libano sud verso Israele nord. Nel mirino, caserme, sistemi per la guerra elettronica e ancora sistemi di difesa. 

A partire dal 29 di gennaio si sono intensificati gli arresti israeliani nella Cisgiordania, c’è stato un assaltano la città di Tulkarem e le sirene suonano nel campo di Nour Shams. Si sono registrati scontri tra la resistenza e l’esercito israeliano a Tulkarem. Nella giornata del 30 gennaio le IDF hanno compiuto una attacco mirato uccidendo tre leader di Hamas e ha distrutto anche l’ufficio di Yahya Sinwar, numero uno di Hamas. Numerosi i tunnel e i pozzi di Hamas fatti saltare in aria da Israele. A confermare la morte di due leader Le Brigate Al-Quds – Battaglione Jenin che in un comunicato scrivono: «Fratelli martiri: L’eroico martire Mujahid: Muhammad Ayman Ghazawi. Uno dei mujaheddin del battaglione Jenin e compagno del martire, il comandante Jamil Al-Amouri». L’attacco è avvenuto nell’ospedale Ibn Sina a Jenin. Netanyahu durante un incontro con la divisione della Cisgiordania dell’esercito israeliano: Oggi abbiamo eliminato 500 terroristi in Cisgiordania, inclusa Jenin, e la nostra guerra continuerà a Gaza fino ad una chiara vittoria.

Nel tardo pomeriggio del 29 gennaio e nella giornata del 30 Israele ha compiuto raid a est del campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza.

Continuano gli scontri a gaza sud a Khan Yunis, dove l’esercito israeliano continua a cadere in imboscate e a subire attacchi. E ha risposto lanciando bombe incendiarie. L’esercito israeliano ha fatto irruzione nel cortile dell’ospedale Al-Amal a Khan Yunis sotto la copertura del fuoco e chiede agli sfollati e coloro che si trovano nel primo edificio evacuino l’edificio. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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