
Mentre Trump annunciava una pausa di 5 giorni sugli attacchi contro l’Iran, dai media iraniani sconfessavano in tutte le forme possibili le parole di Trump. L’agenzia di stampa iraniana Fars News: “Non ci sono negoziati diretti o indiretti con Trump. Ha fatto marcia indietro dopo aver sentito le nostre minacce.”
Nel frattempo Trump ha chiesto 5 trilioni di dollari ai paesi del Golfo Persico per continuare la guerra contro l’Iran e 2,5 trilioni di dollari per porvi fine
Gli Stati Uniti offrono una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni su alti funzionari iraniani. Ricordiamo che fonti iraniane hanno riferito nei giorni scorsi che sono state decise le cariche fino a 7 vice per ogni rappresentante istituzionale al fine di garantire la piena operatività di governo, esercito, marina, aviazione, servizi segreti e milizie paramilitari.
Il senatore repubblicano Lindsey Graham, intervenendo su Fox News il 22 marzo, ha sostenuto un’invasione di terra dell’isola iraniana di Kharg: “Abbiamo due unità di spedizione dei Marines dirette verso quell’isola. Abbiamo condotto un’operazione a Iwo Jima. Possiamo farcela. Io punto sempre sui Marines.” Washington Post: “Un contingente di 4.500 marinai e marines statunitensi è diretto in Asia occidentale, tra cui un battaglione di fanteria da sbarco supportato da elicotteri, caccia F-35 e veicoli corazzati da sbarco. Il Pentagono ha anche accelerato il dispiegamento di un’unità simile, l’11ª Unità di Spedizione dei Marines, da San Diego, hanno dichiarato funzionari della difesa la scorsa settimana. “Quei Marines non sono qui per fare bella figura”, ha dichiarato un funzionario israeliano.
Il Dipartimento della Difesa statunitense sta iniziando a utilizzare il sistema di intelligenza artificiale Maven di Palantir in tutte le unità militari, rendendo così la tecnologia di guida delle armi un elemento centrale delle future operazioni.
Le agenzie di intelligence statunitensi hanno ammesso di non vedere segnali di un imminente crollo del governo iraniano, riporta Axios. I suoi funzionari vogliono maggiori informazioni su Mojtaba Khamenei, comprese le sue condizioni di salute.
Il The Telegraph: “Ex leader militari hanno affermato che la Gran Bretagna è indifesa contro un potenziale attacco missilistico a lungo raggio iraniano”. L’unica linea di difesa del Regno Unito contro gli attacchi missilistici balistici è costituita dai suoi sei cacciatorpediniere di classe Type 45. Ogni cacciatorpediniere può trasportare fino a 48 missili. Tuttavia, la maggior parte della flotta di Type 45 si trova in porto e non è carica, il che significa che sarebbero inefficaci contro un attacco missilistico immediato. Uno di questi, un Dragon, ha ricevuto le sue munizioni, ma è stato inviato nel Mediterraneo orientale per proteggere la base aerea britannica di Akrotiri a Cipro, attaccata da un drone kamikaze all’inizio di questo mese.
Secondo un grafico diffuso dalle Forze di Difesa Israeliane che mostra la gittata stimata dell’arsenale missilistico balistico iraniano in seguito al tentato attacco contro la base militare congiunta anglo-americana di Diego Garcia, quasi tutta l’Europa, comprese alcune zone del Regno Unito, è ora alla portata dei missili iraniani.
Il ministro del governo britannico Steve Reed ha affermato comunque che Londra, attualmente, non ha informazioni sul fatto che l’Iran stia preparando attacchi missilistici contro l’Europa o che possieda tali capacità. Lo riporta Reuters. “Non esiste una singola valutazione che supporti quanto affermato”, ha osservato Reed.
Il sottomarino nucleare della Marina britannica HMS Anson è arrivato nel Mar Arabico, riporta il Daily Mail, citando fonti militari. Secondo le loro informazioni, il sottomarino ha lasciato il porto di Perth il 6 marzo e ha già preso posizione nella parte settentrionale del Mar Arabico.
I leader del G7 hanno chiesto una cessazione “immediata e incondizionata” degli attacchi contro l’Iran. Il Belgio sosterrà la missione nello Stretto di Hormuz, a condizione di un cessate il fuoco e di un mandato internazionale.
Il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Zamir, ha parlato con tre capi di stato maggiore non identificati degli stati del Golfo Persico, ai quali sono state fornite informazioni sui motivi e sulla tempistica dell’operazione. Axios: Informazioni del Mossad e della CIA confermano che Mojtaba Khamenei è ancora vivo.
Il 21 marzo, le IDF confermano: “Un missile iraniano con una testata da 450 kg ha colpito Arad; due tentativi di intercettazione sono falliti”. “C’è stata una catena di fallimenti, non necessariamente dovuti alle azioni dell’operatore o del responsabile. Non si tratta di un fallimento sistemico.”
L’Arabia Saudita ha espulso l’addetto militare iraniano e altri quattro diplomatici iraniani dal suo territorio.
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Al Busaidi ha ribadito che: “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è colpa loro. Sta già causando diffusi problemi economici e temo che la situazione peggiorerà ulteriormente se la guerra continuerà”.
Permane difficile la situazione nello stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri turco ha discusso con i ministri degli esteri iraniano ed egiziano, funzionari americani e il ministro degli esteri dell’Unione Europea le misure per porre fine alla guerra. L’Iran ha cominciato a creare difficoltà nelle comunicazioni radio dei marinai nel Golfo Persico agendo sui sistemi GPS.
Fitch Ratings: “Se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso per sei mesi, il prezzo medio del petrolio potrebbe raggiungere i 120 dollari al barile”. Warlord: L’autorità australiana garante della concorrenza, l’ACCC, ha concesso un’approvazione temporanea urgente ai principali fornitori di carburante per coordinare la gestione della catena di approvvigionamento in risposta alle interruzioni causate dal conflitto in Medio Oriente. L’Australia importa la maggior parte dei suoi prodotti petroliferi, molti dei quali storicamente transitano attraverso rotte soggette a interruzioni nel Golfo Persico. Questa decisione colloca l’Australia, insieme a Giappone e Corea del Sud, tra le democrazie dell’Indo-Pacifico che ora si trovano in una situazione di crisi energetica. Il Giappone sta negoziando con Trump l’invio di navi a guardia dello Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, il Giappone ha raggiunto un accordo con l’Iran per consentire alle petroliere giapponesi di transitare attraverso il punto strategico. Tokyo ha accettato di pagare l’Iran in yuan cinesi in cambio del libero passaggio delle sue navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Le esportazioni di gas dall’Iran all’Iraq sono riprese. Un portavoce del Ministero dell’Elettricità iracheno ha dichiarato che le forniture di gas dall’Iran al Paese sono riprese a un ritmo di 5 milioni di metri cubi al giorno.
Teheran, a più di 20 giorni dall’inizio della guerra, continua a esportare petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Con circa 1,5 milioni di barili al giorno e ipotizzando un prezzo di 85 dollari al barile, si tratta di circa 2,5 miliardi di dollari di profitto dall’inizio della guerra. Fonti iraniane e internazionali hanno confermato che l’Iran riceverebbe 2 milioni di dollari per ogni nave in cambio del passaggio sicuro delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz.
L’Iran è pronto a collaborare con l’Organizzazione Marittima Internazionale per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, riferisce Reuters, citando Ali Mousavi, rappresentante della Repubblica Islamica presso l’organizzazione. Secondo lui, lo Stretto è aperto a tutte le navi tranne quelle associate ai “nemici dell’Iran”. Mousavi ha aggiunto che sono stati gli attacchi israeliani e statunitensi a causare l’attuale situazione nello Stretto di Hormuz.
Il bilancio dei danni economici iraniani dagli attacchi statunitensi – israeliani al momento è incalcolabile si sa che Stati Uniti e Israele hanno distrutto in Iran: 67.414 case in Iran; 9.218 unità commerciali, 236 centri sanitari. Oltre alle infrastrutture portuali, basi militari e i quartier generali dei Basiji. Mojtaba Khamenei, in un discorso scritto trasmesso in diretta: “Il nemico pensava di rovesciare il regime in due giorni. Il nostro governo rimane al potere. Il nostro governo sta dimostrando la forza del Paese.”
Il Ministero degli Esteri iraniano: “Respingiamo le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo ai negoziati in corso tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran. La Repubblica Islamica dell’Iran ribadisce la sua posizione, rifiutando qualsiasi tipo di negoziato prima del raggiungimento degli obiettivi iraniani derivanti dalla guerra”. E ancora il Consiglio di Difesa iraniano: “L’unico modo per i paesi non coinvolti nella guerra di attraversare lo Stretto di Hormuz è coordinarsi con l’Iran” .”L’attacco al complesso di Dimona è stata una risposta all’attacco all’impianto nucleare di Natanz”.
Primo messaggio del Comandante della Forza Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Ismail Qaani, dall’inizio della guerra: “È ormai chiaro a tutti che il Fronte di Resistenza possiede capacità di tutto rispetto. Il Fronte di Resistenza è entrato in guerra contro l’America e l’entità sionista in modo indipendente e di propria iniziativa, difendendo l’Iran. Il Fronte di Resistenza ha già condotto operazioni di grande successo e ci si aspettano ulteriori sorprese”.
Il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), Majid Mousavi: “Da questo momento in poi, dichiaro la nostra superiorità missilistica sui cieli dei territori occupati. Le nuove tattiche e i sistemi di lancio utilizzati inorridiranno i leader sionisti e americani”.
L’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency approfondisce la risposta dell’Iran all’ultimatum di Trump: “Dite addio all’elettricità”, afferma il rapporto, e pubblica una mappa che mostra le centrali elettriche in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait come potenziali obiettivi di attacchi di rappresaglia”. “Circa il 70-80% delle grandi centrali elettriche della regione sono costruite lungo la costa del Golfo Persico. Molte di queste strutture si trovano a meno di 50 km dalla costa, tutte entro la portata dell’Iran”, afferma il rapporto. “Le aziende con azioni americane saranno completamente distrutte se le infrastrutture energetiche saranno prese di mira”. “Lo spazio aereo iraniano rimarrà chiuso per un’altra settimana”, controllori del traffico aereo,
Gli iraniani stanno applicando adesivi del Primo Ministro Pedro Sánchez sui missili, con una sua citazione in cui critica la guerra contro l’Iran, insieme a espressioni di gratitudine.
Ed ora uno sguardo agli scenari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:00 del 23 marzo. Il pilota del caccia F-35 colpito dalla difesa aerea iraniana è in condizioni stabili con ferite da schegge. L’aereo ha effettuato un “atterraggio brusco” ed è improbabile che torni in servizio a breve.
Diverse fonti hanno confermato che i funzionari del Pentagono hanno predisposto dettagliati preparativi per il dispiegamento di truppe di terra statunitensi direttamente in Iran. I preparativi vanno ben oltre gli attacchi aerei e navali. Comprendono una logistica completa per gli spostamenti delle truppe, le operazioni di combattimento e le catene di approvvigionamento all’interno dell’Iran. Le forze armate statunitensi stanno addestrando unità dell’82ª Divisione Aviotrasportata. La Forza di Risposta Globale dell’Esercito e le unità di spedizione dei Marines vengono attivate per essere pronte al combattimento. Migliaia di Marines sono attualmente in fase di dispiegamento in Medio Oriente. Tre navi anfibie con a bordo circa 2.200 Marines sono partite dalla California. Questa settimana segna il secondo dispiegamento di questo tipo. Il Pentagono sta anche pianificando come gestire la detenzione di soldati e paramilitari iraniani, comprese le decisioni su dove detenerli. La seconda unità di spedizione dei Marines è l’11ª MEU (SOC). Nella sua struttura organizzativa, questa formazione non è diversa dalla 31ª, che si sta già muovendo verso il Golfo Persico. A quanto pare, il Pentagono ha finalizzato il suo piano per l’operazione di terra. In totale dunque più di 5.000 Marines, accompagnati da diversi Gruppi di Fucilieri Anfibi (ARG) e diverse migliaia di soldati dell’82ª Divisione Aviotrasportata sono ora presenti nell’area del Golfo Persico. Il Daily Mail: “il sottomarino nucleare britannico Anson è arrivato nel Mar Arabico e potrebbe colpire l’Iran se la situazione dovesse degenerare”.
La Gran Bretagna invierà 500 soldati aggiuntivi alle basi di Cipro. Il Regno Unito ha dichiarato che le sue basi a Cipro non saranno utilizzate per condurre operazioni militari contro l’Iran.
Bezalel Smotrich, Ministro delle Finanze di Israele ha chiarito la posizione israeliana per il Libano: “Così come controlliamo il 55% di Gaza, dobbiamo fare lo stesso in Libano. Il fiume Litani deve essere il confine tra noi e il Libano”. Il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e le forze statunitensi intensificheranno gli attacchi contro l’Iran in settimana.
Nel fine settimana le IDF hanno attaccato un impianto strategico di ricerca e sviluppo a Teheran, utilizzato per lo sviluppo di componenti per la produzione di armi nucleari, si tratta dell’impianto dell’Università Malek Ashtar.
La geolocalizzazione ricavata da informazioni OSINT suggerisce che un missile iraniano venerdì abbia colpito un rifugio antiatomico a Dimona. Questo probabilmente indica che l’Iran era a conoscenza del fatto che gli scienziati nucleari israeliani avrebbero potuto utilizzare questo rifugio, poiché si trova a soli 10 chilometri dall’impianto nucleare di Dimona. Channel 12 ha riportato 20 feriti. Secondo Ynet, l’attacco iraniano a Dimona ha causato 12 incidenti stradali.
Nella notte tra il 22 e la giornata del 23 marzo diversi razzi di Hezbollah lanciati contro il nord di Israele. Posti di blocco istituiti ad Ashkelon, con intensificata la sorveglianza a seguito dei colpi diretti di missili iraniani. Almeno due i lanci congiunti tra Guardie Rivoluzionarie e di Hezbollah.
Sirene in allarme per tutta la mattina in Israele immondo particolare: a Gaza a Tel Aviv. Un bombardamento diretto su Ashkelon. Al Mayadeen: “I media israeliani riferiscono che, a seguito del ribaltamento di un veicolo che trasportava lanciarazzi terra-terra, due soldati sionisti sono rimasti feriti”. Lanci registrati su Kiryat Shmona almeno in tre diversi momenti. Di nuovo sotto attacco a Dimona. Un morto registrato ad Ashkelon.
Intorno alle 14:20 sirene suonano a Dovev, Yiftah, Malkia, Ramot Naftali e Kfar Giladi, Misgav Am per timore di droni infiltrati. Sarebbero numerosi i morti e feriti a Kiryat Shmona dopo i bombardamenti di Hezbollah. Media israeliani: 5 attacchi su Kiryat Shmona e 4 siti di caduta dei razzi nell’insediamento. Hezbollah ha rivendicato attacco alle 15:00 contro la località con attacco di droni suicidi.
Allarmi di sirene ancora alle 15:00 a Metulla e Misgav Am per infiltrazioni di droni dal Libano. L’esercito di Israele in risposta minaccia di bombardare uno dei principali ponti a sud del Libano.
Nel fine settimana sono ripresi gli scontri di artiglieria sui quartieri orientali della città di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.
Le forze americane lasciano l’Iraq e vanno verso la Giordania attraverso il valico di Trebil in seguito agli attacchi della resistenza irachena. Scortate da unità del Servizio Antiterrorismo iracheno. Ritiro anche dei consiglieri militari stranieri dall’Iraq. Una fonte della sicurezza ha riferito del ritiro di consiglieri militari stranieri dal Comando delle Operazioni Congiunte in Iraq.
Hezbollah dal Libano ha condotto 63 operazioni contro Israele in 24 ore, superando il precedente record di 55 stabilito due giovedì scorso. Rivendicato abbattimento di un Hermes 450 sopra la città di Bint Jbail, nel Libano meridionale, durante gli scontri nella zona di confine.
La CNN riporta l’uccisione di 4 giovani sorelle uccise da un raid aereo israeliano nel Libano meridionale. Canali israeliani lamentano: “Si sta verificando un grave sviluppo nella guerra sul fronte settentrionale, dove un drone proveniente dal Libano ha lanciato due missili contro due veicoli in Israele al confine con il Libano, causando la morte degli occupanti. Questa è la prima volta che Hezbollah utilizza un drone per un attacco aereo”. Il 23 marzo gli iraniani hanno lanciato missili in recenti attacchi contro le aree in cui si sta radunando l'”esercito israeliano” nel nord e in profondità nel sud del Libano.
Nel fine settimana si sono verificate delle esplosioni nella periferia di Damasco. Le esplosioni sarebbero state causate dall’intercettazione di missili iraniani da parte dei sistemi di difesa aerea israeliani nello spazio aereo regionale.
In Iraq il 21 marzo, la Direzione dell’intelligence irachena ad Al-Mansoura è stata colpita da un attacco di droni. Il Dipartimento di Stato ha invitato i cittadini americani a lasciare l’Iraq. Il 23 marzo Aerei da guerra israelo-americani hanno bombardato il quartier generale delle Forze di Mobilitazione Popolare nella provincia di Anbar, in Iraq. Gli americani hanno fatto detonare attrezzature leggere e medie vicino alla pista 33 della base Victoria a Baghdad, poco prima di annunciare la sconfitta e lasciare Baghdad.
Sempre il 23 marzo dall’ìIran i Pasdaran hanno rivendicato nella 75 ondata di attacchi, uno su larga scala contro posizioni e assembramenti separatisti a Erbil, nel Kurdistan iracheno.
Durante gli attacchi del 5-6 marzo alla base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, le schegge hanno causato danni lievi a due caccia Eurofighter Typhoon italiani presenti nella base. Gli obiettivi avversari dell’Iran in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait sono attualmente presi di mira con missili balistici e droni. Il 23 marzo un caccia F-15 americano si è schiantato in Kuwait. L’emittente irachena Al-Ahed ha riportato che un caccia americano è stato colpito in volo sopra l’Iran. L’emittente ha specificato che il caccia si è schiantato poche ore fa in Kuwait.
Il 22 alle 23:30 circa, nuove esplosioni alla base aerea King Salman in Arabia Saudita.
Il Ministero della Difesa del Bahrein: “Dall’inizio della guerra, abbiamo intercettato 246 droni e 145 missili lanciati dall’Iran”. Un intercettore missilistico Patriot statunitense potrebbe aver causato l’esplosione del 9 marzo in Bahrein che ha ferito 32 persone e distrutto case, riporta Reuters, citando un’analisi dell’attacco del Middlebury Institute of International Studies. Il Bahrein e gli Stati Uniti hanno attribuito la responsabilità l’attacco a un drone iraniano. Le autorità del Bahrein, in risposta alle domande dell’agenzia, hanno riconosciuto che un missile Patriot ha intercettato il drone sopra l’isola di Sitra, vicino alla capitale Manama e a una raffineria di petrolio.
Il 23 marzo alle 23:00 circa submunizione missilistica iraniana nei cieli del Bahrein, Manama. Sono state segnalate diverse esplosioni e incendi.
Financial Times; “negli attacchi agli impianti di produzione di QatarEnergy a Ras Laffan, l’Iran ha utilizzato “missili sofisticati” la cui manovrabilità ha permesso loro di eludere i sistemi di difesa aerea Patriot statunitensi”.
Il 22 marzo, il centro di controllo marittimo britannico ha riferito nella notte che l’Iran ha lanciato un attacco fallito contro una nave al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. Aerei passeggeri di Emirates e Saudi Airlines sono stati danneggiati in un attacco iraniano mentre erano parcheggiati all’aeroporto di Dubai all’inizio della guerra. Il 23 intorno alle 12:00 missili balistici in arrivo su Abu Dhabi, contro obiettivi statunitensi
La Gran Bretagna ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare gli aerei RAF Fairford e Diego Garcia per colpire le postazioni missilistiche iraniane che prendono di mira le navi nello Stretto di Hormuz. Il 22 marzo il Comando della Difesa Aerea iraniana: “Questa mattina abbiamo aperto il fuoco contro un caccia F-15 vicino all’isola di Hormuz, nel sud dell’Iran. Sono in corso indagini per determinare la sorte del velivolo”. Navi portacontainer con a bordo migliaia di auto nuove sono attraccate all’isola di Lamu, al largo della costa del Kenya, nell’Oceano Indiano, a causa di problemi di navigazione nello Stretto di Hormuz. Nei giorni scorsi, 4.200 auto, destinate a Dubai dal Giappone e dalla Cina, sono state scaricate nell’area portuale dell’isola di Lamu. Saudi Aramco ha ridotto le forniture di greggio agli acquirenti asiatici per il mese di aprile, la società fornirà ai clienti con cui ha stipulato contratti solo petrolio greggio Arab Light, esportato dal porto di Yanbu, nel mese di aprile.
“Gli Stati Uniti dovranno affrontare una risposta senza precedenti se tenteranno di impadronirsi dell’isola iraniana di Kharg”. Secondo Tasnim, gli alleati dell’Iran potrebbero destabilizzare la situazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb in risposta.”Quasi quaranta navi mercantili sono in attesa del permesso dell’Iran per attraversare lo Stretto di Hormuz.” Riferiscono giornalisti iraniani,
Nella giornata del 23 marzo gli attacchi israelo-americani sono concentrati sulle città che si affacciano sullo Stretto di Hormuz. L’Iran ha attaccato per la prima volta la base militare anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. Un missile ha avuto un malfunzionamento in volo e la nave americana ha lanciato un intercettore SM-3 per il secondo. L’isola si trova a quasi 4.000 km dall’Iran. Probabilmente usato il missile Khorramshahr-4.
Il 23 marzo il dal quartier generale centrale iraniano Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaghari: “Le forze statunitensi e israeliane sono costantemente monitorate dai servizi segreti iraniani. L’esercito ha utilizzato droni kamikaze Arash-2 a partire dal 21 marzo, prendendo di mira siti aerospaziali vicino alla base aerea Ben Gurion e aerei da ricognizione statunitensi presso la base aerea Prince Sultan (Al-Kharj). È stata lanciata la “Wave 74” dell’operazione True Promise 4 con nuove tattiche contro le basi statunitensi e i territori occupati del centro e del sud del paese. La base statunitense King Sultan, la Quinta Flotta statunitense e le posizioni di Komala sono state colpite con missili Emad, Fateh, Qiyam e droni d’attacco. Basi e centri di sicurezza a Tel Aviv, Petah Tikva, Holon e Ramat Gan colpiti da missili Kheibar Shekan, Qadr e Khorramshahr-4. Inoltre il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane: £Vi avvertiamo per l’ultima volta: al minimo attacco alle nostre infrastrutture, distruggeremo tutte le infrastrutture di Israele”.
L’“Onda 75” ha preso di mira nuovi schieramenti di truppe e siti di occultamento nei territori israeliani. La base aerea Prince Sultan è stata nuovamente colpita con missili balistici. L’Iran avverte che le truppe statunitensi e israeliane nascoste negli insediamenti (ad esempio, Arad) rimangono vulnerabili. Afferma che il CENTCOM ha causato disagi, indebolito la rete di difesa e alterato gli equilibri di guerra”.
Nel fine settimana i bombardieri strategici B-52H statunitensi sono in viaggio per lanciare un nuovo attacco missilistico contro l’Iran su Teheran. 10-15 caccia israeliani hanno attaccati Teheran, Shiraz, Abadan e Khoramashahar. Attacchi sono stati segnalati anche a Bandar Anzali, sul Mar Caspio.
La mattina del 21 marzo, gli Stati Uniti e Israele hanno colpito il complesso di arricchimento dell’uranio Shahid Ahmadian-Roshun nella città iraniana di Natanz, secondo quanto riportato dall’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran. “Secondo una valutazione tecnica, non vi è stata alcuna perdita di materiale radioattivo e non sussiste alcun pericolo per i residenti delle aree circostanti”, ha dichiarato l’organizzazione in un comunicato sui social media. Secondo il comunicato, l’attacco costituisce una violazione del diritto internazionale e degli obblighi internazionali, incluso il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP)
Nella notte del 22 marzo ancora attacchi contro città iraniane da parte della coalizione Israelo-americana.
Le autorità iraniane hanno smentito le notizie sull’evacuazione di Natanz in seguito agli attacchi alle infrastrutture nucleari della città, riporta l’agenzia di stampa Tasnim.
Nelle prime ore del 23 marzo le IDF hanno lanciato una nuova ondata di “attacchi su vasta scala” contro le infrastrutture statali iraniane a Teheran. Civili morti a Khorramabad. Il raid aereo statunitense/israeliano di questa mattina presto su una zona residenziale di Khorramabad ha provocato la morte e il ferimento di diversi cittadini. Il corrispondente di Al Mayadeen a Teheran segnala attacchi aerei a nord e a ovest della capitale Teheran, nonché nella città di Karaj.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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