UCRAINA. L’ultima parola a Parigi

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I consiglieri politici del formato “Normandia” terranno un incontro faccia a faccia a Parigi il 25 gennaio; per la Federazione Russa ci sarà il vice capo dell’amministrazione presidenziale Kozak a darne notizia RIA Novosti. La macchina bellica procede invece velocemente in Ucraina.

A partire da oggi il personale non necessario dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Kiev rientra in patria. Mentre Israele ha evacuato il suo personale a partire da venerdì della scorsa settimana. Il Canada ha inviato 200 soldati a protezione della sua ambasciata a Kiev.

Per quanto concerne i Venti di Guerra, il personale militare britannico recentemente inviato in Ucraina per addestrare le forze armate ucraine all’uso dei sistemi anticarro, a quanto pare, è fatto da membri delle forze operative speciali. E come si suol dire, centinaia di truppe delle forze speciali britanniche potrebbero essere inviate nei paesi della Nato confinanti con l’Ucraina per essere un deterrente per la Russia. L’ambasciatore dell’Ucraina nel Regno Unito Vadym Prystaiko ha affermato di non escludere la possibilità che Kiev inviti truppe britanniche in caso di escalation della situazione in tutto il Paese. «La Russia sta creando questa nebbia di guerra semplicemente usandola come leva nei negoziati. Il nostro compito e i nostri partner è separare la verità dalla minaccia e capire quanto sia reale il pericolo, in modo che i metodi diplomatici non permettano il fase attiva della guerra per iniziare… Ad esempio, ieri mi è stato chiesto: inviteremo partner come la Gran Bretagna ad intervenire con veri soldati sul territorio ucraino, visto che siamo minacciati dalle forze armate molto più del nostro. Ho risposto: se la minaccia è reale, se ci sarà un inizio di operazioni attive, chiederemo qualsiasi cosa, comprese le truppe britanniche sui nostri territori», ha detto Prystaiko.

Gli Stati Uniti ogni giorno annunciano una nuova possibile opzione per la Russia per attaccare l’Ucraina; hanno espresso così tante opzioni che lo Stato Maggiore russo li ha derisi perché alle due precedentemente esistenti opzioni ne hanno aggiunte altre ventidue per un attacco all’Ucraina. Al momento comunque, gli ipotizzati scenari di guerra in Ucraina degli Stati Uniti hanno raggiunto quota 99, ma per chi vive in Europa l’occhio è puntato sulla Moldavia e la Transnistria. Il 22 gennaio un coscritto delle guardie di frontiera rumene è stato trovato morto al confine, ucciso da un colpo di balestra. La sua arma e i suoi effetti personali erano vicino al corpo. Nonostante gli incidenti ai confini, il presidente moldavo Maia Sandu afferma che non ci sono motivi di preoccuparsi per il personale militare russo in Transnistria. «Non abbiamo accesso alla regione della Transnistria per dire esattamente cosa sta succedendo lì. Non possiamo dire esattamente quante truppe russe ci siano ora. Ma stiamo monitorando la situazione. Non abbiamo informazioni che qualcosa sia cambiato lì rispetto a quanto sappiamo noi, non vedo alcun cambiamento, non c’è motivo di maggiore preoccupazione», ha detto Sandu il 22 gennaio in un’intervista al canale televisivo rumeno PRO TV.

Il 21 gennaio le richieste russe agli Stati Uniti, ritiro delle forze NATO dalla Bulgaria e dalla Romania, sono state valutate e respinte con le seguenti motivazioni: «La NATO respinge le richieste russe di ritirare le truppe dalla Bulgaria e dalla Romania. L’alleanza ha notato che ciò creerebbe una prima e una seconda classe dei suoi membri, il che è inaccettabile. La NATO ha aggiunto che avrebbe sempre risposto a qualsiasi deterioramento della sicurezza». La Russia ha continuato a trasportare mezzi e uomini in Bielorussia per le esercitazioni congiunte che si terranno dal 10 al 19 febbraio. Tra i mezzi fotografati diretti verso la Bielorussia i missili Iskander OTRK visti alla stazione di Osipovichi, nella Repubblica di Bielorussia. Il 22 dicembre i piloti dell’aeronautica e dell’esercito di Difesa aerea del distretto militare meridionale, schierati presso l’aeroporto di Krymsk nel territorio di Krasnodar, hanno praticato duelli aerei ed eseguito acrobazie aeree durante le esercitazioni. In particolare, i piloti hanno eseguito una serie di manovre acrobatiche, tra cui da segnalare il “Nesterov’s Loop”, “Pass at low speed”, “Knife” e altre a intervalli minimi, distanze, a varie altitudini da 200 a 1.500 m e velocità da 200 a 800 km/ora, informa il Distretto russo. Esercitazioni tattiche per distruggere punti di tiro fortificati a lungo termine e veicoli corazzati per il trasporto di personale corazzato di un finto nemico da lanciafiamme si sono svolti sul territorio della regione di Voronezh, ha affermato il distretto militare occidentale.

Negli States, il senatore Chris Murphy, tornato da una visita bipartisan in Ucraina, ha dichiarato: «Sono preoccupato che Zelensky a volte sembri più interessato alle battaglie su Twitter con i leader americani che alla difesa del proprio paese»; inoltre un aereo con 90 tonnellate di armi e munizioni cedute dagli Stati Uniti è arrivato in Ucraina. La conferma è arrivata anche via Twitter dall’Ambasciata degli Stati Uniti a Kiev. Il carico secondo fonti russe include 90 tonnellate di armi letali, comprese le munizioni.

Il 22 gennaio in Ucraina, paradossalmente, ricorreva la Giornata dell’unità dell’Ucraina. Ovvero la proclamazione nel 1919 dell’Atto di riunificazione della Repubblica popolare ucraina e della Repubblica popolare ucraina occidentale in un unico stato ucraino.

In altre parole sembra che Zelensky sia molto proiettato sulla guerra che pensa si combatta con le armi, ma dovrebbe pensare che serve anche del personale formato e addestrato e che in Ucraina non c’è. Sulla linea del fronte con il Donbass spesso vengono mandati militari che non hanno nemmeno completato l’addestramento all’uso delle armi e altrettanto spesso si registrano morti da incidenti anche solo per pulire le armi.

La Germania non ha concesso all’Estonia l’approvazione per la fornitura di armi di origine tedesca all’Ucraina. Si tratta di obici prodotti in Urss e situati nel territorio della Ddr. Il permesso di inviare questa artiglieria in Ucraina è richiesto dalla legge tedesca. Il vertice della Marina tedesca, ammiraglio Kai-Achim Schönbach, ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin «vuole e probabilmente merita rispetto». Il ministro della Difesa tedesco, Christine Lambrecht, ha dichiarato che le forniture di armi non aiuteranno Kiev a risolvere il conflitto nel Donbass. Alle parole del Ministro tedesco hanno fatto eco quelle del ministro per gli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba: «Le parole della Germania sull’impossibilità di fornire armi, il mancato ritorno della Crimea e l’esitazione a disconnettere la Federazione Russa da Swift non corrispondono al livello delle relazioni».

L’unico raggio di sole in questa tempesta di minacce di guerra, la notizia del futuro incontro tra il ministro degli Esteri britannico Liz Truss con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Truss si recherà in visita a Mosca a febbraio per colloqui, secondo TASS e RIA Novosti, che citano fonti diplomatiche.

Graziella Giangiulio