CINA. Pechino sempre più vicina a Mosca in caso di guerra

447

Il commercio tra la Cina e la Russia sta raggiungendo nuovi massimi mentre la contrapposizione con l’Occidente avvicina i paesi. Il giro d’affari tra Cina e Russia ha raggiunto il record di 146,88 miliardi di dollari nel 2021, con un aumento del 35,8% rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’Amministrazione generale delle dogane cinesi.

Il mese prossimo, il presidente russo Vladimir Putin parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Pechino e incontrerà il presidente cinese Xi Jinping. I leader dovrebbero firmare una serie di accordi politici ed economici, incluso un contratto finale per il gasdotto Power of Siberia-2.

Lo stallo tra la Russia e l’Occidente sull’Ucraina, che potrebbe portare nuove sanzioni contro Mosca, sta rafforzando ancora di più il legame del Cremlino con Pechino, riporta Nikkei Asia. L’attuale assertività del Cremlino starebbe ad indicare che Mosca ha una certa fiducia di poter contare su Pechino come aiuto.

Negli ultimi dieci anni, Mosca e Pechino hanno cercato di integrare i legami politici con una maggiore cooperazione economica. Il commercio tra i due paesi è aumentato del 167% dal 2010, con la crescita più significativa negli ultimi anni. L’aumento del commercio è stato aiutato da una serie di mega progetti energetici, come il gasdotto Power of Siberia-1 da 55 miliardi di dollari, il gasdotto Siberia orientale-Oceano Pacifico da 25 miliardi di dollari e l’impianto di lavorazione del gas Amur da 13 miliardi di dollari.

La Russia e la Cina hanno promesso di portare il loro fatturato commerciale a 200 miliardi di dollari entro il 2024. Le crescenti tensioni geopolitiche stanno dando ulteriore slancio a questo sforzo, rendendo i legami commerciali più forti con la Cina una necessità per il Cremlino.

Nelle ultime settimane, sia gli Stati Uniti che l’Unione europea hanno minacciato nuove sanzioni contro la Russia a causa dall’ammassamento di oltre 100.000 soldati e attrezzature pesanti vicino all’Ucraina. L’amministrazione di Joe Biden ha espresso la preoccupazione che il dispiegamento di massa sia un segno che la Russia si sta preparando a invadere il suo vicino nel corso del prossimo mese.

Il Cremlino nega che le sue manovre siano qualcosa di più di normali esercitazioni militari. Allo stesso tempo, la Russia ha spinto gli Stati Uniti e la Nato a fornirle “garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti” che l’alleanza non avrebbe ammesso l’Ucraina come membro e avrebbe ritirato tutte le sue infrastrutture militari alle posizioni che aveva nel 1997, l’anno in cui la Russia e la Nato hanno firmato un accordo sulle relazioni.

Durante una riunione del consiglio della difesa alla fine del mese scorso, Putin ha avvertito che la Russia era pronta a prendere misure “militari-tecniche” se l’Occidente avesse rifiutato di soddisfare le sue richieste.

Rivolgersi alla Cina potrebbe aiutare la Russia a ridurre il colpo delle nuove sanzioni occidentali in due modi principali. In primo luogo, la Russia avrebbe bisogno di elaborare un piano per gestire i pagamenti transfrontalieri con la Cina nel caso in cui Mosca sia bloccata dal sistema bancario internazionale Swift; in secondo luogo, la Russia potrebbe sostituire alcuni prodotti high-tech occidentali con omologhi cinesi.

L’avvicinamento sino-russo potrebbe anche rischiare di esacerbare lo squilibrio economico tra i due paesi. Nel 2021, la Cina ha rappresentato circa il 18% del fatturato commerciale complessivo della Russia, rendendola il primo partner di Mosca per oltre un decennio. Al contrario, la quota russa del fatturato commerciale cinese di 6,51 trilioni di dollari ammonta a poco più del 2%.

Anna Lotti