
“Il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: Decine di migliaia di persone sono state uccise nella Striscia di Gaza, i loro nomi sono sconosciuti, e abbiamo bisogno di un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente nella Striscia. L’unica via per la pace è una soluzione a due stati, ma l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania mina le prospettive di una soluzione politica”. Le Nazioni Unite hanno sancito due Stati in un unico territorio. Anche il Lussemburgo, Monaco, Andorra, San Marino e Olanda si sono uniti agli Stati che riconoscono la Palestina.
Il gruppo di pressione ebraico americano “J Street”: “Accogliamo con favore la crescente ondata di riconoscimento dello Stato di Palestina. Quanto sta accadendo conferma un ampio consenso internazionale sul fatto che la soluzione dei due stati sia la via per porre fine al conflitto israelo-palestinese”. Di diverso parere il primo Ministro Benjamin Netanyahu che ha promesso ritorsioni verso quei paesi che riconosco la Palestina.
La bandiera palestinese è stata issata a Londra presso l’ambasciata dello Stato di Palestina, ora riconosciuta. Il Telegraph riporta: “Dopo aver annunciato il riconoscimento di uno Stato palestinese, il Primo Ministro britannico Keir Starmer spiegherà agli alti funzionari dell’Autorità Nazionale Palestinese che devono cessare completamente i pagamenti alle famiglie dei terroristi prima che Londra stabilisca relazioni diplomatiche formali con loro”.
Mahmoud Abbas: “Condanniamo la narrazione israeliana di un Grande Israele… rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza nazionale araba e alla pace internazionale.” E ha anche chiesto: “Invitiamo i paesi che non hanno ancora riconosciuto lo Stato palestinese a farlo. Abbiamo riconosciuto il diritto di Israele a esistere e a continuare a farlo. Sottolineiamo la nostra disponibilità a collaborare con i nostri partner per attuare il piano di pace entro un lasso di tempo definito”. “Hamas non farà parte del governo di Gaza. L’Autorità Palestinese, con la partecipazione internazionale, assumerà il governo tramite un comitato amministrativo temporaneo collegato al governo palestinese in Cisgiordania”
Il Presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo designando il movimento Antifa come organizzazione terroristica nazionale. Secondo diverse fonti, l’ambasciata statunitense a Baghdad ha recentemente informato alti funzionari iracheni di imminenti attacchi israeliani e statunitensi contro organizzazioni sciite in Iraq sostenute dall’Iran. Ciò riguarda specificamente i seguenti gruppi: Hashd al-Shaabi e Kataib Hezbollah (Hezbollah Iraq).
Hamas ha riferito che è disposto a rilasciare metà degli ostaggi in cambio di una tregua di 60 giorni. Israele conferma l’esistenza della lettera. In difesa di Hamas il presidente turco Erdogan: “Non vedo Hamas come un’organizzazione terroristica. Al contrario, la vedo come un gruppo di Resistenza”
Dall’Iran il parlamentare iraniano Abulfazl Zahravand afferma che la Russia ha temporaneamente fornito all’Iran nuovi caccia MiG-29. Ha confermato che le consegne di Su-35 I caccia continuano e l’Iran vuole anche acquistare i sistemi di difesa aerea HQ-9 dalla Cina. “Anche gli S-400 stanno arrivando, e sono già arrivati”, ha osservato il parlamentare. In Iran si aspettano un attacco quanto prima.
Il presidente ad Interim della Siria, Mohammad al Jawlani ha incontrato ieri a New York il Segretario di Stato, Marco Rubio. Anche il presidente del Libano ha incontrato il Segretario di Stato: Aoun ha chiesto a Rubio di aiutarlo a confermare l’impegno di Israele alla dichiarazione di cessazione delle ostilità nel Libano meridionale. Ha chiesto a Rubio di supportare l’esercito libanese con equipaggiamenti e rifornimenti affinché possa svolgere i suoi compiti.
Manifestazioni in Italia per la Palestina, a Milano disordini hanno portato al ferimento di almeno 60 agenti di polizia.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari. In Siria secondo fonti israeliane, l’aeroporto internazionale di Damasco sarà trasferito all’aeroporto militare di Mezzeh per iniziare l’evacuazione e la consegna del sud. L’attuale aeroporto internazionale di Damasco si trova all’interno della no-fly zone israeliana.
In Giordania per ordine del Primo Ministro il valico al Al-Linbi è chiuso fino a nuovo avviso.
Nella notte del 22 settembre sirene ad Eilat per timore di infiltrazioni di droni dallo Yemen. Le forze armate yemenite hanno lanciato un attacco suicida con un drone contro le posizioni militari israeliane nella città portuale di Eilat. La penetrazione del drone ha attivato le sirene di allarme nella zona di Shchoret, a nord di Eilat. L’esercito israeliano ha affermato che le sirene di Shchoret erano il risultato di un falso allarme. Tuttavia, i media israeliani hanno riportato esplosioni e l’attivazione di sistemi di difesa aerea su Eilat. Shchoret è una zona industriale chiave a nord di Eilat. La dichiarazione dell’esercito israeliano che attribuisce l’allarme a un errore di identificazione sembra essere un tentativo di minimizzare l’incidente.
L’’Autorità Marittima Britannica: “Abbiamo ricevuto una segnalazione di un incidente a 120 miglia a est di Aden, Yemen”. I media parlano di esplosione. Secondo il capitano della nave, un’esplosione si è verificata nei pressi dell’imbarcazione. Tuttavia, la nave e il suo equipaggio sono rimasti illesi e stanno proseguendo il loro viaggio verso il porto successivo.
Saraya al-Quds bombarda i veicoli israeliani penetrati nel quartiere di Tal al-Hawa a Gaza City. Da Gaza City Nagham Abu Hamila, inviato per la Global Sumud Flotilla da Gaza City, Gaza ha scritto: ”Questo è un messaggio urgente da Gaza. I carri armati delle IDF sono ora vicino all’Università Islamica, proprio nel cuore di Gaza City. Migliaia di civili sono ancora intrappolati lì. La situazione è critica; le persone stanno esaurendo la loro sicurezza, i loro rifugi e il loro tempo. Siamo già stati sfollati, ma molti rimangono in pericolo. Il mondo deve agire ora. Per favore, non rimanete in silenzio; alzate la voce, condividete questo messaggio e chiedete la fine immediata di questa violenza.”
Fumo molto denso a seguito della potente esplosione delle autobombe nel quartiere di Sabra a Gaza City. Israele continua a bombardare torri ed edifici residenziali con missili per sfollare i residenti da Gaza City.
Carri armati israeliani sparano contro i palestinesi in via Al-Nasr, a ovest di Gaza City. Morti e feriti mentre Israele prende di mira un gruppo di palestinesi nel campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza City. Le IDF annunciano un altro militare morto negli scontri.
Il 22 pomeriggio le Brigate Qassam hanno preso di mira un carro armato israeliano Merkava con due missili “Yassin 105” vicino alla moschea “Al-Anbashi Hassan” nel quartiere di Tal al-Hawa, a sud di Gaza City.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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