
Trump ha descritto la situazione a Gaza come un disastro, dichiarando che Washington deve occuparsene. Bishara Bahbah, stretto collaboratore di Trump che ha contribuito a mediare l’accordo che ha portato al rilascio di Idan Alexander, ha rilasciato una dichiarazione secondo cui: “Le controverse proposte recentemente presentate ad Hamas dall’amministrazione statunitense miravano a riunire tutti i leader di Hamas in un’unica stanza a Doha per discutere con l’obiettivo di eliminarli”.
Nel fine settimana alla Riunione dell’Onu, molti stati occidentali hanno riconosciuto la Palestina come uno stato: Canada, Australia, il Regno Unito, Portogallo, Malta. Tutti hanno detto che il riconoscimento della Palestina non è un premio ad Hamas contestando le parole del primo Ministro Benjamin Netanyahu. Inaugurata l’Ambasciata di Palestina a Londra.
Macron ha dichiarato che la Francia non considera ciò che sta accadendo a Gaza un genocidio: “Questa non è solo una dichiarazione politica. Solo giudici o storici possono riconoscere qualcosa come genocidio sulla base di un insieme di prove, una chiara base giuridica ed elementi evidenti”.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha parlato con i leader dell’opposizione nel Regno Unito: il leader del Partito Conservatore Nigel Farage e il leader del Partito Riformista. Farage, nella conversazione (come già fatto pubblicamente in precedenza), ha espresso chiaramente la sua posizione in merito La mossa errata del governo britannico di riconoscere uno stato palestinese. Saar ha ringraziato Farage per la sua amicizia e gli ha detto che Israele sa distinguere tra il popolo britannico e il suo governo.
Il Segretario Generale di Hezbollah Naim Qassem invita l’Arabia Saudita a “voltare pagina” e ad avviare un nuovo dialogo con l’organizzazione.
Il Qatar chiede le scuse di Israele per l’attacco di Doha, al fine di riprendere la mediazione per l’accordo sugli ostaggi, secondo due fonti a conoscenza dei dettagli. La fonte a conoscenza dei dettagli ha osservato che i qatarini potrebbero accettare le scuse israeliane per la morte di un agente di sicurezza qatariota nell’attacco israeliano, un risarcimento per la sua famiglia e la promessa di non violare la sovranità del Qatar in futuro.
Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che le autorità del Paese risponderanno ufficialmente la prossima settimana al riconoscimento della Palestina da parte di diversi altri Paesi. Ha anche affermato che uno Stato palestinese “non verrà mai creato”. Netanyahu in una riunione di governo ha affermato che: Ci sono progressi nei negoziati con la Siria, ma ha sottolineato: “Non è ancora il momento”.
Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha detto che l’Autorità Nazionale Palestinese deve essere smantellata, e questo è il momento giusto.
L’ex primo Ministro israeliano Naftali Bennett: “La stragrande maggioranza dell’opinione pubblica israeliana, sia di sinistra che di destra, respinge fermamente la vergognosa decisione della Gran Bretagna di riconoscere uno Stato palestinese”. Esperti israeliani sui leader di Francia e Gran Bretagna: I tempi difficili producono uomini forti, gli uomini forti creano tempi buoni, i tempi buoni producono uomini deboli, gli uomini deboli portano a tempi difficili.
Il Direttore del Mossad David Barnea: “Abbiamo dimostrato le nostre capacità e ciò che siamo disposti a fare per garantire la sicurezza di Israele. Continueremo a sviluppare e rafforzare le nostre capacità in Iran. Monitoreremo attentamente ciò che accade a porte chiuse in Iran e non permetteremo che idee che potrebbero danneggiare la nostra sicurezza prendano piede”.
Il presidente siriano il 21 settembre è arrivato a New York: per la prima volta da decenni, un presidente siriano parlerà all’ONU, anche Erdogan è arrivato a New York per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ha confermato che incontrerà Al Jawlani/Ash-Shara e Trump.
La polizia e le truppe dell’IDF hanno scoperto diversi fucili automatici e parti di armi vicino al valico di Allenby, (valico con la Giordania) dove è avvenuto l’attacco, secondo quanto riferito dalle autorità. In una dichiarazione congiunta, la polizia e l’esercito israeliani hanno riferito che durante una perquisizione a sud del valico, poco dopo l’attacco, le forze hanno trovato una borsa contenente diverse armi e parti di armi destinate a essere introdotte clandestinamente in Israele attraverso la Cisgiordania. I tentativi di contrabbandare armi attraverso il confine giordano sono comuni.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle 16:00 del 22 settembre. Numerosi veicoli blindati dell’esercito egiziano avvistati vicino al confine israeliano.
Dal Libano si apprende che attacchi israeliani hanno ucciso quattro cittadini statunitensi. Attacco con drone a Bint Jbeil: colpita anche una moto. 300 libanesi sono stati uccisi da novembre 2024. Spari contro la città di Houla.
Continuano glia attacchi a Gaza. Le IDF hanno annunciato una ampliamento delle operazioni a Gaza. “Una divisione corazzata amplierà le operazioni militari a Gaza City”. Hamas ha postato un video in cui si dice che per i prigionieri il tempo stringe, sostenendo che se Israele non interrompe i bombardamenti i prigionieri verranno uccisi. Nella giornata del 22 settembre si sono verificati due distinti incidenti di sicurezza nella parte settentrionale di Gaza/Gaza City.
I media israeliani riportano che un veicolo da trasporto “Namer” è stato colpito da un missile antiaereo 9M133 Kornet di fabbricazione russa, causando il ferimento di 5 soldati delle IDF, uno dei quali in condizioni critiche ma senza pericolo di vita. Inoltre, scontri con armi leggere hanno ferito un soldato delle IDF in un altro incidente.
Secondo Hamas cinque soldati israeliani sono rimasti feriti, uno dei quali gravemente, a seguito del lancio di un missile anticarro contro un veicolo trasporto truppe blindato “Namer” nella Striscia di Gaza.
Portavoce dell’esercito israeliano: “Un ufficiale è rimasto ferito in modo moderato questa mattina a causa di colpi d’arma da fuoco durante un’operazione militare a nord della Striscia di Gaza”.
Secondo i media israeliani: Tre membri di Hamas hanno lanciato questa mattina un attacco contro le forze israeliane nel quartiere di Sheikh Radwan, alla periferia di Gaza City, con razzi RPG e fuoco di cecchini. La Radio dell’esercito israeliano ha spiegato che un razzo è stato lanciato dalla Striscia di Gaza verso Nahal Oz ed è stato effettuato un tentativo di intercettazione. Si registra anche uno scontro diretto, faccia a faccia, a pochi metri di distanza tra un membro delle forze israeliane della Brigata Givati e tre uomini armati palestinesi nel quartiere di Sheikh Radwan nella Striscia di Gaza. Un comandante di compagnia è rimasto gravemente ferito.
Le Brigate Al-Qassam rivendicano attacco del 19 settembre: “Abbiamo preso di mira un carro armato sionista Merkava con un ordigno da attacco al suolo altamente esplosivo vicino alla moschea di Al-Baraa, a sud del quartiere di Sabra, a sud di Gaza City”.
L’aviazione di Israele il 22 settembre ha bombardato il quartier generale degli aiuti medici a ovest di Gaza City.
Il Ministero della Salute palestinese nella Striscia di Gaza ha annunciato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza ha raggiunto quota 65.283.
L’Ufficio stampa governativo a Gaza: “Nell’ambito della “ingegneria della fame”, Israele continua a chiudere il cosiddetto “valico di Zikim” e ha impedito l’ingresso di aiuti e camion per 10 giorni senza motivo, riducendo inoltre gli aiuti attraverso i valichi di “Kerem Abu Salem” e “Kisufim”, che ha chiuso per diversi giorni nel periodo precedente”.
“Confermiamo che la Striscia di Gaza necessita di oltre 600 camion di aiuti umanitari al giorno per garantire i bisogni minimi di oltre 2,4 milioni di persone, in un contesto di quasi totale collasso delle infrastrutture dovuto alla guerra e allo sterminio in corso. Riteniamo Israele e i suoi alleati pienamente responsabili dell’escalation del disastro umanitario e chiediamo alle Nazioni Unite, ai paesi arabi e islamici e alla comunità internazionale di adottare misure serie e immediate per aprire i valichi e garantire il regolare flusso di aiuti umanitari”. Chiediamo che Israele assuma le proprie responsabilità per i suoi orribili crimini contro civili disarmati.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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