#ISRAELHAMASWAR. Israele avanza a nord-est e sud di Gaza. La guerra non finirà in poche settimane

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Secondo la Israeli Broadcasting Corporation: Circa 100 soldati israeliani sono rimasti feriti agli occhi e alcuni sono rimasti ciechi durante le battaglie in corso a Gaza. Il pericolo maggiore è dettato dai cecchini suoi tetti. Sono molti i racconti di cecchini che sparavano ai soldati colpendoli appunto agli occhi. Dall’inizio della guerra, 413 soldati e ufficiali sono stati uccisi nella Striscia di Gaza, di cui 88 uccisi in battaglie di terra all’interno della Striscia di Gaza. 

Secondo Yedioth Ahronoth: “Dopo 60 giorni di guerra nella Striscia di Gaza, 274 soldati dell’esercito israeliano sono entrati nello Sheba Medical Center, molti dei quali in reparti di riabilitazione”.

Tensioni si registrano anche sul fronte politico, Maariv, afferma che il ministro Binyamin Gantz ha risposto alle richieste di dimissioni dicendo che non prende decisioni politiche e fa ciò che ritiene nell’interesse di Israele. La guerra dunque va avanti nel segno della distruzione di Hamas. Circa mezzo milione di israeliani hanno lasciato Israele poco dopo la guerra e non sono ancora tornati.

Il WSJ, riferisce che secondo un un funzionario americano, Blinken ha informato il Consiglio di guerra israeliano della convinzione di Washington che il conflitto debba finire entro settimane, non mesi ma i funzionari israeliani non hanno offerto alcuna garanzia di porre fine alla guerra a Gaza entro poche settimane. Il fatto è che per il quotidiano Israel Today: “Non esiste un obiettivo reale e dichiarato per la battaglia che l’esercito “israeliano” sta conducendo sul fronte nord con Hezbollah, così come per il fronte sud a Gaza, poiché non è chiaro quale sia definizione del termine “eliminare Hamas””.

E ora a temere il peggio è chi vive al confine nord. Sempre il quotidiano israeliano Maariv citando il capo del Consiglio dell'”Alta Galilea” scrive: “Hezbollah, con una piccolissima parte delle sue forze, è riuscito a portare alla follia l’intera regione e a costringere 300.000 coloni alla fuga”. Nel frattempo la testata Al-Akhbar riferisce che America e Francia minacciano il Libano: ritiro della resistenza dal sud o guerra. La situazione dunque sembra declinare nel peggiore dei modi. 

Il comandante del Comando Sud, generale Yaron Finkelman, nella sua valutazione del 6 dicembre della situazione nel sud di Gaza ha dichiarato: «Il combattimento a Khan Yunis è uno sforzo chiave. Stiamo andando avanti con gli obiettivi sul fronte».

Il 7 di dicembre ancora si combatteva a Khan Yunis le stesse al Qassam scrivevano: «I mujaheddin di Al-Qassam sono impegnati in violenti scontri con le forze di occupazione su tutti i fronti dell’incursione nella Striscia di Gaza». Secondo quanto riferito dai media delle Qassam, i cecchini di Al-Qassam hanno ucciso e ferito 6 soldati e hanno fatto saltare in aria una casa in cui erano asserragliati. Lo avrebbe fatto una forza speciale con un barile bomba. Hanno preso di mira anche un’altra forza barricata in una casa con missili antiuomo. Si può dire che la guerriglia urbana sebbene non fermi Israele e i suoi uomini è di certo fortemente ostacolata da case trappolate, cecchini, e strade minate. Nell’area di Khan Yunis si trovano anche le Brigate della Resistenza Nazionale.

Il sette di dicembre è stato caratterizzato per i violenti scontri alla periferia del quartiere di Shujaiya, nel nord della Striscia di Gaza. Le al Quds in un comunicato scrivevano: “I nostri mujaheddin sono impegnati in feroci scontri con i soldati nemici nell’asse Al-Taqaddum, nel quartiere di Al-Shuja’iyah, e stanno prendendo di mira tre veicoli militari con proiettili “tandom” e bombe “commander action”.

La Resistenza Islamica ha riassunto così le operazioni delle ultime 24 ore. Alle 23 del 6 dicembre: Settore orientale: 1- Alle 13:00, preso di mira il sito radar. 2- Alle 14:10, il sito di Ruwaisat al-Qarn nelle fattorie libanesi occupate di Shebaa è stato preso di mira con un missile guidato. 3- Alle 16:20, la caserma Honin (Ramim) è stata presa di mira.

Settore occidentale: 1- Alle 15:30, il sito di Al-Dhahira è stato preso di mira. 2- Alle 15:30, il sito di Hadab Al-Bustan è stato preso di mira con missili guidati. 3- Alle 15:50, un gruppo di soldati israeliani è stato preso di mira nel sito di Jal al-Alam. Vittime. 4- Alle 16:00, un gruppo di soldati israeliani è stato preso di mira a Karm al-Tuffah, vittime. 5- Alle 16:00, un gruppo di soldati israeliani è stato preso di mira nel sito di Tal Shaar di fronte alla città di Aita al-Shaab. Vittime. 6- Alle 16:15, il sito di Al-Malikiyah è stato preso di mira. 7- Alle 16:30 la posizione è stata presa di mira e colpita. 8- Alle 17:15, il sito navale di Naqoura è stato preso di mira.

A tutti questi attacchi Israele ha risposto alzando al difesa missilistica e gli aerei. Le truppe israeliane continuano a colpire l’enclave e ad avanzare ulteriormente nelle aree urbane di Gaza. Inoltre, unità IDF stanno combattendo nel sud del settore Gaga.

Nel nord-ovest, le truppe dell’IDF hanno circondato quasi completamente la cittadina di Beit Lahiya. Sul fianco occidentale sono in corso combattimenti vicino all’ospedale Kamal Adwan e sul fianco orientale, vicino alla scuola Shadiya Abu Ghazal.

A sud, le unità israeliane sono riuscite a penetrare in profondità nella città di Gaza dalla regione orientale di Al-Judaida. Se continuano a spostarsi verso nord, gli israeliani saranno in grado di dividere la parte settentrionale della Striscia di Gaza in molte altre sezioni.

Sono attive anche le forze palestinesi, che lanciano attacchi contro le posizioni dell’IDF nelle aree di Az-Zaytun e Sheikh Radwan. Nonostante tutti i tentativi, i militanti di Hamas non riescono a contenere l’avanzata delle truppe israeliane.

Nel sud dell’enclave, i soldati dell’IDF hanno compiuto progressi significativi, sfondando verso Khan Yunis. Sono avanzati rapidamente lungo l’autostrada Salah ad-Din e hanno raggiunto il sobborgo di Bani Suheila.

In Cisgiordania continuano gli scontri regolari tra la popolazione araba e le forze di sicurezza israeliane.

Per quanto riguarda la situazione al confine israelo-libanese, l’IDF e Hezbollah continuano a scambiarsi regolarmente colpi. Allo stesso tempo, gli israeliani hanno iniziato a utilizzare più attivamente i droni per la ricognizione delle aree lontane dal confine, compresa Beirut.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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