#ISRAELHAMASWAR. Scontri a Gaza nord, sud. Droni Houti contro Israele. 30 giorni di stop per gli ostaggi

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Dall’inizio della guerra a Gaza sono arrivate in Israele più di 10.000 tonnellate di aiuti militari, tra cui veicoli blindati, armi, munizioni, dispositivi di protezione individuale e attrezzature mediche. Il ministero della Difesa di Israele annuncia l’arrivo del 200esimo aereo di supporto militare statunitense dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza.

Il Ministero degli Esteri palestinese ha dichiarato che la decisione della Gran Bretagna di inviare aerei di sorveglianza su Gaza “è complicità nella guerra genocida israeliana”.

Brutte notizie per i familiari degli ostaggi: secondo la radio dell’esercito israeliano: “I servizi di sicurezza stimano che non ci sarà un’altra opportunità per un accordo per il rilascio dei detenuti prima di un mese e che l’operazione di terra continuerà fino ad allora”. L’esercito israeliano chiede alla Croce Rossa Internazionale l’accesso agli ostaggi detenuti da Hamas. Non c’è stata ancora risposta. Il Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliano ha aumentato il livello di minaccia per i cittadini che visitano decine di paesi stranieri, inclusa la Russia.

Fatah ha marciato nel centro di Ramallah condannando l’aggressione israeliana contro Gaza, i prigionieri e gli attacchi dei coloni. Le fazioni palestinesi hanno dichiarato: “Chiunque voglia proteggere il popolo palestinese a Gaza deve intervenire per fermare la guerra di genocidio e aprire i valichi”. 

Nella giornata del sei dicembre Israele ha annunciato l’arresto di 21 operatori sanitari a Gaza, compresi medici e autisti di ambulanze. Si apprende che gli israeliani del nord avvertono il governo: “Organizzeremo manifestazioni e scuoteremo Israele se non inizierete ad affrontare la situazione nel nord entro due giorni”. I coloni del sud di Tel Aviv, si legge sulla stampa israeliana, presentano una petizione alla Corte Suprema israeliana contro il fronte interno per non averli protetti dalle minacce missilistiche.

Le forze di difesa israeliane hanno riferito della scoperta di “uno dei più grandi depositi nascosti” nel nord della Striscia di Gaza e hanno affermato che le armi catturate sono state distrutte o portate via per studio. Nel video pubblicato dagli israeliani, si vedono solo pochi razzi, un paio di dozzine di proiettili per RPG-7 e un drone smontato. Erano inclusi anche modelli di fucili d’assalto Kalashnikov.

Pochi giorni dopo la ripresa della fase attiva delle ostilità nella Striscia di Gaza, l’aeronautica israeliana ha nuovamente lanciato diversi attacchi sulla Repubblica araba siriana. Quattro aerei da combattimento F-35I dalla base aerea di Nevatim, volando lungo la costa mediterranea ed entrando nello spazio aereo libanese, hanno lanciato otto munizioni aeree guidate in Siria.

Quattro sono state inviate nell’area di Deir Atiyah e gli altri quattro in un’area a 5 km a sud di Homs. L’obiettivo in entrambi i casi erano magazzini di gruppi filo-iraniani.

Al Jazeera ha detto per voce di un esperto militare che “Israele raggiungerà un vicolo cieco nella sua guerra nella Striscia di Gaza”. 

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornato alle ore 16:00 del 6 dicembre. 

L’esercito israeliano è impegnato in feroci scontri con Hamas a Gaza. Gli scontri armati si sono intensificati tra la resistenza e l’esercito di occupazione nell’area di Hamdan ad Al-Faluja, a ovest del campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza.

Gli aerei israeliani hanno preso di mira una piazza residenziale nel Blocco 2, provocando circa 100 morti. Tre ragazze della famiglia Zaher sono morte in seguito al bombardamento israeliano della moschea Al-Zawiya nel Blocco 5. I veicoli di Israele sono stazionati nelle aree meridionali di “Al-Faluga” e nelle aree settentrionali del campo di Jabalia, e i bombardamenti dell’artiglieria israeliana non si sono fermati.

Gli ospedali nel nord della Striscia di Gaza sono fuori servizio e sono presenti solo punti medici affiliati al Ministero della Salute e alla Mezzaluna Rossa. È stata creata una fossa comune nelle vicinanze del mercato del campo a causa della difficoltà di seppellire i morti nei cimiteri

Le forze israeliane avanzano e si ritirano nell’area del progetto Beit Lahia e nelle vicinanze della zona di Rabat e della Scuola Awni al-Hartani, che comprende sfollati.

Violenti scontri tra Hamas e le forze israeliane si registrano anche a est di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Secondo i media israeliani: “Gli scontri a Jabalia e nel quartiere di Shujaiya, nel nord della Striscia di Gaza, sono stati difficili, i più violenti dallo scoppio delle battaglie di terra. In un’altra espressione della gravità dei combattimenti ancora in corso, il portavoce dell’esercito “israeliano” ha annunciato ieri l’uccisione di sette combattenti nelle battaglie per il controllo del fronte orientale di Gaza City”.

Si registrano attacchi mirati israeliani anche in Cisgiordania nella città di Hizma, a nord-est della Gerusalemme. 

Israele nella giornata del 6 dicembre ha risposto a numerosi attacchi provenienti dal Mar Rosso anche con l’aiuto dell’Arabia Saudita. Tra questi uno sciame di droni. Almeno 16 razzi sono stati sparati contro Israele dal sud del Libano verso posizioni israeliane nell’Alta Galilea vicino all’insediamento di Matat. E altri 10 stati lanciati da Gaza verso Beersheba. I lanci sono stati rivendicati dalla Resistenza islamica irachena. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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