
Nella sola giornata del 14 ottobre sono rimasti feriti 125 soldati israeliani, di cui 116 al confine con il Libano, oltre all’attacco avvenuto alla base della Golani di Haifa. Mentre 9 soldati sono rimasti feriti nella Striscia di Gaza. Israele sta dunque pagando un alto prezzo per l’invasione di terra che prosegue su quattro diversi fronti. Mantre per quanto concerne la Striscia di Gaza l’obbiettivo ora è il pieno controllo dell’area nord.
Gli Stati Uniti schiereranno i sistemi di difesa missilistica THAAD in Israele per intercettare i missili balistici in caso di un altro attacco iraniano mentre è al vaglio degli inquirenti lo studio dei droni che hanno colpito la base Golani. Che sembrano essere fatti in carbonio ed avere avuto a bordo esplosivi diversi da quelli utilizzati fino ad ora dall’asse della resistenza.
L’attacco ad Haifa alla caserma Golani è stato rivendicato dalle Saraya Aliwa al Dam milizie irachene legate ad Hezbollah. A schierarsi con le Saraya Awliya al Dam: Hezbollah, la Resistenza Islamica, le Qassam, ala armata di Hamas, Ansar Allah, movimento Fatah Intifada e i comitati di resistenza in Palestina. Nell’attacco avrebbero perso la vita 4 militari e oltre 60 i feriti.
Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha parlato con il segretario alla Difesa Yoav Gallant e ha espresso le sue condoglianze ai soldati uccisi nell’attacco dei droni di Hezbollah. Austin ha riaffermato il profondo impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele, riflesso nell’annuncio del dispiegamento di THAAD in Israele nei prossimi giorni.
Inoltre, Austin ha ribadito che Israele deve adottare tutte le misure per garantire la sicurezza dei soldati dell’UNIFIL e dell’esercito libanese, e ha affermato che è necessario passare dall’azione militare a una soluzione diplomatica per consentire ai residenti su entrambi i lati del confine di tornare in patria. le loro case il più presto possibile.
Da Israele, il presidente dell’Alma Center, Sarit Zehavi, che è anche un ufficiale superiore della riserva, in una briefing organizzato dalla Jeruasalem Press Association, ha lasciato chiaramente intendere che uno degli obiettivi possibili della politica militare e diplomatica israeliana è ottenere il sostegno internazionale possibilmente trasformando il mandato UNIFIL di peacekeeping in un mandato di peaceenforcing, per far sì che la comunità internazionale combatta contro la struttura terroristica di Hezbollah, sull’esempio dell’impegno ONU storicamente tenuto nella guerra di Corea. Altro scenario lumeggiato da Zehavi è poi quello di una coalizione di volenterosi sul modello di quanto fatto per Daesh.
Il comandante delle forze di pace delle Nazioni Unite in Libano, Aroldo Lazaro, su X scrive: “Le forze di pace nel sud del Libano lavorano in condizioni difficili. Ieri ho potuto visitare le forze di pace italiane le cui posizioni erano sotto il fuoco dell’IDF, e ho visto nelle vicinanze violenti scontri tra l’IDF e le forze di Hezbollah. Sono incredibilmente orgoglioso del loro coraggio e della loro dedizione”.
Fonti palestinesi riportano che: “Si ritiene che il cittadino sudafricano Aaron Bayhak sia un membro dell’unità israeliana Refaim, una task force speciale all’interno delle Forze di difesa israeliane”. Secondo il giornalista palestinese Younis Tirawi il gruppo è responsabile dell’uccisione di civili nella Striscia di Gaza.
Secondo Channel 14: “Israele sta lavorando per creare una zona di sicurezza al confine con la Siria per prevenire incursioni armate nel suo territorio”.
L’IRGC ha annunciato che è stato ritrovato il corpo del comandante della Forza Quds Abbas Nilforoushan, ucciso insieme al segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah in un attacco israeliano a Beirut. La sua salma sarà trasportata in Iran per la cerimonia funebre e la sepoltura. Sempre dall’Iran per voce del ministro per Affari gli Esteri, Abbas Araghchi: “Teheran è assolutamente pronta per uno stato di guerra, ma aspira alla pace”. L’Iran, attraverso un intermediario, ha comunicato agli Stati Uniti che non avrebbe risposto in caso di un attacco israeliano limitato a determinati obiettivi, fonte la TV di stato israeliana. Oggi l’Iran ha incontrato gli Houthi.
Funzionari statunitensi ritengono che Israele abbia ristretto i suoi obiettivi in risposta all’attacco iraniano, che descrivono come infrastrutture militari ed energetiche iraniane.
Ed ora uno sguardo alla linea de fronte aggiornato alle ore 16:00 del 14 ottobre.
Sirene in azione nel Golan meridionale. Sirene in azione a: Ramot Naftali qui la Resistenza islamica ha rivendicato attacco, Hulam nell’Alta Galilea; a Kiryat Shmona in Galilea, la Resistenza Islamica ha rive dicato attacco con lanciamissili. Attaccata la Valle del Giordano dall’Iraq, le milizie filo-iraniane in Iraq rivendicano gli attacchi, due con drone. E ancora sirene in azione Maalot-Tarshiha, Tsiphon, Matat, Doviv, Alkush, Fasuta e Shtula e Sasa’a nella Galilea occidentale.
Le sirene risuonano ampiamente a Netanya e nei suoi dintorni, la Resistenza Islamica ha rivendicato attacco con una salva missilistica sulla caserma di Beit Lid, a est di Netanya.
Numerosi razzi caduti a Karmiel. Sono stati monitorati circa 15 lanci dal Libano. La maggior parte dei lanci è stata intercettata e sono stati rilevati numerosi atterraggi di razzi nell’area di Karmiel.
Complicata la situazione ad Haifa. Il quotidiano israeliano Jerusalem Post: “Non abbiamo mai visto un attacco UAV come questo prima. I droni sono stati inviati dal Libano nel mezzo di una raffica di razzi Hezbollah. L’arrivo è avvenuto mentre il personale della base si stava radunando nella sala da pranzo”. Il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, ha pubblicato oggi una foto di copertina che mostra un drone accanto alla didascalia: “Trasformare Haifa in Kiryat Shmona”. L’attacco sarà poi rivendicato dalle milizie irachene affiliate ad Hezbollah.
Comunicato IDF riporta: “Ieri (domenica), un UAV lanciato dall’organizzazione Hezbollah ha colpito una base militare adiacente a Binyamina. Tutti i feriti sono stati evacuati in ospedale e le loro famiglie sono state informate. Quattro soldati dell’IDF sono stati uccisi nell’incidente e altri sette sono rimasti gravemente feriti”.
Secondo i media israeliani: “Nell’attacco alla base israeliana, Hezbollah ha utilizzato UAV con struttura in fibra di carbonio, che la Russia utilizza in Ucraina”. A quanto pare questo tipo di droni sono difficili da rilevare utilizzando il radar. I droni d’assalto usati dalle milizie legati a Hezbollah,Saraya Awliya al-Dam, hanno operato nell’ambito dell’operazione “Khaybar” e lo squadrone di droni d’assalto è stato lanciato per colpire un campo di addestramento appartenente alla Brigata “Golani” a “Binyamina ”, a sud di Haifa.
Secondo Israel Today: 52 soldati israeliani della Brigata Golani sono ancora in ospedale, 8 dei quali in gravi condizioni. Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano, Herzi Halevy, durante la sua visita alla base Golani: “Siamo in uno stato di guerra e attaccare una base di addestramento in profondità è difficile e i risultati sono dolorosi”. Secondo la Radio dell’esercito israeliano: oltre ai droni 10 missili sono stati lanciati sulla città di Haifa. Tre hanno colpito gli obiettivi.
Nella mattinata del 14 ottobre il ministro della Difesa Yoav Galant è andato in visita alla base militare Golani: “Questo è un evento difficile e le sue conseguenze sono dolorose. Dobbiamo indagare, studiare i dettagli e imparare la lezione in modo rapido e professionale”.
La Resistenza Islamica ha lanciato nella mattinata del 14 di ottobre una salva missilistica contro la base navale “Stella Maris” a nord-ovest di Haifa.
Rivendicati dalla Resistenza Islamica anche attacchi in Libano contro militari Israeliani: contro raduno di forze israeliane a Labbouneh con un lanciamissili. E ancora un missile contro “le baracche Zibdin nelle fattorie libanesi di Shebaa”. Colpito raduno di soldati israeliani nel sud di Maroun al-Ras con proiettili. Sempre in Libano colpiti dalla Resistenza Islamica con un missile militari israeliani a Khaled el Ouard con un missile; agguato contro forze israeliane mentre cercavano di entrare a Ayta el Chaeb, i militari israeliani si sono ritirati; colpito un raduno di forze israeliane nel sito di Ruwaisat Al-Alam, sulle colline libanesi di Kfarchouba, con proiettili di artiglieria. La Resistenza Islamica afferma che “durante un tentativo di infiltrare una forza di fanteria israeliana nel territorio libanese dalla direzione della città di Markaba”, questa è stata preso di mira con proiettili di artiglieria.
A Gaza le al-Qassam annunciano l’attuazione di 5 operazioni sui fronti di combattimento nella Striscia di Gaza e annuncia il ferimento di alcuni soldati. I media di Gaza riferiscono di quattro morti e settanta feriti a seguito di un attacco israeliano contro un campo profughi vicino all’ospedale Shuhada al-Aqsa a Deir al-Balah, nel centro della Striscia.
La versione delle IDF è la seguente: “Sotto la direzione di IDF e dell’intelligence ISA, l’IAF ha condotto un attacco preciso sugli uomini di Hamas che operavano all’interno di un centro di comando e controllo nell’area di Deir al-Balah. Il centro di comando e controllo, che era incorporato in un complesso che in precedenza fungeva da ospedale “Shuhadah Al-Aqsa”, è stato utilizzato da Hamas per pianificare ed eseguire attacchi terroristici contro le truppe IDF e lo Stato di Israele”.
Le Brigate Al-Quds rivendicano diversi attacchi. Est del campo Jabaliya: bombardamento con colpi di mortaio le concentrazioni israeliane. E ancora una imboscata ha colpito la fanteria meccanizzata; rivendicato attacco con colpi di mortaio contro un gruppo di soldati e veicoli nemici israeliani a Jabal Al-Kashef. Prendono di mira due carri armati Merkava con proiettili Al-Yassin 105 vicino alla moschea di Al-Sarat nel quartiere di Al-Geneina nella città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza; e ancora rivendicano attacco con ordigno antiuomo “Tuono” l’attacco contro un certo numero di soldati israeliani mentre cercavano di entrare in una casa, facendo morti e feriti vicino alla moschea Al-Sarat ad Al-Jeneina quartiere, a est della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza.
Infine si segnalano scontri tra Hamas e forze israeliane nel campo di Jenin dopo aver scoperto l’infiltrazione di una forza speciale israeliana dalla zona della rotatoria di Al-Hussan, usati IED contro veicoli IDF nella zona di Al-Saha.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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