#ISRAELHAMASWAR. È iniziato l’ottobre rosso in Libano

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Mentre era in corso la lunga serata dei lanci di missili dall’Iran verso Israele che mirava a colpire, parola dell’Iran, basi militari e aeroporti militari, al confine con Libano le forze speciali di Hezbollah le Radwan hanno compiuto una imboscata contro i militari israeliani. 

Hezbollah ha annunciato scontri con le forze armate israeliane nel sud del Libano. I militanti hanno iniziato uno scontro a fuoco con le unità israeliane vicino al villaggio Odaisseh e li hanno costretti a ritirarsi. Inoltre, i membri del gruppo sciita hanno lanciato razzi e colpi di artiglieria contro i punti di schieramento temporaneo delle truppe israeliane nel villaggio Shtula e Misgav Am nel nord di Israele.

Secondo i dati preliminari, durante i bombardamenti e gli scontri sono rimasti feriti venti militari. Questa informazione è indirettamente confermata dalle riprese di testimoni oculari di numerosi voli di elicotteri israeliani che hanno evacuato i feriti negli ospedali.

Le forze armate israeliane, nell’ambito dell’operazione Northern Arrows, hanno colpito dozzine di strutture infrastrutturali di Hezbollah. Anche gli edifici residenziali sono stati colpiti dalle truppe israeliane. Il ministero della Sanità libanese ha riferito che nelle ultime 24 ore più di cinquanta civili sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti.

Il ministero della Difesa israeliano ha affermato che la 36a divisione corazzata e altre unità di fanteria si sono unite alla campagna militare in Libano. Ciò indica un’espansione dell’operazione di terra contro Hezbollah.

Fonti israeliane poi affermano che la Forza Radwan durante l’attacco iraniano a Israele ha compiuto una imboscata all’interno di una struttura in una città di confine. Ci sono stati violenti scontri e si temeva che i soldati venissero catturati. L’aeronautica e l’artiglieria sono intervenute e hanno bombardato la zona per ore finché l’esercito non è riuscito a ritirare i morti e i feriti. I report Israeliani riportano il coinvolgimento di 33 persone tra militari e civili e sarebbe morto anche un capitano dell’IDF. 

E ancora un comunicato di Hezbollah del 2 ottobre recita: “Mentre una forza nemica israeliana stava cercando di circondare la città di Yaroun dal lato della foresta, i combattenti della Resistenza islamica li hanno sorpresi alle 14:00 facendo esplodere uno speciale ordigno esplosivo, uccidendo e ferendo tutti i membri della forza”.

In risposta, le IDF in un comunicato scrivono: “La 36a Divisione, inclusi i soldati della Brigata Golani, della 188a Brigata corazzata, della 6a Brigata di fanteria e altre forze, si stanno unendo ai raid limitati, localizzati e mirati contro obiettivi terroristici di Hezbollah e infrastrutture terroristiche nel Libano meridionale, iniziati lunedì”. “La 98a Divisione continua le sue operazioni mirate in diverse aree del Libano meridionale. Le forze della Commando Brigade, compresi i soldati dell’Unità Egoz, hanno localizzato e distrutto un’infrastruttura di attacco di Hezbollah, che includeva un lanciarazzi, scorte di esplosivi e ulteriore equipaggiamento militare”.

“Le truppe, in collaborazione con l’Aeronautica militare israeliana, hanno eliminato uomini di Hezbollah e smantellato le infrastrutture tramite munizioni guidate di precisione e scontri a distanza ravvicinata. Finora, oltre 150 infrastrutture di Hezbollah sono state distrutte in attacchi aerei, tra cui quartier generali di Hezbollah, depositi di armi e lanciarazzi”.

Hezbollah fa sapere che nel sud del libano non ci sono armi ne infrastrutture. Fonti russe fanno sapere che: 35 soldati israeliani sono rimasti feriti in un’imboscata a Maroun al-Ras, nel sud del Libano, quattro sono rimasti uccisi.

In Israele Il ministro degli Esteri Israel Katz ha deciso di dichiarare il Segretario Generale dell’ONU António Guterres “persona n ion grata” in Israele e di vietargli l’ingresso nel paese: “Chi non è in grado di condannare inequivocabilmente l’attacco criminale dell’Iran contro Israele non è degno di mettere piede sul suolo israeliano. Questo Segretario Generale che odia Israele e che sostiene terroristi, stupratori e assassini sarà ricordato come una macchia nella storia delle Nazioni Unite”.

Mentre l’Iran per voce del suo presidente Masoud Pezeshkian, attraverso la piattaforma X, ha fatto sapere che: “Informate Netanyahu che l’Iran non sta combattendo, ma risponde fermamente a qualsiasi minaccia. Questa è solo una parte della nostra forza, non entrate in uno scontro con l’Iran”. Pezeshkian poi afferma che questa è stata una “risposta decisiva” a Israele come “atto di autodifesa” e che l’Iran “non è in guerra”, ma risponderà a “tutte le minacce”.

L’operazione iraniana del 1° ottobre è stata battezzata operazione “True Promise 2” e ha avuto un costo pari a 60 milioni di dollari; nel mirino le basi militari di: Nevatim, Hatzerim, Tel Nof, Netzarim e Glilot. È stato confermato che ci sono stati feriti gravi tra i soldati israeliani. A quanto pare il missile ipersonico Fattah è riuscito ad aggirare i sistemi di difesa israeliani, mentre Israele ha detto che la difesa ha tenuto benissimo. È scattato il divieto di divulgazione dei video dei luoghi degli impatti. A Nevatim, sono ospitati gli aerei F-35, e a Hatzerim, che ospita gli aerei F-15 utilizzati per colpire Hassan Nasrallah, nonché la base di Tel Nof vicino a Tel Aviv.

Poco prima dell’attacco iraniano una cellula di Daesh ha colpito a Jaffa, Tel Aviv, uccidendo 5 persone e ferendone gravemente tre e quattro in maniera moderata. Via A’Maq è arrivata la rivendicazione. Per attribuire l’attentato a Daesh in maniera definitiva si aspetta il giuramento di fedeltà a ISIS dei due palestinesi. 

Da Tel Aviv, all’invio dei missili dall’Iran, hanno risposto in tutte le lingue che Israele risponderà all’attacco e sarà un attacco molto duro. Nell’immediato, ovvero nella notte tra il 1° e il 2 ottobre, 10 bombardamenti aerei hanno interessato il sud del Libano. Il portavoce dell’IDF Hagari ha detto alla stampa: “Abbiamo il diritto di rispondere al momento e nel luogo appropriati”.

Un alto funzionario del Gruppo di mobilitazione popolare iracheno, PMU, ha dichiarato: “Se scoppiasse la guerra, non una sola goccia di petrolio o gas lascerà il Medio Oriente. L’inverno sta arrivando per l’Europa”. 

Dallo Yemen in un discorso del Presidente Mahdi Al-Mashat all’evento commemorativo del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah: “La nazione è stata colpita da un forte dolore quando ha appreso la notizia del martirio del grande leader, Sayyed Nasrallah. L’asse della resistenza ha dichiarato francamente che è coeso e unito e che affronterà tutte le cospirazioni nonostante il martirio dell’illustre e grande leader. La risposta a Israele è arrivata dal Libano, dallo Yemen e dall’Iraq, e quello che abbiamo visto dall’Iran è stato un torrente di missili che ha deliziato tutte le persone libere del mondo. Non c’è paura per l’Asse della Resistenza e affermiamo il nostro continuo sostegno con tutte le nostre capacità per liberarci dal progetto sionista e restaurare la Palestina e Gerusalemme”.

Ed ora uno sguardo all’aggravamento del fronte tra Israele, Hezbollah, Hamas aggiornato alle ore 16:00 del 2 ottobre. 

L’esercito libanese fa sapere che: una forza israeliana si è ritirata dalla Linea Blu dopo essere penetrata per 400 metri nel territorio libanese. Si apprende che nei bombardamenti iraniani sono stati colpiti e distrutti: “edifici e officine di manutenzione per aerei da guerra nelle basi aeree israeliane”. 10 morti, tra cui 4 paramedici, in due raid israeliani nelle città di Aitaroun e Janta nel sud del Libano”. L’amministrazione israeliana per voce del rappresentante dei media arabi dell’IDF, il colonnello Avichai Adray, ha ordinato ai residenti di 29 villaggi libanesi vicino al confine con Israele di lasciare immediatamente le loro case e dirigersi a nord verso il fiume Al-Awali (un fiume nel sud del Libano). ). Non sono autorizzati a viaggiare verso sud. In Libano sarebbe arrivata la la brigata Etseni. 

In Israele nord le sirene hanno suonato a Misgav Am, Avivim, Metula, Shtula, Yir’on, Shamir, Sirene suonate ad HaMifratz e nell’Alta Galilea, Safed. Sono stati identificati circa 40 proiettili dal Libano.

Cinque i bombardamenti israeliani a Gaza, l’ultimo in ordine di tempo a Al-Sawarha, nel centro della Striscia di Gaza, e ancora a nord del campo di Nuseirat. Le IDF confermano che: “I centri di comando e controllo, che erano incorporati in complessi che in precedenza fungevano da scuole “Muscat” e “Rimal”, sono stati utilizzati da Hamas per pianificare ed eseguire attacchi contro le truppe dell’IDF e lo Stato di Israele”! E per questo sono stati distrutti. 

Infine sempre le IDF informano: “A seguito di una valutazione della situazione, è stato deciso che a partire da oggi alle 16:00 (mercoledì), saranno apportate modifiche alle linee guida difensive dell’Home Front Command nelle aree della Confrontation Line, delle alture del Golan settentrionale, delle alture del Golan meridionale (Emek HaYarden Regional Council), dell’Alta Galilea, della Galilea centrale e della Bassa Galilea”.

E ancora: “Come parte delle modifiche, è stato deciso di consentire raduni di 50 persone in un’area aperta (invece di 10) e di 250 persone in uno spazio chiuso (invece di 150). Inoltre, è stato deciso che nelle aree di Haifa Bay (HaMifratz), HaAmakim, HaCarmel (Daliyat al-Karmel, Isfiya), Wadi Ara (Megiddo Regional Council, Yokneam Illit), le restrizioni saranno allentate per consentire assembramenti fino a 60 persone in un’area aperta (invece di 30). Il resto del paese rimane soggetto alle linee guida precedentemente emesse dall’Home Front Command”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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