#ISRAELHAMASWAR. Duplice omicidio di fronte al Capital Jewish Museum. Houti lanciano tre razzi contro Israele. Continui bombardamenti su Gaza

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Due persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco in un attacco terroristico nei pressi del Capital Jewish Museum di Washington D.C.. L’attentatore ha gridato “Liberate la Palestina!” Mentre veniva arrestato. Secondo quanto riportato dalla CBS News, un dipendente dell’ambasciata israeliana e la sua fidanzata sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco mercoledì sera all’esterno del Museo ebraico nel centro di Washington dopo aver partecipato ad un evento all’Associazione ebraica americana. L’attentatore era americano, 30 anni. Attivista pro Palestina. 

Il ministro del governo israeliano Amichai Eliyahu in merito all’uccisione ha ritenuto responsabile il capo del Partito Democratico israeliano, Yair Golan, il quale ha ammesso che l’esercito israeliano uccide i bambini per hobby a Gaza: “Il sangue dei due uccisi a Washington è sulle mani di Yair Golan e dei suoi amici”.

I Media israeliani riportando le parole del leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid: “Netanyahu ha mentito questa sera quando ha affermato di avere un coordinamento completo con Washington”. Il riferimento è alle dichiarazioni della conferenza stampa che Netanyahu ha tenuto nella sera del 21 maggio. Tra le dichiarazioni che hanno fatto breccia nella social sfera di riferimento: “qualsiasi accordo di cessate il fuoco temporaneo sarebbe seguito da una ripresa della guerra”. “Netanyahu ha parlato del piano di Trump di sfollamento come di uno degli obiettivi della sua guerra”. Netanyahu afferma che Israele controllerà l’intera striscia di Gaza entro la fine dell’offensiva israeliana.

Il leader di Hamas Mahmoud Mardawi: “Netanyahu ha confermato oggi di voler procedere con il piano di sfollamento forzato sotto la copertura della guerra e ha dichiarato esplicitamente che qualsiasi tregua temporanea sarà seguita da un nuovo massacro. Netanyahu non cerca la pace o uno scambio di prigionieri, ma piuttosto persegue una guerra di sterminio per attuare il “Piano Trump” di sfollamenti forzati. La comunità internazionale è chiamata a rompere il silenzio, a porre fine a questa sanguinosa follia e a chiamare a rispondere il criminale di guerra prima che dia fuoco all’intera regione. Washington è tenuta a chiarire la propria posizione su questo crimine, mediando nel nome della “pace”. 

Axios, citando funzionari israeliani ribadisce che Israele si sta preparando a colpire gli impianti nucleari dell’Iran se i negoziati tra Washington e Teheran fallissero. Funzionari israeliani: qualsiasi attacco all’Iran non sarà un caso isolato, bensì una campagna militare della durata di “almeno una settimana”. L’Iran ha risposto che qualsiasi attacco ai loro impianti avrà una risposta sul suolo di Israele. 

Il premier greco Kyriakos Mitsotakis, uno dei leader degli Stati dell’UE più vicini a Israele: “Israele deve fermare immediatamente operazione a Gaza per garantire la fornitura di cibo e medicinali al settore.”

Israele e Turchia hanno concordato alcuni principi fondamentali che contribuiranno a evitare un conflitto militare tra le forze in Siria. Mentre Israele insiste sul fatto che la Siria meridionale rimanga una zona demilitarizzata, è stata stabilita una “linea” di coordinamento tra i due Paesi attraverso la mediazione dell’Azerbaigian per gestire le operazioni in Siria. Una fonte coinvolta nei colloqui ha affermato che Israele non si oppone alla presenza di forze terrestri turche, come fanteria e veicoli blindati, purché non siano dotate di sistemi di difesa aerea o radar in grado di tracciare i movimenti di Israele. Da aprile i due Paesi hanno tenuto colloqui e incontri in Azerbaigian.

Secondo Bloomberg: Francia e Arabia Saudita stanno lavorando a un piano che include una proposta per disarmare Hamas e spianare la strada al suo scioglimento. I funzionari sauditi hanno mantenuto i contatti con Hamas nell’ambito. L’obiettivo è trasformare l’organizzazione in un’entità puramente politica, che possa comunque svolgere un ruolo in un futuro governo palestinese: “La possibilità che Hamas mantenga un certo grado di potere politico aumenterebbe le probabilità che accetti di disarmarsi”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 15:30 del 22 maggio. Il corrispondente militare israeliano, Amir Bohbot: “D’ora in poi la risposta ai lanci di missili dallo Yemen dovrà essere diversa. L’intelligence israeliana deve identificare i centri di gravità degli Houthi”. In un discorso di Sayyed Al-Houthi: “Per quanto riguarda il Fronte di Supporto Yemenita, questa settimana abbiamo effettuato operazioni con 8 missili e balistici e droni”. E ancora Sayyed Al-Houthi: “Dalle operazioni di questa settimana, tre razzi erano diretti verso l’aeroporto di Ben Gurion”.

Secondo le fonti palestinesi: “Un missile balistico lanciato contro Israele dagli Houthi è stato intercettato con successo dalle difese aeree ha affermato l’esercito israeliano mentre viaggiava verso Haifa”. Le sirene hanno risuonato nell’area di Gerusalemme, nelle comunità della Cisgiordania meridionale e nelle comunità vicine al Mar Morto. Circa un minuto prima del suono delle sirene, è stato inviato un avviso ai residenti, avvisandoli tramite una notifica push sui loro telefoni di un attacco missilistico a lungo raggio. Si tratta del secondo attacco missilistico degli Houthi nella giornata del 22 maggio.

Dal 18 marzo, quando le IDF hanno ripreso l’offensiva contro Hamas nella Striscia di Gaza, gli Houthi nello Yemen hanno lanciato 37 missili balistici e almeno 10 droni contro Israele. Diversi missili hannomancato il bersaglio.

All’alba del 22 maggio a Mhaibib sono state prese di mira diverse case prefabbricate.

Continuano gli intensi bombardamenti di artiglieria che prendono di mira le zone settentrionali e occidentali della Striscia di Gaza. Un drone ha preso di mira un giovane disarmato mentre fuggiva da Shuja’iyya, a est della città di Gaza. 15 morti sarebbero arrivati nel complesso medico Al-Shifa di Gaza City a seguito dei raid notturni israeliani.

Si contano altri 13 morti dopo che un attacco aereo israeliano ha preso di mira due case nella zona di Zarqa di Jabalia al-Balad, a nord della Striscia di Gaza. Un altro morto si registra a seguito di un bombardamento israeliano nella zona di Qizan al-Najjar, a sud di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale. I bombardamenti dell’artiglieria israeliana hanno preso di mira la città di Abasan al-Kabira, a est di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale. Le Saraya al Quds fanno sapere: “Dopo essere tornati dalle linee di combattimento, i nostri mujaheddin hanno confermato di essere riusciti a tendere un’imboscata a una forza di ingegneria meccanizzata e a far esplodere un veicolo all’interno dell’edificio a est di Khan Yunis. L’imboscata è stata realizzata utilizzando ordigni ad alto potenziale esplosivo, facendo detonare la forza al suo interno. All’arrivo delle forze di soccorso e di soccorso, i nostri mujaheddin l’hanno preso di mira con un missile anticarro e hanno confermato l’atterraggio degli elicotteri per evacuare i morti e i feriti dal sito Al-Aqsa Tufan”.

Aerei israeliani hanno bombardato la scuola Nasr, che ospita i rifugiati a ovest della città di Gaza.

Il professore di storia moderna, Zakaria Al-Sinwar, è stato ucciso dopo essere rimasto ferito nel bombardamento della sua tenda a Nuseirat da parte di Israele, avvenuto pochi giorni fa. È stato ucciso insieme alla moglie e figli. Zakaria è fratello di Yahya Al-Senwar, capo dell’ufficio politico di Hamas.

Corrispondente di Channel 14: “I combattenti della resistenza hanno preso di mira le forze di occupazione con diversi ordigni esplosivi durante l’assalto dei coloni alla Tomba di Giuseppe a Nablus”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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